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Inter Torino Coppa ItaliaGetty Images

Il turnover scientifico e il progetto Under 23: cosa ha detto Inter-Torino, segnali positivi per Chivu

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L'impegno infrasettimanale dell’Inter ha portato tanti spunti positivi sia alla squadra sia al suo allenatore, segnali di un gruppo che risponde bene in ogni suo elemento.

Sì, perché contro il Torino, in un quarto di finale di Coppa Italia, Cristian Chivu ha deciso di affidarsi a un turnover quasi totale, riuscendo comunque ad assicurarsi il passaggio del turno.

Dai giocatori che hanno avuto meno occasioni fino all’utilizzo dei giovani della seconda squadra, i nerazzurri hanno ottenuto ottimi riscontri da tutti, un aspetto fondamentale in vista del calendario fitto di impegni che li attende da qui al termine della stagione.

  • MINIMO SFORZO, MASSIMO RISULTATO: L'INTER PUÒ CONTARE SU UNA ROSA LUNGA

    La formazione titolare proposta da Chivu contro il Torino ha evidenziato come il tecnico nerazzurro possa, a proprio piacimento, cambiare il volto di questa squadra.

    Si tratta di un dettaglio tutt’altro che scontato, soprattutto se si guarda agli anni passati, quando spesso le riserve non offrivano garanzie al pari dei titolari.

    In un match all’apparenza delicato come un quarto di finale di Coppa Italia, il tecnico romeno si è affidato a un mix tra esperienza (de Vrij, Acerbi, Mkhitaryan) e gioventù (come i giovanissimi Kamate e Cocchi), dominando comunque la gara per quasi un’ora di gioco, salvo poi calare nel finale, con il Torino in netta ripresa.

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  • L'ATTACCO RISPONDE BENE CON QUALSIASI INTERPRETE

    La differenza più evidente tra l’Inter di quest’anno e quella delle passate stagioni emerge soprattutto dal reparto offensivo.

    Se nella scorsa stagione Lautaro e Thuram apparivano insostituibili, quest’anno le cose sono cambiate e il merito va a Pio Esposito e Bonny, oltre a chi ha creduto in loro.

    I due giovani attaccanti non fanno quasi mai rimpiangere chi in questi anni ha trascinato la fase offensiva nerazzurra, rispondendo sempre presente a suon di goal e assist e integrandosi alla perfezione nello stile di gioco della squadra.

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  • LA SQUADRA B INIZIA A DARE I SUOI FRUTTI

    Un altro fattore spesso sottovalutato, ma destinato inevitabilmente a dare i suoi frutti nel tempo, è rappresentato dalla squadra B che milita in Serie C.

    Come dimostrato dalla Juventus, che nell’estate del 2018 ha avviato il progetto Under 23, la presenza di una seconda squadra impegnata in una categoria professionistica può rivelarsi fondamentale per individuare e valorizzare nuovi talenti.

    I giovani hanno così la possibilità di crescere e mettersi in luce lontano dai riflettori, per poi farsi trovare pronti e compiere il grande salto al momento del bisogno, come accaduto in Coppa Italia.

    Se Cocchi ha disputato una buona gara senza particolari acuti, Kamate si è distinto brillando soprattutto per una giocata decisiva, quella che ha sbloccato il match con l’assist per Bonny.

  • L'IMPORTANZA DEL TURNOVER: PRIMAVERA DI FUOCO PER L'INTER

    La gara contro il Torino ha fornito indicazioni fondamentali in vista di ciò che attende l’Inter da qui al termine della stagione.

    I nerazzurri hanno sempre ribadito l’importanza di arrivare a marzo ancora in corsa su tutti i fronti, senza porsi limiti e provando - come nella passata stagione - a spingersi fino in fondo in ogni competizione. In quest’ottica, il passaggio del turno in Coppa Italia rappresenta un segnale incoraggiante.

    Ma soprattutto, la possibilità di ruotare gli uomini in ogni zona del campo si conferma uno dei fattori decisivi per presentarsi al meglio nella fase calda dell’annata. Senza dimenticare che Chivu, con il passare delle settimane, potrà recuperare elementi chiave come Dumfries, Calhanoglu e - si augura - un Barella in condizioni fisiche migliori.

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