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Lindstrom NapoliGetty Images

Scocca l'ora di Lindstrom? In Napoli-Genoa può fare la mezzala al posto di Zielinski

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Lasciare 25 milioni in panchina non è mai troppo piacevole. Specialmente se quei 25 milioni, come nel caso di Jesper Lindstrom e del Napoli, rappresentano l'investimento più oneroso fatto in una finestra estiva di mercato.

Ma ora qualcosa più cambiare. Lindstrom, finalmente, sembra essere entrato nei meccanismi azzurri e nella testa di Walter Mazzarri. Lo dimostra un minutaggio in crescita, lo dimostrano i buoni ingressi a partita in corso nelle ultime partite.

E poi c'è il caso Piotr Zielinski. Che non è stato inserito in lista UEFA, che in campionato continua come se nulla fosse nonostante un accordo già raggiunto con l'Inter per la prossima stagione. Inducendo Mazzarri a naturali valutazioni.

  • UN RUOLO INEDITO COL GENOA?

    E così, secondo il 'Corriere dello Sport', ecco che un'idea sa cominciando a farsi largo nei pensieri dell'allenatore: Lindstrom alla Zielinski, a galleggiare tra il ruolo di mezzala sinistra e quello di trequartista. Un po' come ha sempre fatto il polacco, con qualche variazione nel tema, nei suoi anni a Napoli. Compreso quello, esaltante, dello Scudetto.

    Lindstrom ha preso proprio il posto di uno spento Zielinski domenica sera, in casa del Milan. E qualcosa di buono ha pure combinato, tanto da sfiorare il pareggio nel finale (palo dopo una deviazione di Simic).

    E dunque ecco che Mazzarri starebbe nuovamente pensando a lui, questa volta dall'inizio. E magari all'interno del 4-3-3 visto nel secondo tempo di San Siro, con il quale il Napoli ha cambiato marcia rispetto a una prima frazione dai toni troppo difensivisti. Al momento Cajuste appare in vantaggio, per questioni di equilibrio, ma l'idea Lindstrom è più concreta che mai.

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  • IL PRECEDENTE COL VERONA

    Non c'è solo il buon ingresso in campo contro il Milan a far vacillare le convinzioni di Mazzarri. Otto giorni prima il Napoli aveva battuto il Verona in rimonta, faticosamente, rimontando dallo 0-1 al 2-1 anche grazie all'apporto dei nuovi entrati: l'ex Ngonge, a segno per il pareggio (in realtà autorete di Dawidowicz), e proprio Lindstrom, autore dell'assist.

    Anche in quell'occasione l'ex giocatore dell'Eintracht Francoforte aveva fatto "lo Zielinski". In sostanza, si era piazzato in una zona ibrida tra centrocampo e trequarti. E si era comportato con il piglio giusto, con la ciliegina sulla torta della partecipazione all'azione dell'1-1.

    “Sono giocatori che provengono da altri campionati e necessitano di tempo per integrarsi al meglio - aveva detto di lui Mazzarri al termine della partita - Certi giocatori vanno capiti. Lindstrom può fare diversi ruoli, ma io credo di averlo capito. Chiaramente se il suo ruolo è quello di alternarsi con Kvaratskhelia farà molta fatica, ma se schierato come si deve può solo crescere”.

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  • L'EQUIVOCO TATTICO

    Nota e arcinota la questione che in tanti si sono posti al momento dell'acquisto di Lindstrom: ma perché il Napoli, che gioca con il 4-3-3, ha acquistato uno che in Germania faceva il trequartista? Un equivoco tattico al quale Aurelio De Laurentiis, presidente azzurro, ha voluto dare una risposta durante l'infuocata conferenza stampa di qualche giorno fa:

    "Io vi sento dire: ma che ca**o avete comprato un trequartista quando serviva uno che giocasse o a destra o a sinistra al posto di Politano o al posto di Kvara? Il signor Lindstrom ha fatto la bellezza di 23 partite, sia in Nazionale che nell'Eintracht, dove giocava come ala destra. Poi ha fatto 19 partite dove ha giocato come trequartista. Poi come centrocampista di inserimento a destra una, a sinistra tre. Questa è la verità, bisogna che vi documentiate".

  • SOLUZIONE FATTA IN CASA?

    Ecco: dalle parole di De Laurentiis, con tanto di foglietto in mano con numeri e statistiche, si evince come il ruolo della mezzala sia quasi inedito per Lindstrom. Anche se, come detto, si tratta pur sempre di una mezzala atipica: libertà di azione, movimenti ad accentrarsi, quel trotterellare sulla trequarti sfruttando cervello e piedi buoni. Quel che, in sostanza, ha garantito Zielinski in questi anni.

    Il Napoli, insomma, spera di aver trovato in casa la soluzione al dilemma sorto con lo strappo col polacco. Magari già dalla partita col Genoa, fondamentale per ricominciare l'avvicinamento a una zona Champions sempre più distante.

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