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Francesco TottiGetty Images

Totti e la Roma, atto terzo? Gli anni da dirigente, il ruolo, le frizioni e le dimissioni: la ricostruzione del suo addio

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Francesco Totti e la Roma, un legame affettivo destinato a durare in eterno, ma che mai come ora è vicino a scrivere un terzo capitolo della loro storia.

Dopo la straordinaria carriera da calciatore e la meno felice parentesi da dirigente giallorosso, Francesco Totti potrebbe nuovamente tornare nella società dove calcisticamente è nato e cresciuto, diventandone una leggenda.

Ad ammetterlo è stato Claudio Ranieri, che ha svelato come i Friedkin e Totti stiano parlando con l’obiettivo di trovare un’intesa. Ma come è andata l’avventura di Totti da dirigente della Roma e perché è terminata? La ricostruzione.

  • L’INIZIO DELLA CARRIERA DA DIRIGENTE ALLA ROMA

    Il 17 luglio 2017, pochi mesi dopo il suo ritiro dal calcio giocato, Francesco Totti diventa ufficialmente un dirigente della Roma di Pallotta. “È finita la prima parte della mia vita da calciatore, adesso ne inizia un’altra più importante. Mi servirà del tempo per capire quale ruolo mi si addice di più. Per questo mi metterò a disposizione della società. Come dovrete chiamarmi? Francesco, come sempre”, le parole di Totti.

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  • IL RUOLO DI TOTTI ALLA ROMA

    Fin dall’inizio Totti ha avuto un ruolo un po’ in ombra nella Roma. Il suo compito è stato quello di fare da collante tra la dirigenza e lo spogliatoio, ma la poca chiarezza intorno al suo ruolo e alle sue mansioni è apparsa fin da subito un problema.

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  • LA SCELTA DI RANIERI

    Nella sua avventura da dirigente della Roma, Francesco Totti ha il merito di aver avallato la scelta di riportare sulla panchina della Roma Claudio Ranieri a marzo del 2019, al posto dell’esonerato Di Francesco. L’unico episodio in cui il suo pensiero ha davvero avuto rilevanza in termini di scelta finale.

  • VOGLIA DI UN RUOLO CENTRALE

    Totti però non nasconde il desiderio di avere un ruolo centrale nella costruzione della Roma del futuro. “È tutto da vedere Se dovessi prendere posizione, però, sicuramente cambierò alcune cose”, le parole di Totti a Sky Sport a fine marzo 2019. Ma così non sarà.

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  • LE FRIZIONI E LA LETTERA DI PALLOTTA

    Ad aprile 2019 Totti sponsorizza Conte come nuovo allenatore della Roma, ma la scelta della proprietà è un’altra. Il 31 maggio in una lettera pubblicata sul sito ufficiale del club, il presidente Pallotta mette sempre più al centro della Roma la figura di Franco Baldini, a cui viene dato pieno potere decisionale, mettendo ai margini Totti, a cui era stato proposto un incarico da Direttore tecnico che però agli occhi dell’ex capitano sarebbe stato di circostanza.  

  • TOTTI SPIEGA I MOTIVI DELL’ADDIO

    Il 17 giugno 2019, due anni dopo il suo ingresso in società, Totti si dimette e in una conferenza stampa fiume spiega le ragioni che lo hanno portato alla dolorosa decisione. Mi dimetto non per colpa mia, il club mi ha tenuto fuori da tutto. Era meglio morire che vivere un giorno così, per questo club sono stato sempre un peso, non ho mai avuto la possibilità operativa di poter lavorare sull’area tecnica. Ripulire la Roma dai romani è stato fin dall'inizio il loro obiettivo. Con Baldini non c'è mai stato e mai ci sarà un rapporto, Pallotta non l'ho mai sentito in due anni”, alcune delle parti più salienti della conferenza di Totti.  Proprio le frizioni e il feeling mai nato con Baldini e Pallotta sono state alla base della sua decisione-

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  • IL COMUNICATO DELLA SOCIETÀ

    In risposta alle parole di Totti, la Roma ha replicato con la propria versione dei fatti.  “A seguito dell’annuncio in data odierna da parte di Francesco Totti di dimettersi dal Club e di non accettare il ruolo di Direttore Tecnico, l’AS Roma ha rilasciato la seguente nota ufficiale. Il Club è estremamente amareggiato nell’apprendere che Francesco Totti ha annunciato di lasciare la Società e di non assumere la posizione di Direttore Tecnico dell'AS Roma. Gli avevamo proposto questo ruolo dopo la partenza di Monchi ed eravamo ancora in attesa di una risposta.

    Riteniamo che il ruolo offerto a Francesco sia uno dei più alti nei nostri quadri dirigenziali: una posizione che ovviamente richiede dedizione e impegno totali, come ci si aspetta da tutti i dirigenti all'interno del Club. Eravamo pronti a essere pazienti con Francesco e ad aiutarlo a mettere in pratica questa trasformazione da grande calciatore a grande dirigente. Il ruolo di Direttore Tecnico è la carica in cui credevamo potesse crescere e in cui ci siamo proposti di supportarlo durante la fase di adattamento.

    Nonostante comprendiamo quanto sia stato difficile per lui decidere di lasciare l’AS Roma dopo trent’anni, non possiamo che rilevare come la sua percezione dei fatti e delle scelte adottate dal Club sia fantasiosa e lontana dalla realtà. Riguardo ai ripetuti riferimenti al suo possibile ritorno con l’insediamento di una nuova proprietà, in aggiunta alle informazioni raccolte da lui stesso in tutto il mondo circa soggetti interessati al Club, ci auguriamo che questa non sia un’anticipazione inopportuna di un tentativo di acquisizione: scenario che potrebbe essere molto delicato in considerazione del fatto che l’AS Roma è una società quotata in borsa. La proprietà non ha alcuna intenzione di mettere la Roma in vendita adesso o in futuro. Auguriamo a Francesco buona fortuna per quello che deciderà di fare”, si legge.

  • LA PROMESSA DI TOTTI

    Nel corso della sua conferenza stampa d’addio alla Roma, a giugno 2019, Totti si lascia andare a una promessa. “Questo è un arrivederci, non è un addio, perché mi sembra impossibile vedere Totti fuori dalla Roma, mi dà proprio fastidio. Nel momento in cui un'altra proprietà punterà forte su di me, io sarò sempre pronto", Uno scenario che a distanza di sette anni potrebbe diventare realtà.

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