Giornalisti, tifosi, personalità della federazione serba si sono chiesti per anni per quale motivo i mondi fossero così opposti. Al bivio, uno oscuro e pieno di pericoli. L'altro solare, colorato. Certo, c'è chi adora quello più duro, ma alla fine quel cammino non ha mai portato a nulla di buono. E a vent'anni di distanza, nessuno ha avuto l'illuminazione: la Serbia, semplicemente, si trasforma.
Una Nazionale difficile da affrontare, che può contare su ottimi interpreti in ogni reparto del campo. Maghi dell'assist, cannonieri implacabili, marcatori di una retroguardia ferrera.
Amalgamati, sicuri di sè: ma solo quando affrontano le qualificazioni per i Mondiali, raggiunti con grande continuità. A differenza di quell'Europeo praticamente mai visto da quando la Jugoslavia si è sfaldata creando diversi paesi indipendenti, tra cui quello serbo, inizialmente serbo-montenegrino.
Già, il Montenegro, una squada che come Kazakistan, Israele e Moldavia è piena lotta per ottenere un pass per il prossimo Europeo.
Nessuna di loro ha mai giocato gli Europei, ma tutte sembrano finalmente poter avere l'opportunità di giocare la fase finale. Quella mai raggiunta dalla Serbia, presente spesso al Mondiale ma mai, straordinariamente, all'Europeo.
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