A febbraio 2019 l'episodio più forte, ossia la fascia da capitano tolta dal braccio di Icardi e consegnata a Samir Handanovic: si trattò della goccia che fece traboccare un vaso già ricolmo di ruggini, sfociato nelle parole al vetriolo di Spalletti dopo il match con la Lazio per il quale l'argentino - nonostante si tentò di ricucire lo strappo, accentuato anche da una lite tra allenatore e attaccante - non fu convocato.
"Oggi, per come si è comportato, è giusto che Mauro stia fuori. Gli eventi sono sotto gli occhi di tutti, dentro gli spogliatoi ci sono gli altri. Poteva giocare anche un tempo, ma con la Lazio era giusto giocassero gli altri. C’è da avere credibilità all’interno dello spogliatoio, essendo anche un po’ forti. Per quanto mi riguarda è 22 anni che ho credibilità con i miei calciatori, loro sanno raccontare la mia storia".
"La mediazione del legale? Una cosa umiliante per gli sportivi e per i tifosi interisti. Non so come valutare la situazione, pensate a cosa vuol dire fare una trattativa con un giocatore per convincerlo a vestire la maglia dell’Inter".
"Icardi doveva stare una partita fuori. Ora tornerà in gruppo e poi vedremo. Solo Messi e Ronaldo fanno la differenza. È la disciplina la vera forza di una squadra e di un professionista, quella che bisogna avere verso sé stessi e verso il contesto in cui si lavora".
"Quante partite abbiamo perso così anche con lui in campo? Non bisogna portare su questo piano il discorso. Gli altri giocatori meritano allo stesso modo. In alcune situazioni bisognava avere la giusta tensione ed essere più tranquilli. Ho lasciato fuori altri calciatori per molto meno di quanto è successo, i fatti sono davanti agli occhi di tutti".