Quando Nzola si ferma a guarda i suoi tifosi, al Picco, sa di aver compiuto un'impresa: ma non da solo. Lo Spezia che batte l'Inter è il frutto di un'idea semplice: anzi, di concetti "Semplici". Ripartenza, contropiede.
Tutto molto efficace, almeno quanto arrugginita è la manovra della formazione nerazzurra di Simone Inzaghi, che alla vigilia dell'impegno fondamentale contro il Porto, in Champions League, crolla ancora, e non riesce a dar continuità.
C'è da rivedere un approccio non perfetto, un atteggiamento poi culminato nel siparietto tra Lautaro Martinez e Lukaku al momento del rigore sbagliato dall'argentino. Una reazione tardiva.
Un assetto difensivo che fatica a star unito: come quando Nzola scappa via ad Acerbi e serve Maldini. Che storia: proprio contro l'Inter, proprio lui. Un cognome pesante.
Nel finale Lukaku ha provato a risollevare le sorti di una gara che no, proprio non è andata come ci si aspettava: e lo si vede quando Dumfries, che il rigore poi trasformato dal belga se lo guadagna, causa un penalty su Kovalenko, vanificando tutto e portando a quell'immagine lì. Nzola che si gode la curva del Picco. Il resto è storia.
.jpg?auto=webp&format=pjpg&width=3840&quality=60)



