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Spalletti Juventus LazioGetty Images

Spalletti verso Juventus-Como: "Bremer non ci sarà, giusta la decisione del club di chiedere la grazia per la squalifica di Kalulu"

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Juventus chiamata a ripartire dopo la goleada subita in Turchia sul campo del Galatasaray: per i bianconeri non c'è il tempo di piangersi addosso.

Locatelli e compagni tornano in campo sabato pomeriggio per ospitare il Como, in uno scontro diretto per l'Europa: i lariani saranno privi dello squalificato Nico Paz, assenza che comunque non intaccherà il tasso qualitativo di una rosa che ha dimostrato di essere all'altezza della situazione.

Di seguito le dichiarazioni di Luciano Spalletti, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida in programma all'Allianz Stadium.

  • JUVE CHIAMATA A REAGIRE

    "A volte ci sono delle cose che riesci a percepire, ma che poi ti perforano anche se sono ingiuste: bisogna prenderne atto e decidere cosa farne. La reazione è un valore, ma è un po' la consapevolezza della forza della squadra che poi dice se resti fermo oppure tenti ancora di crescere. Si fanno delle analisi in maniera corretta e obiettiva. Come abbiamo tentato di dire più volte, questo dolore lo dobbiamo usare come un elastico che carica e respinge verso la prossima partita".

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  • LA RICHIESTA DELLA GRAZIA PER LA SQUALIFICA DI KALULU

    "Quello di Kalulu è un atto dovuto della società, trattasi di due ingiustizie evidenti di cui tutti sono stati costretti a prenderne atto. Secondo me la società ha fatto bene ad agire così".

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  • BREMER K.O. E DAVID CONVOCATO

    "Bremer non sarà della partita, David è convocato e non ha addosso una sicurezza di poter giocare tutta la partita: verrà comunque con noi e valuteremo il da farsi. Locatelli e McKennie? Locatelli non sembra sentire per niente la stanchezza, lo vedo presente per spirito ed entusiasmo. Per McKennie la vedo dura di farne a meno: per determinati ruoli la società era stata brava a prendere Holm che si è subito fatto male. La squalifica di Kalulu e l'infortunio di Bremer ci fanno essere un po' corti, McKennie è uno che ci fa comodo".

  • IL MOMENTO DI OPENDA

    "Titolare o riserva cambia poco. Siccome che bisogna stare attenti a non creare problemi ai calciatori, probabilmente abbiamo valutato male delle cose. David ha un po' più di possibilità relazionale con la squadra: se siamo disuniti perdiamo d'efficacia, la nostra crescita sta nell'essere stati bravi a fare questa squadra che ha il gioco come qualità collettiva e assomiglia alle caratteristiche della somma dei calciatori che abbiamo a disposizione. Ormai è un po' ibrido il gioco del calcio: si fa goal quando si difende, si prende goal quando si è in situazioni di dominio e di pressione. Mi fido abbastanza di me stesso per quello che ho visto e conosco. Si vuole sempre pressare, ma se una pressione è fatta a metà si rischia di rimanere incastrati. L'importante è fare tutto nella sua totalità".

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  • IL "CAMBIO DI REGISTRO" DOPO ISTANBUL

    "Ci sono delle cose che si possono dire in conferenza e altre no: questa è una di quelle che non si può dire. I famosi tre passi indietro sono stati trattati nella riunione con i calciatori e possono essere quelli per prendere la rincorsa e avere più spinta a livello emotivo".

  • DI GREGORIO CONFERMATO

    "Non è per non dare colpa a un giocatore: Di Gregorio non ha più responsabilità degli altri e si continua con lui".

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  • LA GESTIONE EMOTIVA DELLE PARTITE

    "Non dobbiamo farci cacciare dopo dieci minuti, purtroppo è così. Vorremmo essere giudicati per partite in cui si gioca undici contro undici. Poi c'è la sconfitta di Bergamo che è diversa. A volte bisogna ragionare meglio perché non ci dobbiamo far tirare dentro a quello che è il caos dei ribaltamenti delle partite, serve avere una testa lucida che consente di ragionare. In queste ultime gare ci siamo lasciati un po' coinvolgere emotivamente, non siamo stati bravi a nascondere qualche incertezza di ragionamento e l'avversario si è preso dei vantaggi".

  • PROSSIME GARE DECISIVE

    "Questi prossimi otto giorni possono indirizzare in maniera decisiva la stagione? Certo. Io sono convinto che la squadra avrà una reazione evidente, questo elastico tirato per esprimere al meglio le nostre qualità".

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  • COMO FORTE ANCHE SENZA NICO PAZ

    "Il Como è una squadra forte, che sa usare gli insegnamenti e il calcio che ha in mente il suo allenatore, molto forte e con grandi qualità da trasferire. Era lui l'esempio del giocatore completo, questo è quel che vuole trasferire alla sua squadra. Lo reputo un allenatore tra i più bravi che abbiamo, sono andato anche a vederlo lavorare mentre guidavo la Nazionale. Ora si sono messi a giocare col 3-4-2-1, Paz è un giocatore di qualità: quando calcia ha questa sassata che può ribaltare tutto. In primis, però, c'è un valore di squadra: hanno questo tranello che ti tira dentro nel doverli rincorrere. Le insidie ci sono, ma sono convinto che potremo riprendere in mano la situazione. Non siamo stati bravi a difendere il livello di gioco conquistato, dobbiamo normalizzare quel che ci è capitato. Vedo una squadra che ha un po' di 'bravo ragazzo"'ma anche tanta intelligenza, e io voglio appoggiarmi su questo secondo aspetto".

  • LA QUESTIONE RINNOVO

    "A lei sta a cuore questa situazione? Non penso sia la soluzione ideale, anzi credo sia il contrario. Quello che hanno detto a lei lo hanno detto anche a me: da parte mia è una cosa che si può fare, io cerco un campo da calcio col pallone e con ragazzi da allenare, possibilmente intelligenti. I miei giocatori sono così. Se questa fosse la necessità si riuscirebbe a metterla a posto subito".

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  • LA CAPACITÀ DI REAGIRE

    "Personalità e carattere. Il talento se non è supportato da queste cose non funziona. Bisogna essere un po' tosti nella vita, non va bene subire come gli altri vorrebbero. Èda queste qualità qui che si diventa come dobbiamo essere in quel momento lì: sono quello che devo essere in questo momento. Questa situazione vuole vederti con un certo equilibrio mentale, con un giusto spirito perché sono cose devastanti: poi però c'è la tua forza, il saper prendere le precauzioni corrette per ridimostrare quel che è già stato fatto vedere".

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