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Zaccagni LazioGetty Images

Perché Zaccagni non viene convocato nell'Italia: trascina la Lazio, ma Spalletti non lo chiama dagli Europei

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Mattia Zaccagni l'ha rifatto. Altro goal decisivo, questa volta su azione e dopo aver già colpito un palo in precedenza, e altri tre punti regalati di forza a una Lazio che, dall'alto dei suoi 25 punti, non smette di stupire.

La partita di Monza, vinta per 1-0 dalla squadra di Marco Baroni, ha seguito di un paio di giorni la divulgazione dell'elenco dei convocati di Luciano Spalletti per le prossime due partite dell'Italia: quella di giovedì in casa del Belgio, quindi quella di domenica contro la Francia.

Nell'elenco, ancora una volta, non compare il nome di Zaccagni. Ed è un'assenza che stona con il rendimento dell'esterno laziale, simbolo e capitano di una Lazio da battaglia.

Ma perché Zaccagni non viene convocato da Spalletti? La questione era già sorta durante una delle precedenti soste per gli impegni delle nazionali. E il commissario tecnico azzurro aveva già espresso in maniera chiara il proprio pensiero.

  • QUESTIONE DI MODULI

    Il motivo fondamentale per il quale Zaccagni non fa più parte del giro azzurro è puramente tattico. Nel senso che la nuova Italia post Europei ha trovato un proprio assetto e una propria solidità con un 3-5-2. E in un 3-5-2 uno come l'ex veronese è di difficile collocazione.

    Tre difensori, due esterni a tutta fascia, due attaccanti oppure un attaccante e un centrocampista offensivo alle sue spalle: Spalletti si è affidato a questo sistema tattico, completamente diverso da quello che un anno e mezzo fa ha portato il Napoli sul tetto della Serie A, e ha intenzione di portarlo avanti fino ai Mondiali del 2026.

    Dove giocherebbe Zaccagni? Al massimo come seconda punta, con licenza di svariare per il campo. Ma queste non sono le sue caratteristiche: qui si parla di un esterno puro, da 4-3-3 o da 4-2-3-1, i due moduli che Baroni ha alternato in questo primo scorcio stagionale. Ecco spiegato l'inghippo.

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  • SPALLETTI: "IL MODO DI GIOCARE È CAMBIATO"

    Lo stesso Spalletti, nelle settimane scorse, aveva già dovuto rispondere a una domanda sulla mancata convocazione non solo di Zaccagni, ma anche di Federico Chiesa e Matteo Politano. Tutti esterni offensivi, non a caso.

    "Facciamo attenzione al modo di giocare, che è cambiato – diceva il ct – ci siamo affidati ad altri giocatori che sanno fare un po' tutto in campo, si prendono responsabilità di altri ruoli e danno una mano in altre posizioni".

    In occasione delle chiamate di ottobre, Spalletti aveva precisato in merito all'esclusione di Zaccagni che “ha chiesto lui di rimanere fuori perché ha un problema da mettere a posto”. Oggi, superato l'attacco gastrointestinale che lo ha colpito tra fine ottobre e inizio novembre, il giocatore sta benissimo. Eppure non è stato chiamato.

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  • UNA CHIAMATA DOPO GLI EUROPEI

    Spalletti ha chiamato Zaccagni una sola volta dopo gli Europei, nei quali proprio il giocatore della Lazio aveva evitato un'immediata eliminazione ai gironi con un goal salvatore alla Croazia: l'unica convocazione è arrivata a settembre, contro Francia e Israele.

    Si trattava però ancora di un'Italia sperimentale, alla ricerca di una vera identità dopo il disastro tedesco. Lo stesso Spalletti non era certo dell'assetto tattico che avrebbe utilizzato nel percorso verso le qualificazioni ai Mondiali. Una volta trovato, e una volta compresa la sua efficacia come stanno dimostrando prestazioni e risultati, ha deciso di non tornare più indietro.

  • TRASCINATORE IGNORATO

    Certo, lo stesso Spalletti è conscio di una verità che non si può ignorare: le sue convocazioni hanno fatto ancora una volta discutere. Nel listone è presente ad esempio Giacomo Raspadori, che al Napoli sta giocando pochissimo e ha vissuto un avvio di stagione in sordina. Mentre manca il compagno di squadra Matteo Politano, che della capolista è titolare indiscusso e ingranaggio fondamentale.

    Questione di ruoli, appunto: Raspadori è una seconda punta, Zaccagni e Politano sono due esterni. E così rischia di servire a poco la stagione fin qui di alto livello del capitano della Lazio, autore tra campionato ed Europa League di 5 reti e due assist in 14 presenze.

    La situazione cambierà in futuro? Solo se Spalletti ammorbidirà il proprio pensiero, provando a "incastrare" Zaccagni (o Politano, o lo stesso Chiesa) nel proprio sistema tattico. Altrimenti si andrà avanti così per un bel po'. Con buona pace di chi in campionato sta facendo vedere cose egregie domenica dopo domenica.

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