Nel fare i complimenti al Senegal, il presidente della FIFA Infantino ha comunque giudicato inaccettabile il comportamento della squadra Campione d'Africa dopo il rigore fischiato nella finalissima contro il Marocco. La storia è oramai nota: dopo il penalty all'ultimo minuto, il ct Thiaw ha chiesto ai suoi giocatori di tornare negli spogliatoi in segno di protesta, mentre al ritorno degli stessi Brahim Diaz ha sbagliato il rigore portando la gara ai supplementari, in cui gli avversari hanno conquistato il successo per 1-0. Mentre il Senegal festeggia tra le proteste, è partita l'inchiesta che potrebbe portare a importanti sanzioni nei confronti della rappresentativa di Sadio Manè.
La CAF, confederazione africana, "condanna fermamente qualsiasi comportamento inappropriato che si verifica durante le partite, in particolare quelli che prendono di mira la squadra arbitrale o gli organizzatori di partite. Stiamo esaminando tutti i filmati e deferirà la questione agli organismi competenti per le misure appropriate da intraprendere nei confronti di coloro che sono ritenuti colpevoli”.
I 'colpevoli' annunciati dalla CAF sono di fatto i giocatori che hanno effettivamente preso la via degli spogliatoi, o chi ha convinto gli stessi calciatori a lasciare il campo. Per loro c'è un grosso rischio, grossissimo: quello di saltare i Mondiali.
