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Germany v Ukraine - International FriendlyGetty Images Sport

Shevchenko e il retroscena sulla Roma, poteva essere giallorosso: "Mi chiamò Spalletti"

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Per le nuove generazioni il suo cognome non è certo quello che considerano maggiormente, vista l'attualità dei Pulisic e Leao, ma Andriy Shevchenko è stato uno dei più grandi miti delle vecchie, un fuoriclasse del goal in grado di vincere Champions League e Pallone d'Oro con la maglia del Milan. L'ucraino, 50enne il prossimo settembre, ha chiuso la carriera rossonera con 175 goal in 322 partite, le ultime delle quali dopo l'addio di due anni prima e il ritorno finale in seguito al biennio in maglia Chelsea.

Tornando indietro al 2008, intervistato dall'ex avversario Luca Toni, ha parlato di un retroscena di calciomercato: quasi vent'anni avrebbe potuto far parte della Roma, scegliendo invece nuovamente i colori rossoneri con cui aveva vinto quattro trofei, tra cui la Champions contro la Juventus.

Attuale Presidente della Federazione calcistica dell'Ucraina, Sheva ha parlato a Prime di quel 2008 e di come Luciano Spalletti, allora tecnico della Roma, provò a convincerlo a firmare per i giallorossi.

  • LA CHIAMATA DI SPALLETTI

    "Nel 2002 e nel 2003 mi cercò il Real Madrid, ma rassicurai Berlusconi dicendogli che sentivo di non aver ancora fatto niente per il Milan, per me l’obiettivo era vincere e dare tutto con il Milan" ha raccontato Sheva riguardo alle eventualità di mercato del passato. 

    "Quando invece mi cercò il Chelsea nel 2006 fu una sfida, in quel momento il calcio inglese stava arrivando ai livelli di oggi. Ricordo che guardai Milan-Roma dalla curva con i tifosi, tutto lo stadio cantò per me chiedendomi di restare e io piansi insieme a loro. È stata una decisione difficile, ma volevo provare un’esperienza nuova. I compagni mi sono stati molto vicini in quel momento. L’anno dopo il Milan vinse la Champions, ma non ho rimpianti, sento di essere stato onesto con i tifosi del Milan e con il calcio italiano: so di aver dato loro l’anima. 

    "Quando sono tornato nel 2008 ero al 50% dello Sheva di prima, era diverso. Mi aveva chiamato anche Spalletti per andare alla Roma, un signore. Ma per me tornare in Italia significava solo il Milan.

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  • LA FINALE DI MANCHESTER

    Sono passati più di vent'anni, ma i nostalgici non dimenticano il rigore segnato da Sheva nella finale di Manchester contro la Juventus.

    Ovvero quello che permise ai rossoneri di diventare Campioni d'Europa:

    "Avevo osservato Buffon in tutti i rigori precedenti, analizzando cosa faceva, dovevo aspettare che scegliesse un angolo. Ogni passo che ho fatto verso il dischetto continuavo a ripetermi “Non cambiare la decisione, non cambiare la decisione”, perché sapevo già dove calciarlo, ma non come. Arrivato sul dischetto per un po’ non ho sentito il fischio dell’arbitro, per questo come si vede dalle immagini continuavo a girarmi guardando lui e Gigi alternativamente. Dopo, quando sono tornato nello spogliatoio, mi sentivo stanco, ero vuoto. Avevo dato tutto quello che avevo".

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  • ALLENATORE E DIRIGENTE

    Dopo aver chiuso la carriera nell'amata Dinamo Kiev, Shvechenko ha intrapreso la carriera da allenatore, guidando la rappresentativa turca dal 2016 al 2021 dopo un primo periodo da assistente.

    Sheva ha anche allenato in Serie A, firmando con il Genoa nel 2021/2022. Dopo pochi mesi dall'arrivo in rossoblù arrivò l'esonero, che ha chiuso l'ultimo periodo come allenatore fin qui.

    Nel gennaio 2024 Shevchenko è stato eletto presidente della Federazione calcistica dell'Ucraina.

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