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Isaksen Lazio CelticGetty Images

Piacere, Gustav: la Lazio scopre Isaksen e ha un'alternativa in più in attacco

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Prima di martedì sera, in pochi avevano visto davvero giocare Gustav Isaksen con la maglia della Lazio. Nel senso che il giovane danese, arrivato in estate dal Midtjylland, il campo l'aveva visto pochissimo: una sola volta da titolare, contro il Monza a fine settembre.

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Alla Lazio lo conoscevano già, sì. Del resto un anno fa era diventato una sorta di spauracchio, il protagonista principale dell'umiliante 5-1 rimediato in Danimarca nei gironi di Europa League. Senza contare che Isaksen era andato a segno anche al ritorno. Per questo la dirigenza e Maurizio Sarri hanno deciso di prenderlo. Se qualcuno non si può battere, meglio farselo amico.

Ci ha messo un po' a ingranare, Isaksen. Normale: l'età è quella che è (appena 21 anni) e il contesto, a livello tattico e di pressione, è leggermente diverso da quello del Midtjylland. Ma da martedì, forse, la fine del tunnel è un po' più vicina.

  • Immobile Isaksen Lazio CelticGetty Images

    LA NOTTE (ANCHE) DI ISAKSEN

    Sì, Lazio-Celtic è stata la notte di Ciro Immobile. Ed è stata la notte dei biancocelesti, che grazie alla successiva vittoria dell'Atletico Madrid in casa del Feyenoord si sono assicurati la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League con una giornata d'anticipo.

    Ma è stata anche la serata di Isaksen. Finalmente titolare, finalmente in grado di far vedere di che pasta sia fatto. Senza l'infortunato Zaccagni, Sarri ha sorpreso: ha lasciato inizialmente in panchina Pedro, ha spostato a sinistra Felipe Anderson e sull'altra corsia ha piazzato il giovane Gustav.

    È stato ripagato. Perché lo zampino in occasione dei due goal di Immobile è stato proprio di Isaksen. Evidente, fondamentale: un tiro diventato assist perfetto prima, una scodellata a liberare in area il capitano poi. E una serata potenzialmente complicata trasformatasi in un sogno con 90 minuti d'anticipo.

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  • "VORREI GIOCARE SEMPRE, MA..."

    "Io vorrei giocare sempre - ha detto Isaksen ai giornalisti presenti all'Olimpico alla fine della partita - però sono umile, so di avere grandi giocatori davanti a me: Felipe, Pedro, Zaccagni. Ma sono pronto quando arriva un'opportunità. Purtroppo Zaccagni si è fatto male e oggi ho trovato spazio. Sono felice di aver trovato la squadra a ottenere la vittoria.

    Il mio rapporto con Sarri? Ottimo, è una persona molto educata e intelligente. Imparo tutti i giorni, non ho ancora fatto nulla, ho parecchio da migliorare sotto tanti punti di vista. Spero si veda in campo.

    Non ho ancora segnato, ma ci sto andando sempre più vicino: il goal arriverà. Lo scorso anno sono stato il capocannoniere in Danimarca, per cui sono sicuro che il goal arriverà presto. Credo in me stesso, gioco in una buona squadra".

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  • Isaksen SarriGetty Images

    "ANDAVA SOLTANTO ASPETTATO"

    "Isaksen è giovane, andava soltanto aspettato - ha detto di lui Sarri in conferenza stampa - Non parla l'italiano, anche se le parolacce le ha già imparate, e ha cambiato in maniera netta anche l'alimentazione. Cose che una persona di 30 anni fa in minor tempo, mentre un ventenne ha bisogno di qualche mese. Le tv erano sorprese dalla sua prestazione, ma io le sue qualità in allenamento le vedo".

  • UN'ALTERNATIVA IN PIÙ

    Sorride, Sarri. Perché sa di poter contare su un'alternativa in più in attacco. E su un giocatore diverso da tutti gli altri, se è vero che la Lazio un mancino che gioca a destra e rientra sul proprio piede preferito non ce l'ha.

    Isaksen è l'alternativa "contraria" a Felipe Anderson, che è un destro e ha caratteristiche evidentemente diverse. E può consentire differenti soluzioni tattiche: l'utilizzo sull'altra fascia di Zaccagni, lo spostamento dello stesso Felipe, ma anche qualche turno di riposo per il brasiliano, apparso pimpante ma al contempo poco lucido contro il Celtic.

    Isaksen, insomma, da martedì potrebbe essere diventato a tutti gli effetti un giocatore della Lazio. Fin qui aveva giocato dal primo minuto solo contro il Monza, come detto: prestazione negativa e sostituzione nella ripresa. Poi, solo ingressi in campo tardivi. Senza incantare praticamente mai.

    Andava aspettato, ripete Sarri. Come vanno aspettati, aiutati, coccolati tutti i calciatori dell'età di Isaksen. E se ora il rischio è opposto, ovvero quello di pensare che la fase di ambientamento sia conclusa, è innegabile che un talento così non ce l'hanno proprio tutti. Anzi.

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