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Mancini ArabiaGOAL

Roberto Mancini alla Juventus? Come è andata la sua avventura in Arabia Saudita: l'ultima panchina a ottobre 2024

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Il nome di chi siederà sulla panchina della Juventus nella prossima stagione è ancora avvolto nel mistero, per un semplice motivo: un allenatore oggi c'è, si chiama Thiago Motta, ma è sempre più in bilico a causa di una stagione che fin qui non ha soddisfatto le attese di nessuno.

Motta, sì, può interrompere il progetto Juve dopo appena dodici mesi. E in questo senso il toto-allenatore per la sua eventuale sostituzione è già scattato: 'La Gazzetta dello Sport' ha rilanciato nella sua edizione il nome di Roberto Mancini, che potrebbe subentrare non tanto in estate a Motta, quanto subito, anche per preparare il Mondiale per Club.

L'ex commissario tecnico dell'Italia piace per vari motivi alla proprietà bianconera. Ed ora avrebbe aperto anche alla possibilità di firmare per quattro mesi, seppure con opzione Champions.

Tradotto: Mancini attualmente è senza squadra. Con il ricordo del trionfo di Wembley, datato luglio 2021, che appare già piuttosto sbiadito nel suo curriculum e nella sua carriera.

  • L'AVVENTURA IN ARABIA SAUDITA

    Dove ha lavorato Mancini dopo aver sorprendentemente abbandonato la guida dell'Italia a metà agosto 2023, passando il testimone a Luciano Spalletti? Risposta facile, senza troppi sforzi di memoria: ha allenato solo una squadra - o meglio, una nazionale - ovvero l'Arabia Saudita.

    14 mesi, in pratica poco più di un anno: tanto è durata la sua avventura in Asia. La Federazione saudita ne ha ufficialmente annunciato l'ingaggio un paio di settimane dopo la separazione con l'Italia, alla fine di agosto 2023, facendogli firmare un contratto della durata di tre anni a una cifra esorbitante di 90 milioni complessivi: 10 volte lo stipendio garantitogli in azzurro.

    Mancini è stato chiamato per proseguire il percorso di crescita di una squadra che tutto sommato si era comportata discretamente ai Mondiali in Qatar, battendo pure l'Argentina. Ma non è andata bene. Per nulla. Tanto che le strade si sono separate nell'ottobre del 2024, con un paio d'anni d'anticipo sulle previsioni.

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  • RUOLINO DI MARCIA NEGATIVO

    Mancini ha esordito sulla panchina dell'Arabia Saudita il 9 settembre del 2023, una decina di giorni circa dopo la sua nomina. I suoi nuovi giocatori hanno disputato un'amichevole contro la Costa Rica in terra europea, al St. James' Park di Newcastle, perdendola per 3-1.

    Un presagio sinistro di quel che sarebbe avvenuto nei mesi a venire. Con un ruolino di marcia non all'altezza del curriculum di un campione d'Europa: 21 sono state complessivamente le panchine di Mancini, con appena 9 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte.

    Il 24 ottobre del 2024, ecco il comunicato della Federazione locale: ""Il Consiglio di amministrazione della Federcalcio saudita e l'allenatore della Nazionale Roberto Mancini hanno raggiunto oggi un accordo congiunto che prevede la fine del rapporto contrattuale". Formalmente, dunque, non si è trattato di un vero e proprio esonero bensì della decisione di entrambe le parti di separare le rispettive strade.

    Una decina di giorni prima, Mancini aveva guidato l'Arabia Saudita per l'ultima volta in una deludente gara pareggiata in casa per 0-0 contro il Bahrein. Gara valida per le qualificazioni ai prossimi Mondiali, a cui i sauditi rischiano di non partecipare: attualmente sono quarti nel girone C, con 10 punti di ritardo dalla capolista Giappone e in compagnia della Cina e dello stesso Bahrein.

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  • POLEMICHE E PROBLEMI

    Il rapporto tra Mancini e l'ambiente era già arrivato ai minimi termini prima che le parti scegliessero di darci ufficialmente un taglio. Molto contrastato in Arabia Saudita, l'ex commissario tecnico dell'Italia si era già lamentato pubblicamente per lo scarso spazio ricevuto nella Saudi League dai giocatori locali, sempre più chiusi dall'invasione di stelle provenienti dall'Europa.

    "Tre anni fa i giocatori sauditi giocavano tutte le partite - diceva Mancini prima della partita contro il Giappone del 10 ottobre, valida per le qualificazioni al Mondiale 2026 e poi persa per 2-0 in casa - Oggi, dal 50 al 60% di loro non gioca. Questo è il primo problema, anzi l'unico problema che abbiamo in questo campionato".

    Una battaglia che Mancini aveva già iniziato a combattere qualche settimana prima, alla luce delle difficoltà della propria squadra di ottenere risultati positivi: "I calciatori della nazionale saudita devono essere giocatori chiave con i loro club. Ci sono troppi stranieri nel campionato, ho 20 giocatori seduti in panchina durante le partite delle loro squadre".

  • VOGLIA D'ITALIA

    Dopo aver lasciato l'Arabia Saudita, Mancini non ha nascosto il proprio sentimento nei confronti dell'Italia. Intesa come nazione e intesa come nazionale. Un sentimento che, nel secondo caso, è di puro pentimento per aver interrotto il lavoro in corso d'opera nell'agosto del 2023.

    "Lasciare la Nazionale è stata una scelta sbagliata, che non rifarei - ha detto a novembre in un'intervista al Giornale - Quello che mi brucia di più è stata la mancata qualificazione ai Mondiali. Se io e il presidente Gravina ci fossimo parlati, spiegati, chiariti, probabilmente le cose non sarebbero andate così".

    Nella stessa intervista, Mancini ha parlato anche del presunto interesse della Roma nei suoi confronti dopo l'esonero di Ivan Juric e prima del ritorno di Claudio Ranieri: "Non sono mai stato contattato, nessuna chiamata dalla dirigenza. Se ci fossero state le condizioni di un bel progetto da portare avanti insieme, avrei risposto di sì".

    Niente Roma - e per lui, ex laziale da calciatore e allenatore, sarebbe stato un ritorno nella Capitale - e ora occhio alla Juventus: c'è anche lui tra i nomi dei papabili sostituti di Thiago Motta. Anche se il suo curriculum recente non gioca certo a suo favore.

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