La nostra Unpopular Opinion vi porterà a dibattere, discutere, polemizzare e riflettere su concetti, idee e punti di vista che il calcio di oggi ha ormai forse esasperato.
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Unpopular Opinion - La dimensione dell'Italia è questa, la vera sorpresa oggi sarebbe andare ai Mondiali e non il contrario
"SIAMO L'ITALIA"... APPUNTO!
La partita, tra l'altro vinta, contro la Moldavia ha lasciato per l'ennesima volta l'amaro in bocca nel vedere in campo la nostra nazionale, così lontana da quella a cui eravamo abituati.
Ma il punto cruciale adesso è proprio questo: rimanere ancorati fermamente a quello che eravamo non porta alcun beneficio, anzi. Non fa altro che sottolineare come le cose siano cambiate e come forse dovremmo farci l'abitudine.
"Siamo l'Italia'... appunto. Ma che significa questo? Oggi chi è l'Italia e cosa rappresenta come nazionale nel mondo del calcio? Dove viene collocata? Se pensiamo che basti il nome, la storia, il palmares, allora non abbiamo capito proprio nulla.
Ci convinciamo di 'essere l'Italia', come se bastasse quello. Ma nel calcio esistono i cicli, le generazioni. E oggi essere l'Italia significa non qualificarsi per due edizioni di fila ai Mondiali e rischiare di non farlo per la terza.
GettyOGGI NON VALIAMO PIÙ DELLA NORVEGIA
Se analizziamo il nostro girone di qualificazione, anche senza considerare lo scontro diretto perso nettamente, chi si sente di dire che questa Italia sia meglio della Norvegia?
Io penso invece che il secondo posto degli azzurri non solo sia giusto ma persino logico. Perché allo stato attuale delle cose, la nazionale italiana non è superiore a quella norvegese.
Fa strano dirlo, vero? Ma come detto dobbiamo farci l'abitudine. Non lo è nel gioco, non lo è nei giocatori, non lo è nell'attitudine. Quindi, che la Norvegia vada direttamente ai Mondiali e l'Italia passi dai playoff è una cosa normale. Nessuno scandalo.
Dobbiamo accettare che il momento della nostra nazionale sia questo. Che la nostra dimensione sia questa.
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LA VERA SORPRESA É ANDARCI AI MONDIALI
In tal senso, dunque, dobbiamo iniziare a pensarla così: saltare per la terza volta di fila la partecipazione ai Mondiali non sarebbe più uno scandalo.
Fa male dirselo, ma è la dura realtà. Un tempo andavamo sempre ai Mondiali col sogno di vincerli, oggi già solo partecipare sarebbe una vittoria. Anzi, la vera sorpresa.
Chiamatelo ridimensionamento o semplicemente presa di coscienza. Ma probabilmente ha ragione Gattuso: contestare l'Italia non serve a nulla, significa soltanto rifiutare di accettare la realtà.
Questa è una nazionale in difficoltà, che può fare di meglio di una prestazione imbarazzante contro la Moldavia, questo sì, ma che ha dei limiti di crescita e potenziale evidenti.
Festeggiamo, quindi, se andiamo ai Mondiali. Perché siamo l'Italia, appunto. E oggi l'Italia è questa.