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Thierry Henry bacchetta l'Inter e Chivu: "Conta contro chi esci e come esci, il Como gioca il miglior calcio in Italia"

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Bodo/Glimt agli ottavi, Inter eliminata ai playoff. Il doppio incontro degli spareggi ha visto il team norvegese riuscire a ribaltare i pronostici della vigilia, segnando cinque goal alla squadra di Chivu, subendone due: un cinque a due complessivo che mette in mostra quando il team di Knutsen abbia meritato il passaggio del turno, mentre quello italiano ha faticato enormemente in termini di cinismo e capacità di tramutare in goal le tante azioni offensive.

Della doppia prestazione dell'Inter si parlerà a lungo, con pochi elogi da parte di tifosi e addetti ai lavori nei confronti dei nerazzurri, giudicati spenti e prevedibili. Un discorso che ad esempio ha affrontato Thierry Henry, ex fuoriclasse dell'Arsenal e da tempo stimato opinionista.

Henry, negli ultimi anni anche allenatore, ha analizzato le gare dell'Inter senza usare giri di parole, specificando cosa non sia andato tra Bodo e Milano e di come la testa della Serie A sia stata raggiunta praticamente "di default".

  • LA DOPPIA PARTITA DELL'INTER

    Henry, dagli studi di CBSm, crede che l'Inter sia stata alquanto prevedibile e che abbia alla fin fine sottovalutato il Bodo Glimt. Nel suo discorso c'è spazio anche per un elogio al Como, società di cui è azionista:

    "Loro hanno giocato così contro il Dortmund, contro l’Atletico e anche stasera. Pensavo che una big, una con il grande nome, potesse dire: ‘Ci avete messo in imbarazzo a casa vostra, adesso vi facciamo vedere chi siamo'. E invece no. Quello che si è visto è esattamente cosa significa essere una squadra. L’Inter non è stata quella squadra. È stata molto lenta, prevedibile. Si capiva cosa stavano per fare. Nessuno saltava l’uomo, cross troppo anticipati, tutto leggibile".

    "L’ho detto più volte: l’Inter è prima in Italia quasi “per default”. Ne parliamo da tempo. La squadra che oggi gioca il miglior calcio in Italia è il Como. Possiamo discutere di budget, di qualità della rosa, ma il momento attuale è questo. Purtroppo la situazione è chiara, le squadre italiane devono ritrovarsi".

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  • IL DISCORSO CHIVU

    Henry non ha gradito la gestione di Chivu:

    "Dovrà spiegare alcune scelte: perché tanti giocatori non hanno giocato? Perché certi cambi sono arrivati così tardi? È vero che c’era la partita contro il Lecce e l’obiettivo era portarsi a +10 in campionato — e ora sono effettivamente a +10. Ma se parliamo della Serie A, c’è poco da dire: sono in testa con un grande vantaggio. Se invece parliamo di Champions League, le domande saranno inevitabili". 

    "Il Bodo/Glimt è una buona squadra, senza dubbio. Ma l’Inter ha perso il suo allenatore e non è semplice ripartire con uno nuovo. Non è un attacco a Chivu. In Champions sì ci saranno critiche, in campionato meno, perché il vantaggio è consistente. Tatticamente l’Inter è diversa. Non si vede più quella costruzione con i tre centrali che si alzavano a centrocampo, quei movimenti che la rendevano imprevedibile"

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  • I PROBLEMI EUROPEI

    "L’Inter di Simone Inzaghi era pronta per le grandi sfide europee, anche se talvolta faticava contro le squadre di bassa classifica" ha continuato Henry. "Questa invece sembra in difficoltà un po’ contro tutti, almeno in Europa. In campionato continua a vincere, anche grazie alle rotazioni, ma questo può rendere più difficile trovare intesa e continuità. Tatticamente non è la stessa Inter di prima"

    "Giudicare Chivu solo perché non è arrivato lontano in Champions? Forse no. Ma conta contro chi esci e soprattutto come esci. In Serie A è in testa, in Coppa Italia è ancora in corsa: può persino puntare al doppio titolo. Tuttavia, in Champions League le domande arriveranno, soprattutto per il modo in cui si è conclusa la fase a gironi e per le sconfitte, sia in casa che in trasferta”.

  • L'ELOGIO AL BODO

    I demeriti dell'Inter, ma ovviamente anche i meriti del Bodo/Glimt che Henry vuole rimarcare:

    "Abbiamo parlato di soldi, abbiamo parlato di nomi, ma niente batte una squadra. Non mi interessa cosa si dica. Se hai soldi, se hai grandi nomi e hai anche una squadra vera, allora sì che diventi pericoloso. Ma se non hai una squadra, non mi importa quanti soldi o quali nomi hai. Loro attaccano e difendono insieme, indipendentemente da dove si trovano in campo: bassi, a metà, in pressione alta. È una squadra vera"

    "Dovremmo ricordarcelo tutti: è un gioco di squadra. Lo diciamo sempre. È esattamente questo che dovrebbe essere il calcio. Ed è una lezione per tutti, anche per i ragazzi che guardano: questa è una squadra. È bellissimo vedere una squadra così. È rinfrescante. Questo è il calcio. Non conta quello che hai scritto qui o il nome sulla schiena, conta quello che hai nel cuore. E questo è quello che si è visto. È solo un lampo, certo, ma è quello che conta. Complimenti a loro. Vittoria meritata. Non ho nulla da dire contro l’Inter, ma loro meritano di essere lì, e di gran lunga".

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  • CAMPIONATO E COPPA ITALIA

    A +10 sul Milan, l'Inter scenderà in campo sabato contro il Genoa per provare ad allungare sui rossoneri in vista del Derby de prossimo turno. Il Milan, da canto suo, sarà ospite della Cremonese, domenica.

    Oltre a un campionato che sembra avere in mano, l'Inter giocherà anche in Coppa Italia, proprio tra Genoa e Inter: martedì il team meneghino affronterà il Como, elogiato da Henry e padrone di casa nella partita d'andata delle semifinali.

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