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Rabiot VlahovicGetty Images

Perché la Juventus può davvero credere allo Scudetto: difesa, spirito, orgoglio

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Non sarà la squadra più forte, sicuramente non è la squadra più bella da vedere ma la Juventus al giro di boa del campionato è ancora lì, attaccata all'Inter. E non sembra avere alcuna intenzione di mollare.

I bianconeri hanno perso per strada prima Pogba e poi Fagioli, ovvero i due giocatori di maggiore qualità in mezzo al campo, ma nonostante questo sono riusciti a tenere il passo da Scudetto dei nerazzurri.

E adesso anche i giocatori bianconeri non si nascondono più: il tricolore non è solo un sogno, ma un obiettivo concreto. Difficile, difficilissimo. Ma non impossibile.

  • UNA DIFESA DI FERRO

    Inutile nascondersi, le fortune di questa Juventus nascono da dietro. La difesa di ferro sono le solide fondamenta su cui Allegri ha ricostruito il fortino bianconero.

    Un'arte in cui il tecnico livornese è un maestro come dimostrano i dati Opta: la Juventus ha vinto 12 match con il punteggio di 1-0 in Serie A nell'anno solare 2023, almeno quattro volte in più rispetto a qualsiasi altra squadra nel torneo nel periodo.

    La Juventus inoltre è una delle tre squadre dei cinque maggiori campionati europei ad aver collezionato almeno 20 clean sheet nel periodo, dietro solo a Barcellona (22) e Inter (21).

    Chiamatelo cortomusismo o semplicemente estrema praticità. Gli Scudetti si vincono anche così.

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  • SPIRITO RITROVATO

    Nel calcio contano gli schemi, i campioni ma anche se non soprattutto lo spirito di gruppo. E in questa Juventus l'aria che tira sembra tornata quella dei giorni migliori.

    Una sensazione peraltro confermata dai diretti interessati, ovvero i calciatori, che hanno spesso sottolineato come alla Continassa le cose siano cambiate rispetto al recente passato.

    "Dipende dalla fame dei giocatori di tornare a vincere trofei. In tanti non hanno ancora vinto niente e sentono la responsabilità, negli ultimi 2/3 anni mancava e questo è un buon segnale", ha spiegato Szczesny al termine di Juventus-Roma.

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  • L'ORGOGLIO

    E poi c'è l'orgoglio. Dopo una stagione giocata con la spada di Damocle di continue penalizzazioni in arrivo dalla giustizia sportiva, la Juventus vuole dimostrare sul campo quanto vale. E lo sta facendo.

    Chiare, in tal senso, le parole di Allegri che ha rivendicato il lavoro svolto col suo gruppo anche negli ultimi mesi dell'anno scorso: "Avevamo fatto 38 punti nelle difficoltà che ci sono state e non erano pochi in una parte di stagione iniziale non semplice. Il lavoro di quest'anno è il proseguo del lavoro dell'anno scorso, perché la percezione del lavoro dell'anno scorso è stato diverso perché ogni tre ore ci toglievano 10 punti e per l'esterno la percezione è che la Juventus avesse fatto un'annata sbagliata". 

    Una percezione che i bianconeri vogliono spazzare via definitivamente.

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  • 2023 SUL PODIO

    La Juventus, d'altronde, ha chiuso l'anno solare con 74 punti in 41 partite giocate. Solo tre in meno del Napoli campione d'Italia, ad esempio.

    Un bottino che permette ai bianconeri di guardare con ottimismo al futuro, anche se l'Inter al momento ha un passo decisamente più veloce come dimostrano gli 87 punti raccolti nel 2023, ben 13 in più rispetto alla Juventus.

    Un divario che la squadra di Allegri tenterà di accorciare nei prossimi mesi, magari anche con l'aiuto di qualche innesto dal mercato di gennaio.

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  • OCCHIO AL CALENDARIO

    A dare una mano alla Juventus, poi, potrebbe essere anche il calendario dato che da qui allo scontro diretto con l'Inter in programma a 'San Siro' il prossimo 4 febbraio, i bianconeri affronteranno nell'ordine Salernitana, Sassuolo, Lecce ed Empoli, ovvero tutti avversari ampiamente alla portata.

    Inoltre, vincendole tutte e sfruttando l'impegno dell'Inter in Supercoppa Italiana che non permetterà ai nerazzurri di scendere in campo nella ventunesima giornata di Serie A, la Juve potrebbe presentarsi a Milano addirittura da capolista seppure con una partita in più rispetto all'Inter.

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