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Roberto Mancini racconta gli attacchi a Doha: "Ero in chiesa quando ha iniziato a suonare l'allarme del cellulare in arabo"

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Sono ore di grande apprensione dopo l'attacco sferrato da Israele e Usa verso l'Iran.

La risposta non si è fatta attendere con l'immediato lancio di missili non solo verso lo stesso Israele ma anche verso i paesi arabi ritenuti più vicini al mondo occidentali.

Tra questi c'è il Qatar dove risiedono molti italiani, compreso Roberto Mancini, che da qualche mese guida l'Al Sadd.

L'ex commissario tecnico della Nazionale azzurra risiede a Doha. Ovvero una delle città colpite dall'Iran.

  • MANCINI RACCONTA GLI ATTACCHI A DOHA

    "Ha iniziato a suonare l'allarme del mio cellulare, la scritta era in arabo. Sono arrivati cinque o sei messaggi. Poco dopo sono iniziate le esplosioni. Eravamo a messa, sono arrivati gli alert mentre eravamo in chiesa. Dicevano di tornare subito a casa e di non muoversi da lì" ha raccontato Roberto Mancini al 'TG1'.

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  • SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO

    Al momento comunque Mancini ha voluto tranquillizzare tutti ed in particolare la madre: "Mi ha chiamato mia mamma, era preoccupata. Le ho detto di stare tranquilla. Almeno per il momento. C’è un immenso dispiegamento di forze qua nel Golfo, avevamo paura che succedesse qualcosa. Ci auguravamo che la diplomazia potesse sciogliere la tensione. Ora speriamo bene".

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  • I VIDEO SUI SOCIAL

    Roberto Mancini ha poi postato su Instagram un video in cui si vedono gli attacchi a Doha col seguente commento: "È una delle esplosioni che ho sentito da casa".

    Insieme all'ex Ct si trovano in Qatar anche i suoi collaboratori tra i quali Massimo Maccarone e Christian Lattanzio.

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