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Suzanne Bakker AC Milan Women 2024-25AC Milan - Getty Images

Suzanne Bakker a GOAL: "Vogliamo il primo trofeo della storia del Milan Femminile"

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Il Milan Femminile nutre grandi ambizioni per la stagione di Serie A che inizierà nel mese di ottobre. Ha le idee molto chiare anche l'allenatrice delle ragazze rossonere, Suzanne Bakker.

Intervistata da GOAL, l'ex centrocampista olandese ha prefissato gli obiettivi della squadra per la prossima stagione, parlando anche della nuova filosofia del club rossonera.

Ecco le dichiarazioni di Suzanne Bakker a GOAL.

  • "PRIMO TROFEO"

    Bakker vuole che il Milan Femminile riesca imporsi e a vincere uno dei due trofei che vedranno le rossonere impegnate nella prossima stagione: "Il club vuole vincere il primo trofeo femminile e lo vogliamo anche noi. Io però preferisco fissare obiettivi a breve termine: vincere la prossima partita. Non pensare agli arbitri o a fattori esterni, ma solo a quello che possiamo controllare: allenamento, alimentazione, riposo. Le partite si vincono ogni giorno, non solo la domenica".

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  • LA FILOSOFIA AJAX

    Bakker parla poi del modo in cui raggiungere questi risultati tramite la propria filosofia di gioco.

    "Una delle prime domande del club, quando ci siamo incontrati, è stata: “Come vuoi giocare?”. E mi hanno detto: “Vogliamo che tu giochi come all’Ajax: passaggi corti, pressione alta, dominare con la palla”. 

    Vogliamo avere il pallino del gioco sia con il possesso che senza, decidendo noi cosa accade in campo. È più difficile al Milan, visto che all’Ajax i giovani crescono già con quel modello? Ci vuole più tempo. All’Ajax avevo giocatrici che conoscevo dalle giovanili, le avevo allenate io stessa. Qui no, ma le ragazze hanno voglia di giocare con la palla. E se guardiamo oggi le nostre partite, siamo spesso dominanti. Per me, però, conta segnare un goal in più delle avversarie, non solo dominare. Credo che, continuando così, arriveremo a farlo con costanza".

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  • VIVAIO E MERCATO

    L'allenatrice del Milan Femminile fa poi il punto sul mercato, parlando anche dell'importanza del settore giovanile per avere calciatrici a disposizione.

    "Tantissimo. Dall’Under 10 all’Under 19 seguono la stessa filosofia, come all’Ajax. È fondamentale perché così le ragazze arrivano già preparate al nostro gioco. Non è mai facile fare il salto dalla Primavera alla prima squadra, ma per me l’età non conta: se sei brava, giochi. Sul mercato stiamo ancora lavorando. Alcune giocatrici sono partite e cerchiamo sempre di rinforzarci, anche fuori dal mercato ufficiale. La finestra in Italia resta aperta fino al 10 settembre, quindi vedremo".

  • SCOUTING

    Fondamentale, per Bakker, è il processo di selezione di giovani talenti dai vivai femminili.

    "Abbiamo una scout dedicata che segue tante partite e profili. Poi passa i nomi al manager e a me: se siamo tutti d’accordo, procediamo. È difficile trovare quella giusta, ma Milan è un club molto attrattivo, anche per straniere, perché la Serie A sta crescendo tanto. Ho con me due collaboratrici dall'Ajax che conoscono già il mio modo di lavorare e questo accelera l’inserimento. Per loro è utile: quando cambi paese hai tante cose nuove a cui pensare, se almeno il calcio è familiare, ti concentri meglio sul resto".

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  • L'AMBIENTAMENTO IN ITALIA

    L'allenatrice olandese parla infine del suo rapporto con l'Italia "Mi avevano promesso bel tempo da marzo a ottobre… non è stato sempre così! [ride] Ma amo il clima, il cibo e la gente: rispetto ai Paesi Bassi qui la vita è più rilassata. A volte forse anche troppo! Un’altra differenza è nella comunicazione: da noi si è molto diretti, qui meno. Devo adattarmi io, ma anche il club trova un equilibrio. Vivo a Milano vicino al centro sportivo e, quando ho un giorno libero, posso andare in un’ora ai laghi o in montagna a sciare: è fantastico. Con l'italiano non va molto bene! Ho seguito delle lezioni online, ma erano dall’inglese all’italiano e dovevo tradurre due volte. Ora ho trovato un’insegnante che mi insegna dall’olandese: è molto meglio. L’obiettivo è riuscire a fare un’intervista in italiano a fine stagione, ma non è una lingua facile".

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