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AllegriGetty Images

Perché è sempre più la Juventus di Allegri

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Per mesi la panchina di Allegri ha traballato sotto i colpi dei social, dove spopolava l'hashtag più temuto da tutti gli allenatori di oggi: #AllegriOut.

Nelle ultime settimane però il mondo del tecnico livornese si è rovesciato, fino all'investitura arrivata direttamente dall'azionista di maggioranza della Juventus.

"Il nostro Mister ha contribuito a riempire questa stanza e contiamo su di lui perché continui a farlo", ha sentenziato John Elkann durante l'inaugurazione del Tempio dei Trofei presenti all'interno dello Juventus Museum.

Un attestato di stima importante quello incassato da Allegri, che può affrontare la stagione con maggiore serenità rispetto alla precedente quando dopo ogni passo falso la sua posizione tornava in discussione sulle prime pagine.

  • LE PAROLE DI GIUNTOLI

    Prima di Elkann, qualche settimana fa era toccato a Cristiano Giuntoli ribadire la totale fiducia della società in Allegri, definito la 'punta di diamante' della Juventus in un'intervista rilasciata a 'La Repubblica'.

    "Allegri è la punta di diamante del club, un grande riferimento in questa delicata fase di passaggio. Lui è partito dall’Aglianese, proprio la squadra del mio paese, pensa il destino, ed è arrivato due volte in finale di Champions. Siamo noi che dobbiamo portare la Juve al suo livello".

    Smentite, così, le voci secondo cui i rapporti tra i due non fossero idilliaci o che addirittura Allegri in estate avesse spinto in qualche modo per non fare arrivare Giuntoli a Torino.

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  • Elkann Allegri GFX

    UN PUNTO DI RIFERIMENTO

    Giuntoli ha parlato di Allegri come "punto di riferimento in una fase di passaggio". Parole che riportano soprattutto alla passata, travagliatissima, stagione vissuta dalla Juventus.

    In una situazione di vuoto societario dopo le improvvise dimissioni dell'intero CdA e soprattutto del presidente Andrea Agnelli, ovvero l'uomo che ha voluto fortemente il ritorno di Allegri in bianconero, è stato l'allenatore a metterci sempre la faccia. In campo e davanti ai microfoni.

    Il tutto senza mai lamentarsi o trovare alibi per i risultati altalenanti della squadra.

    Un atteggiamento, questo, decisamente apprezzato dai vertici che in estate hanno deciso di confermare Allegri nonostante le forti pressioni della piazza e di una parte dei media.

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  • I RISULTATI

    Alla fine però nel calcio, come sempre, contano soprattutto i risultati. Risultati che, piaccia o meno, Allegri ha quasi sempre ottenuto.

    Nella scorsa stagione infatti, nonostante i problemi societari e le penalizzazioni inflitte dalla giustizia sportiva, sul campo la sua Juventus si era piazzata al terzo posto che gli sarebbe valso la partecipazione in Champions League.

    Il tutto raccogliendo 72 punti, ovvero gli stessi dell'Inter e un paio in più del Milan.

    E anche quest'anno, nonostante le solite critiche sul gioco poco spettacolare offerto dalla Juventus, i bianconeri hanno già fatto 17 punti nelle prime otto giornate e occupano attualmente il terzo posto alle spalle di Milan e Inter.

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    IL CONTRATTO

    Sulla scelta di non procedere all'esonero di Allegri durante la scorsa estate, inutile negarlo, hanno pesato anche motivazioni strettamente economiche legate a questioni di bilancio.

    Il tecnico infatti è legato alla società bianconera da un contratto che scade il 30 giugno 2025. In caso di esonero, quindi, la Juventus avrebbe dovuto corrispondergli ancora 14 milioni di euro oltre a dover pagare ovviamente l'ingaggio del nuovo allenatore.

    Un salasso che attualmente le casse del club non potrebbero sostenere.

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