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Politano Italia EstoniaGetty Images

Politano si è preso anche l'Italia: perché con Spalletti non era convocato e con Gattuso è già un pilastro

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Sì, alla fine sul tabellino dei marcatori dell'Italia contro l'Estonia sono finiti Mateo Retegui (due volte), Moise Kean, Giacomo Raspadori e perfino Alessandro Bastoni, attaccante aggiunto. Ma in fondo l'importanza è relativa.

Conta anche la prestazione, e nel caso di Matteo Politano ci siamo. L'esterno del Napoli è stato uno dei migliori in campo nella goleada di Bergamo, che ha non solo permesso a Rino Gattuso di bagnare al meglio il proprio esordio sulla panchina azzurra, ma anche e soprattutto di migliorare classifica e differenza reti nei confronti della Norvegia.


Un bel cambio di rotta per un giocatore che, durante la gestione di Luciano Spalletti, è stato spesso e volentieri lasciato a casa. Nonostante fosse un pilastro del Napoli. Nonostante con l'ex commissario tecnico avesse già vinto uno Scudetto da protagonista.

Con Gattuso tutto sembra già essere cambiato: Politano è stato convocato, ha giocato, ha fatto bene. E ora spera di tenersi stretta anche la maglia azzurra: l'altra, quella dell'Italia, non quella del Napoli.

  • GRAN PARTITA E ASSIST

    Politano ha fatto contro l'Estonia esattamente quel che per un campionato intero ha fatto nel Napoli scudettato di Antonio Conte. Niente di più, niente di meno.

    L'esterno partenopeo ha sfiorato subito il vantaggio con un sinistro passato accanto al palo estone, poi si è sbizzarrito nel proprio repertorio: sterzate, controsterzate, finte a rientrare, accelerazioni per andare sul fondo. Tra un cross dopo l'altro per gli attaccanti e la solita intesa made in Napoli con Di Lorenzo.

    La ciliegina sulla torta è arrivata nella ripresa, a una ventina di minuti dalla fine. Quando, cioè, Politano si è portato per l'ennesima volta sul fondo e ha centrato col destro per il neo entrato Raspadori, bravo a sua volta a segnare il 3-0 di testa. Una rete in stile Napoli, ancora una volta, anche se oggi Jack gioca all'Atletico Madrid.

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  • PERCHÈ CON SPALLETTI NON ERA CONVOCATO

    La mancata convocazione di Politano è uno dei misteri più grossi che la controversa era Spalletti abbia proposto, al di là dei risultati positivi o negativi. O meglio: una spiegazione, forse condivisibile o forse no, l'ex commissario tecnico l'ha sempre proposta. Ed era legata a questioni tattiche.

    Da quando l'Italia ha abbandonato la difesa a quattro per passare stabilmente al 3-5-2, per Politano lo spazio si è chiuso completamente o quasi. Spalletti ha sempre motivato così l'assenza sua, ma anche di Zaccagni e di Orsolini, altri protagonisti italiani di un campionato sempre meno italiano: con la scarsa capacità di fare gli esterni a tutta fascia, ruolo peraltro già occupato da altri interpreti (Cambiaso, Dimarco).

    Politano, ironia della sorte, è stato convocato una volta: nel doppio quarto di finale della Nations League contro la Germania. E sia all'andata che al ritorno è stato uno dei più positivi. Ma Spalletti ha comunque deciso di escluderlo dalle due sfide successive, quella malamente persa in Norvegia e infine quella dell'addio contro la Moldova.

    Una stranezza per diversi motivi: perché Spalletti e Politano avevano conquistato un memorabile Scudetto a Napoli dopo aver lasciato da parte qualche incomprensione, e perché Matteo con Conte si è adattato a fare anche il quinto di centrocampo, peraltro con risultati apprezzabili. Senza dimenticare la sua ben nota predisposizione all'aiuto difensivo. Ma non è servito a nulla.

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  • CON GATTUSO CAMBIA TUTTO

    Gattuso ha deciso di cambiare parecchio rispetto alla gestione Spalletti. A partire dal modulo: in soffitta la difesa a tre che ultimamente non stava più dando garanzie, spazio a una difesa a quattro e a un sistema tattico diverso, maggiormente offensivo.

    Contro l'Estonia si è partiti con un 4-2-3-1 e con Kean a sostenere Retegui, ma andrà compreso come Gattuso intenderà affrontare avversari di livello superiore: forse con un 4-3-3, forse con di nuovo con un 4-2-3-1 ma con un interprete diverso tra le linee.

    La sostanza non cambia: col nuovo ct gli esterni offensivi sono previsti. Si spiegano così le convocazioni di Orsolini, Zaccagni e dello stesso Politano. E si spiegano così le titolarità degli ultimi due.

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  • VECCHIA CONOSCENZA

    Qualcuno forse lo avrà dimenticato, ma Gattuso e Politano avevano già vissuto sotto lo stesso tetto calcistico. Proprio a Napoli, proprio prima che l'arrivo di Luciano Spalletti conducesse i partenopei verso il terzo Scudetto della propria storia.

    I due sono arrivati in Campania più o meno nello stesso periodo: Gattuso nel dicembre 2019 in sostituzione dell'ex maestro Carlo Ancelotti e Politano un mese più tardi, durante il mercato invernale del 2020. E hanno trascorso un anno e mezzo a difendere gli stessi colori, fino all'estate del 2021: quella in cui Aurelio De Laurentiis ha deciso di esonerare Rino per affidarsi, appunto, a Spalletti.

    Non solo: Gattuso avrebbe rivoluto Politano con sé anche in seguito. Nell'estate del 2022, in mezzo alle turbolenze tra l'ex nerazzurro e Spalletti, ha provato in ogni modo a convincere il Valencia a portarlo in Spagna. Non è andata: Politano è rimasto a Napoli, ha fatto pace col proprio allenatore e ha trionfato. Ma il reincontro con Gattuso è stato solo rimandato.

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