Il 9 ottobre del 2016, a suo modo, rappresenta una data storica. L'Italia volava a Skopje per una partita delle qualificazioni ai Mondiali russi di due anni dopo e - rullo di tamburi! - riusciva a imporsi per 3-2 contro la Macedonia. Che ai tempi, appunto, non era ancora "Macedonia del Nord": solo "Macedonia".
Vantaggio di Andrea Belotti nel primo tempo, quindi la rimonta dei padroni di casa nella ripresa: a segno Nestorovski, elemento ben noto in Serie A, e poi Hasani. Ma a un quarto d'ora dalla fine, e poi nel recupero, Ciro Immobile firmava il controsorpasso e la conseguente vittoria, con tanto di sospiro di sollievo e una sensazione di scampato pericolo.
Rimane, quella, l'ultima volta nella quale l'Italia è riuscita a superare la Macedonia. In panchina c'era Gian Piero Ventura, ancora ignaro di quel che sarebbe accaduto un anno circa più tardi, ovvero l'eliminazione per mano della Svezia. Da lì in poi, il disastro in ogni sfida contro i macedoni: tre partite, due pareggi, l'inopinata sconfitta costata i Mondiali nel marzo del 2022.
Ecco dunque chi era in campo quel 9 ottobre del 2016. Una data che, vista con gli occhi di oggi e alla vigilia della fondamentale sfida dell'Olimpico contro i macedoni, assume un significato particolare e quasi surreale.
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