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Luciano Spalletti JuventusGetty Images

Spalletti tra Parma-Juventus e mercato: "La società sta lavorando in maniera ininterrotta, aspettiamo"

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Tra il posticipo di Parma e la chiusura ormai a un passo della finestra invernale di mercato: Luciano Spalletti prende la parola in sala stampa.

L'allenatore bianconero ha parlato ai giornalisti presenti alla conferenza di vigilia di Parma-Juventus, gara che chiuderà la domenica di Serie A. E ha trattato diversi argomenti: dal campo al mercato.

Ecco dunque le parole di Spalletti a poco più di 24 ore dalla gara del Tardini.

  • LE PROSSIME PARTITE

    "Avremo il periodo tutto d'un fiato e tutte queste partite ravvicinate bisogna trovare delle soluzioni. Prima si giocava ogni 7 giorni e ci si allenava tutti i giorni e si faceva un giorno di riposo, ora penso vada modificata. La ricerca di non andare in ritiro è per avere più spazi e più libertà. La soluzione la individuo nel dare più riposo. Aumentano le partite e deve aumentare il riposo. Nel post partita facciamo recupero attivo e simulazione gara per chi non ha giocato, poi riposo o allenamento invisibile perché se stacchi completamente non ce la fai a rientrare nella successiva partita e poi preparazione alla prossima partita e gara. Così che noi abbiamo cercato di individuare la soluzione adatta e mi sembra stiano rispondendo bene. Oggi c'è la preparazione alla gara di Parma, ieri abbiamo fatto questo allenamento invisibile".

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  • YILDIZ E LE PUNIZIONI

    "Se può migliorare? Sì. Il piede è quello che fa vedere, si tratta solo di fare quella conoscenza a quel livello lì, di credersi a quel livello lì. E se è un alieno sa fare anche quello, sennò che alieno sarebbe? Ne abbiamo altri che possono battere le punizioni. Dobbiamo fare meglio di quanto abbiamo fatto finora, non solo per il Del Piero pensiero ma anche per quello che deve essere una completezza che bisogna avere in squadra, è un dettaglio che porta punti a fine anno, sia come punizioni alla Del Piero pensiero che come punizioni buttate dentro l'area".

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  • "ESSENZIALE CHE NON MI VEDIATE STANCO"

    "Ossessionato come ai tempi di Napoli? L'essenziale è che non mi vediate stanco. No, non sono stanco. Io ora entro in questa situazione delle tante partite come un periodo bellissimo, entro dentro il mio mondo, tutte partite, tutte situazioni da sviluppare velocemente è quello che mi ci vuole. Un pochino ossessionato lo sono, ma per quel che riguarda il calcio stancarmi la vedo dura. Mi stanco se vedo che la mia squadra non va avanti, non fornisce delle cose nuove, non va avanti con quella che è la fantasia, scoprire cose nuove, che si adagia un po' allora sì mi stanco, è una cosa che mi fa un po' innervosire e di conseguenza diventa più difficile dare l'input successivo. Mi piace questo periodo dove si sta per entrare e vorrei farlo piacere anche ai miei giocatori".

  • IL MERCATO

    "Il mercato è in mano alla società come ho sempre detto, è giusto così ho un ruolo differente. Quello che ci siamo detti precedentemente è quello che pensiamo da sempre, se ci fosse un modo di aiutare la squadra è quello che ci siamo detti e indicato sempre di comune accordo. Ora si vedrà in queste ultime ore se è possibile fare qualcosa o no, ma no questo non inciderà sulla forza che noi andremo a mettere nel nostro lavoro quotidiano. La società sta lavorando in maniera ininterrotta per questa possibilità che abbiamo di provare a migliorare la rosa e si aspetta".

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  • IL MOMENTO DI CAMBIASO

    "Purtroppo ha Yildiz davanti e si deve un po' adeguare. In quella zona ci arriva dopo e prende la forma della scelta di chi ha davanti, è un po' il gioco del calcio in generale: uno si muove e crea delle imposizioni di prendere conoscenza ai compagni di come si è mosso, si determinano spazi nuovi nel movimento di un calciatore. Se Yildiz è fuori lui entra dentro, poi c'è da dire che si trovano molto bene insieme, sanno giocare a calcio e avere questa confidenza col pallone. Loro non chiedono che si cambi la marca del pallone, vogliono giocare con lo stesso".

  • SU OSIMHEN

    "Ne ho tante su Osimhen, se si parla di Osimhen mi piace parlare anche di Icardi. Tutti e due in maniera differente hanno il numero 9 come gruppo sanguigno, hanno qualità indubbie e con loro due hanno tutti i piani: A, B, C... Devi solo decidere come fare a rientrare in casa, se citofonare o buttare giù la porta. Osimhen l'abbatte, ma quell'altro in area di rigore è stato uno dei più forti attaccanti che ho avuto la fortuna di allenare".

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