La bellezza della sfida tra River Plate e Urawa si percepisce già dal pre-partita, con tifosi sugli spalti subito infuocati. Da una parte, gli argentini, che vivono il calcio come una religione e si sono mostrati una fiamma viva per tutta la durata del match. Dall’altra, i giapponesi, altrettanto appassionati, ma sempre fedeli all’ordine e alla disciplina che li contraddistinguono. Ed è proprio questo il bello del calcio: il Mondiale per Club regala sfide uniche come questa.
La formazione guidata da Marcelo Gallardo dimostra fin da subito la sua superiorità, colpendo un palo dopo appena 9', grazie al sinistro ad incrociare di Driussi, che dal limite riesce a superare Nishikawa, ma non a infilare in rete. Passano poco meno di tre minuti e i biancorossi passano grazie all'asse Acuña-Colidio: cross al bacio dalla sinistra del terzino e colpo di testa vincente dell'attaccante classe 2000. I giapponesi provano a rispondere con il colpo di testa vincente di Hoibraten, annullato però per fuorigioco: negli spogliatoi si va sul risultato di 1-0, nonostante la buona prestazione offerta dagli uomini di Maciej Skorza.
Ad inizio ripresa raddoppiano subito i rossoblù, con Driussi bravissimo ad anticipare di testa Nishikawa, dopo un tentativo mal riuscito di Hoibraten di appoggiare verso il proprio portiere. L'attaccante argentino non ha nemmeno modo di esultare, perché si fa male nella caduta, restando a terra e chiedendo subito il cambio. Passano pochi giri di orologio e i giapponesi la riaprono, complice il fallo ingenuo in area di Acuña: dal dischetto è freddissimo Matsuo, che spiazza Armani. Il terzino argentino si fa subito perdonare servendo il secondo assist di giornata, questa volta da calcio d'angolo per il colpo di testa di Meza, che riporta il River sul +2. Nel finale i ritmi calano e la formazione di Gallardo porta a casa i suoi primi tre punti in questo torneo.


