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Giovane Hellas Veronagetty

Perché Giovane è nelle mire dell'Atalanta e dove può giocare con Palladino: freschezza e poliedricità per la Dea

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Qualche ora prima, con un meraviglioso scavetto, aveva quasi regalato al Verona la vittoria in extremis sul campo del Napoli. E qualche ora dopo Giovane ha ricevuto una notizia da far tremare i polsi: l'Atalanta vuole concretamente portarlo a Bergamo.

Le trattative tra i due club sono in pieno svolgimento. Dallo stesso Napoli alla Roma, passando per la Lazio: tanti club sono già stati accostati a Giovane. Ma la Dea pare fare maggiormente sul serio, tanto da aver intenzione di chiudere al più presto l'operazione di metà stagione con il Verona.

Ma perché Giovane è nelle mire dell'Atalanta? Perché la società nerazzurra, che nella prima parte dell'annata ha avuto a disposizione una batteria di attaccanti e trequartisti discretamente numerosa, vuole ora anche il brasiliano?

  • SORPRESA DEL CAMPIONATO

    Una delle prime motivazioni è già stata accennata: Giovane, praticamente sconosciuto al momento dell'arrivo dal Corinthians in estate, è stato fin qui una bella sorpresa. Non solo del Verona: dell'intero campionato.

    Paolo Zanetti lo ha lasciato inizialmente in panchina a Napoli in modo da farlo recuperare da qualche guaio muscolare: "È ancora affaticato", ha spiegato l'allenatore dell'Hellas dopo la partita del Maradona. E poi, giusto per capire fino in fondo che cosa rappresenti Giovane per i gialloblù: "È un giocatore che non voglio rischiare assolutamente di perdere, è troppo importante per noi".

    Giovane ha giocato tutte le partite fin qui disputate dal Verona, 18 su 18 (i veneti hanno una gara in meno). E lo ha fatto scendendo in campo praticamente sempre dall'inizio. Il rendimento realizzativo non fa luccicare gli occhi (3 goal e 4 assist), le prestazioni spesso sì: il brasiliano ha mostrato movenze da potenziale grande giocatore, di certo da squadra che ambisce a molto più rispetto alla salvezza. Come l'Atalanta, magari.

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  • Giovane VeronaGetty Images

    GIOVENTÙ AL POTERE

    Giovane è... giovane di nome e di fatto. Una sorta di nomen omen. Classe 2003, a novembre ha compiuto appena 22 anni. E dunque ha tutto il tempo di levigare gli errori dettati dall'inesperienza, nonché di imparare da compagni di alto livello come potrebbero essere quelli dell'Atalanta.

    Dei giocatori di movimento, dunque portieri esclusi, solo cinque giocatori della rosa dell'Atalanta superano la trentina: Zappacosta, Djimsiti, Kolasinac, De Roon e Pasalic. Cinque senatori che tanto hanno contribuito alla crescita recente della Dea. Attorno a loro tanti elementi nel pieno della carriera e altrettanti attorno ai 23-24 anni, ideali per il gioco intenso che Gasperini praticava fino a pochi mesi fa e che Palladino sta portando avanti dopo la parentesi Juric.

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  • PUÒ GIOCARE OVUNQUE

    L'Atalanta ha intenzione di puntare su Giovane anche per un altro motivo: inserirebbe in rosa un calciatore capace di giostrare un po' ovunque in attacco. Perché sì, noi siamo abituati a vederlo seconda punta nel 3-5-2 di Zanetti, ma oltre a questo c'è molto di più.

    Giovane potrebbe fare l'alter ego di De Ketelaere o di Lookman. Giocare assieme a uno dei due nel 3-4-2-1 di Palladino, alle spalle di un centravanti ancorché in un sistema di gioco leggermente diverso. Ma anche muoversi da 10 in un 4-2-3-1, nel caso Palladino - come fatto a Monza e a Firenze - decidesse di giocare con la difesa a quattro in determinate situazioni o partite.

    Attenzione, però: Giovane fungerebbe anche da alternativa a Scamacca e Krstovic. Con caratteristiche diverse, certo, e senza un altro attaccante al proprio fianco come è abituato a Verona. Ma anche con la possibilità di portare un'alternativa nuova al gioco di Palladino, specialmente contro difese molto chiuse.

  • LE CESSIONI SULLA TREQUARTI

    Last but not least, all'Atalanta un nuovo elemento offensivo servirà come il pane da qui a fine mese. E il motivo è dettato dalle uscite che il club orobico sta perfezionando in questi giorni.

    Il primo addio è stato quello di Marco Brescianini, ceduto alla Fiorentina in prestito con diritto di riscatto. A breve dovrebbe seguirne le orme Daniel Maldini, diretto verso la Lazio. E pure Lazar Samardzic è abbastanza chiacchierato sul mercato.

    Almeno un ingresso in quel reparto, insomma, ci sarà. E questo volto nuovo potrebbe essere proprio Giovane, subito premiato con il grande salto e con la possibilità di giocare in Champions League dopo appena pochi mesi di calcio europei.

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