Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
ScamaccaDAZN

Scamacca è tornato: senza Retegui e con Lookman in bilico può risolvere i problemi dell'Atalanta?

Pubblicità

Gianluca Scamacca è tornato. E questa, per l'Atalanta e per il calcio italiano tutto, è una notizia che vale la pena sottolineare dopo i tanti mesi di sofferenza con cui il centravanti è stato costretto a convivere.

Scamacca ha giocato per la prima volta dopo sei mesi praticamente esatti dall'ultima apparizione su un terreno di gioco. A Lipsia è partito dalla panchina, è entrato in campo nella ripresa e proprio lui ha firmato la rete del momentaneo pareggio, prima che il giovane Bernasconi completasse la rimonta con un bellissimo destro volante.


Per l'ex giocatore del Sassuolo e del West Ham è la sospirata uscita dal tunnel. La fine di un incubo durato un anno intero. Con una domanda che sorge in maniera consequenziale: sarà lui la soluzione ai problemi offensivi che l'Atalanta sta affrontando in queste settimane?

  • 25 MINUTI DI ALTO LIVELLO

    Scamacca è stato inserito da Ivan Juric dopo una ventina di minuti nel corso della ripresa. L'allenatore croato aveva preferito inserire un tridente leggero nel proprio undici di partenza, senza un centravanti: in campo Kamaldeen Sulemana, Pasalic e De Ketelaere.

    In 25 minuti, Scamacca ha dimostrato di avere in corpo una voglia matta di lasciarsi tutto alle spalle. Ha fatto movimento, ha sfiorato un goal di testa e un altro l'ha trovato, firmando l'1-1 nel finale dopo il vantaggio del Lipsia con Openda.

    Bellissimo il sinistro da fuori area con cui, a 5 minuti dal 90', Scamacca ha fatto una fotografia a Gulacsi: palla incastonata nell'angolo della porta del Lipsia e portiere immobile, senza alcuna possibilità di replica.

  • Pubblicità
  • "È STATA DURA, MA GUARDO AVANTI"

    Intervistato dai canali social dell'Atalanta, Scamacca non ha chiaramente nascosto la propria gioia dopo la gara della Red Bull Arena. Per la rete del pareggio, sì, ma soprattutto per essere finalmente rientrato in campo.

    "Sono contento, è stato un anno difficile. Stare lontano dal campo, dai miei compagni è stata molto dura. Ma ormai è alle spalle, guardo avanti. Ho lavorato tantissimo, sono stati mesi difficili che però mi hanno insegnato tanto. Il goal? Ancora devo lavorare, sono stato fuori tanto. Ma le prime sensazioni sono state buone, molto positive per me. Ero già felicissimo di essere tornato in campo. Poi è per quello che vengo messo in campo, se riesco a prendere la porta ancora meglio".

    Parole a chi hanno fatto seguito quelle di Juric, che anche di lui ha parlato all'interno dell'analisi della partita:

    "Sono molto contento per lui. Ha fatto un grandissimo goal. Un ragazzo splendido, almeno per quello che ho visto in queste due-tre settimane, mi piace tanto e spero che questo sia solo l'inizio".

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • I PROBLEMI DELL'ATALANTA

    Il fatto che l'Atalanta sia scesa in campo con Pasalic e Kamaldeen Sulemana accanto a De Ketelaere rappresenta al meglio i problemi offensivi con cui Juric si sta ritrovando a convivere in queste settimane. Problemi che hanno due nomi e due cognomi: Mateo Retegui e Ademola Lookman.

    Il centravanti italo-argentino ha fatto le valigie e dopo un anno ha abbandonato Bergamo, accettando la proposta dell'Al Qadsiah e andandosene a giocare in Arabia Saudita. Mentre il nigeriano, che pure è tornato ad allenarsi a Zingonia dopo la "rivolta" social di venerdì, è sempre al centro della trattativa tra Atalanta e Inter e potrebbe ancora partire per Milano entro la fine del mercato estivo.

    Chi rimane? Come centravanti puro, appunto, solo Scamacca. Ed è per questo che il goal di Lipsia vale doppio, nonostante si trattasse solo di un'amichevole: perché permette a Juric e alla Dea di osservare la crescita psicologica e fisica di un elemento che rischia seriamente di diventare fondamentale, proprio come nell'anno della cavalcata verso l'Europa League. 

  • TRA DUBBI E MERCATO

    Certo, i punti interrogativi comunque rimangono. Se una rondine non fa primavera, 25 minuti di un'amichevole estiva non possono bastare per decretare la rinascita totale di Scamacca. Serve altra benzina nelle gambe, altra fiducia. Serve la controprova, specialmente nelle partite ufficiali.

    Anche per questo, dopo la partenza di Retegui, l'Atalanta continua a pensare di portare a casa un altro attaccante che possa completare il reparto offensivo. A meno che non rimanga El Bilal Touré, reduce dal prestito allo Stoccarda e mai davvero in grado, pure lui a causa di un grave infortunio, di prendersi la Dea.

    Da Mikautadze a Rowe, mille nomi sono emersi e altri mille ne emergeranno nelle prossime settimane. Ma ora il rischio è di concentrarsi soprattutto sul possibile erede di Lookman, nel caso il nigeriano effettivamente lasci Bergamo. Perché quello di Retegui, in attesa di conferme, potrebbe trovarsi già in casa.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0