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Pulisic MilanGetty Images

Pulisic è il cardine del Milan: fiducia e un ruolo da imprescindibile, sta per superare se stesso

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Diciamocelo: non è stato il goal più bello della carriera di Christian Pulisic. Anzi, se Luperto non ci avesse messo la gambina, con ogni probabilità il suo sinistro sarebbe stato parato da Caprile.

Però è stato un goal da tre punti, alla fine. Prima annullato per un presunto fuorigioco di Okafor, l'autore dell'assist, e poi convalidato in quanto, in realtà, lo svizzero era partito in posizione regolare sul tocco filtrante di Bennacer.

Un guizzo fondamentale per il Milan, che ha battuto l'Empoli portando avanti la propria corsa verso il secondo posto. E un guizzo importante per Pulisic, sempre più a caccia del proprio record realizzativo.

  • A UN PASSO DAL PRIMATO PERSONALE

    Pulisic, grazie al sinistro vincente di oggi pomeriggio, è arrivato a quota 8 in campionato. Ma soprattutto ha tagliato il traguardo della doppia cifra personale, comprendendo nel quadro generale anche le due reti messe a segno in Europa: contro il Newcastle in Champions League e contro lo Slavia Praga in Europa League, nel finale della gara vinta per 4-2 giovedì scorso. Totale, appunto, 10.

    Solo una volta Pulisic aveva segnato almeno una decina di volte in una singola stagione: nel 2019/20, la sua prima annata al Chelsea, si era fermato a 11, suddividendole tra Premier League (9), Champions League (1) ed FA Cup (1). Come dire che il primato personale è lì, a un passo. E alla fine del 2023/24 mancano ancora due mesi e mezzo.

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  • L'IMPRESCINDIBILE

    Assieme a Reijnders, Pulisic è il giocatore della rosa del Milan con più presenze in questa stagione: 37. 26 le ha messe assieme in campionato, 9 in Champions League, 3 in Europa League, 2 in Coppa Italia. In pratica, ha giocato sempre. O quasi.

    Solo due volte Pulisic non si è visto in campo: all'inizio di novembre doveva smaltire un problema muscolare ed è stato costretto a saltare prima l'Udinese e poi il Lecce. Senza di lui il Milan ha racimolato appena un punto sui sei disponibili.

    Di più: quando è disponibile, ovvero praticamente sempre, Pulisic è quasi certo di partire dall'inizio. Solo due volte Pioli lo ha fatto sedere inizialmente in panchina: in casa del Genoa e del Monza, sempre in campionato. L'americano è subentrato all'intervallo e in entrambe le occasioni ha lasciato il segno, decidendo nel finale la gara del Ferraris.

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  • TOCCATEMI TUTTO...

    Insomma, se c'è da fare turnover, difficilmente Pioli rinuncia a Pulisic. Piuttosto manda inizialmente in panchina Rafael Leão, l'uomo più rappresentativo del Milan. Oppure Olivier Giroud, la cui età sempre più avanzata rappresenta una variabile non indifferente in chiave gestionale.

    È accaduto proprio contro l'Empoli, tre giorni dopo la dispendiosa partita vinta contro lo Slavia Praga e quattro giorni prima del ritorno in Repubblica Ceca: Pioli ha deciso di far riposare un paio di elementi in attacco e ha puntato il dito verso Leão e Giroud. Al loro posto hanno giocato Okafor e Jovic. Pulisic no, lui è sceso in campo. E ha deciso la partita, anche se un po' fortunosamente.

  • UOMO CHIAVE

    Pulisic, insomma, è un uomo chiave nel Milan. Non l'unico, ovvio. Ma è un'importanza che si riflette nei numeri (aggiungendo gli assist ai goal, in campionato si arriva a un totale di 14, e qui sì è già record personale), ma anche e soprattutto in un rendimento in campo costante e quasi sempre di alto livello.

    "Negli ultimi sette-otto anni non ha mai avuto così tanti minuti e presenze - ha detto Pioli a DAZN dopo Milan-Empoli - Noi lo stiamo aiutando e gestendo bene. È disponibile, intelligente ed un ottimo ragazzo, troppo importante. Ci sta dando continuità, qualità, intensità e ritmo. È un giocatore di altissimo livello".

    Parole tradotte nei fatti. In una fiducia che, nel bulimico Chelsea dei tanti milioni spesi sul mercato, Pulisic non aveva e non poteva più avere. E in una sensazione di centralità certificata dai fatti. Compresi due goal di fila, uno più importante dell'altro, firmati in pochissimi giorni.

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