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Raspadori ItaliaGetty Images

Raspadori ha superato la prova del 9: contro Ucraina deve toccare a lui

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Vederlo fare metaforicamente a botte con qualsiasi difensore gli capiti a tiro è quasi emozionante. Perché, di base, non sarebbe quello il lavoro principale di Giacomo Raspadori. E, soprattutto, non sarebbero quelle le sue caratteristiche.

Raspadori è un 10 adattato a 9 dalle contingenze. Il 10 ce l'ha sulla maglia, come prima di lui Gianni Rivera, Roberto Baggio, Francesco Totti e tanti altri mostri sacri della maglia azzurra. Ma intanto fa il centravanti, come Gigi Riva, Bobo Vieri e tanti altri mostri sacri della maglia azzurra.

Il bello è che sa farlo piuttosto bene. Lo ha dimostrato più volte, l'ultima venerdì sera contro la Macedonia del Nord. Partita che ha visto Federico Chiesa prendersi le copertine, ma nella quale Jack ha fatto il bello e il cattivo tempo.

  • ASSIST, GOAL ANNULLATO, GOAL VALIDO

    Una rete annullata e un'altra valida, entrambe di pregevole fattura: scavino a superare Dimitrievski cancellato per una posizione irregolare di partenza nel primo caso, rasoiata mancina vincente nel secondo. Più la perfetta pennellata che ha consentito a Darmian di superare il portiere macedone per la prima volta, stappando così una partita che rischiava di diventare complicata.

    "Più bello il goal annullato o quello valido? Quello valido, perché vale... - ha detto sorridendo Raspadori a 'Sky Sport' dopo la partita - Anche se l'altro, dal punto di vista tecnico, mi era piaciuto di più".

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  • Raspadori ItaliaGetty Images

    PERSONALITÀ E CAPACITÀ DI SEGNARE

    La notte romana di Raspadori, in pratica, si può riassumere qui. O no? Forse no, perché in realtà nel calderone c'è come sempre molto altro da aggiungere.

    C'è, ad esempio, quella già menzionata costante battaglia contro chiunque tenti di schiacciarlo. C'è il fatto che Raspadori ha personalità da vendere, e ce l'ha da quando, appena ventenne, decideva da solo un Lazio-Sassuolo convincendo i neroverdi a tenerselo stretto senza propendere per un eventuale prestito.

    C'è soprattutto il fatto che Raspadori sa come si segna. In questo primo scorcio di stagione lo ha già fatto quattro volte con il Napoli e una con la Nazionale: all'Olimpico, appunto.

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  • RINFORZATI IL FISICO E LA MENTE

    Non può essere un caso, insomma, che Luciano Spalletti abbia scelto lui per giocare dall'inizio contro la Macedonia del Nord. Anche se Raspadori non sarebbe un attaccante, anche se nei suoi pochi anni di carriera ha già fatto praticamente di tutto: pure la mezzala (offensiva, va da sé), pure il trequartista, pure l'esterno di un tridente.

    Raspadori nasce seconda punta, ha la tecnica per farlo, ma ha rinforzato il fisico e la mente per essere in grado di sopperire di quando in quando - ed è proprio il caso delle ultime settimane - all'assenza di Victor Osimhen. Se manca il nigeriano, tocca a lui. Giovanni Simeone, lui sì centravanti di nome e di fatto, viene dopo. Un motivo ci sarà.

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    CONTRO L'UCRAINA DEVE TOCCARE A LUI

    Poche storie: questo Raspadori non si tocca. E un cuor suo lo sa anche Spalletti, che ha già iniziato a preparare la sfida decisiva di lunedì contro l'Ucraina andando ad analizzare nel dettaglio lo stato di forma di tutti coloro che hanno affrontato la Macedonia del Nord.

    "Io ho pensato solo a questa partita, poi domani (oggi, ndr) vedremo come staranno i giocatori. La squadra ha disputato una buona gara, bisogna tenerlo presente", ha risposto il commissario tecnico in conferenza quando gli è stato chiesto di un possibile turnover in conferenza.

    Ha disputato una buona gara l'Italia, nonostante il mezzo brivido della doppietta di Atanasov, e ha disputato un'ottima prestazione Raspadori. Che si è già prenotato un posto al sole, e nell'undici titolare, nella sfida che vale tutto. Lasciarlo in panchina, anche se pure Gianluca Scamacca è in uno stato di discreta forma, sarebbe un delitto.

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