Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Cutrone Como MilanGetty Images

Perché Cutrone non gioca più titolare nel Como: anche nella gara da ex contro il Milan andrà in panchina

Pubblicità

Patrick Cutrone, proprio come all'andata, sta attendendo con discreta fibrillazione la partita di sabato tra Milan e Como. Per una semplice ragione: nei rossoneri è calcisticamente nato e cresciuto, ed è lì che è diventato davvero qualcuno.

Oggi Cutrone è il capitano del Como. Capitano che, però, spesso e volentieri si ritrova a guardare le partite dalla panchina. Almeno dall'inizio. A meno di sorprese sarà così anche a San Siro, nel "suo" stadio, su quel terreno di gioco in cui agli sgoccioli del 2017 decideva un derby di Coppa Italia contro l'Inter.

Ma perché Cutrone non gioca più? Perché, con ogni probabilità, dovrà accontentarsi di uno scampolo di partita anche contro il Milan?

  • PERCHÉ CUTRONE NON GIOCA PIÙ TITOLARE

    Alla base della "retrocessione" di Cutrone da titolare a panchinaro, nonostante la cessione di un possibile contendente per il ruolo di prima punta come Belotti (al Benfica), non ci sono infortuni né problemi di tipo caratteriale: solo una scelta tecnica da parte di Fabregas.

    Fino a metà febbraio, il tecnico spagnolo non ha mai rinunciato a un centravanti puro nel proprio undici di partenza: poteva essere Belotti, così come lo stesso Cutrone. A volte ha persino tentato di farli coesistere, schierando Patrick alle spalle del Gallo. Ma l'esperimento non è durato moltissimo.

    Da un mese circa a questa parte, Fabregas ha cambiato sistema di gioco. L'inserimento in mezzo al campo del neo acquisto Caqueret lo ha indotto a passare a un 4-3-3 senza punte vere, basato sul movimento e l'imprevedibilità dei vari Diao, Strefezza e Nico Paz.

    La modifica si è vista per la prima volta a Firenze, contro la Fiorentina, domenica 16 febbraio. E ha portato frutti immediati, con un magnifico 2-0 esterno replicato dal 2-1 della settimana successiva contro il Napoli.

  • Pubblicità
  • LE PAROLE DI FABREGAS

    La conferma di tutto questo è arrivata da Cesc Fabregas, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia per la classica presentazione della vigilia:

    "Una questione tattica? Sì. Non lo vedo poco in forma, è una scelta totalmente tecnico-tattica. Abbiamo fatto bene con e senza di lui, abbiamo fatto male con e senza di lui. L'importante è che sia un ragazzo che lotta, che sente che sta giocando con la maglia del suo paese, della sua gente. Non è entrato contro la Fiorentina e la squadra ha fatto una grande gara, poi è entrato contro il Napoli, nel momento giusto abbiamo fatto il 2-1 e lui è stato importante. Contro la Roma è entrato e ha avuto la possibilità di fare lo 0-2, avrebbe cambiato la partita. E contro il Venezia era una partita in cui dovevamo attaccare molto la profondità, c'erano spazi incredibili. C'è Tasos (Douvikas, ndr) su cui la società ha scommesso forte, è un nazionale greco, dobbiamo dare anche a lui l'opportunità di farsi vedere. Patrick è un giocatore importantissimo dall'anno scorso e deve sempre essere preparato".

    Poi Fabregas ha chiesto a sua volta al giornalista che gli aveva posto la domanda se preferisca vedere in campo Cutrone oppure no, questi ha risposto elogiando il centravanti e lo spagnolo ha sorriso: "Perfetto, allora domani giocherà". Ma probabilmente non sarà così.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • L'ASSIST CON LA JUVE, POI LE PANCHINE

    Cutrone ha collezionato 26 presenze, di cui 19 da titolare, in questo campionato. E ha messo a segno sei reti. Solo una di queste è arrivata però nel 2025: a gennaio, in casa della Lazio. Le altre, quasi tutte tra agosto e settembre: a un certo punto si era addirittura ritrovato a lottare per la classifica cannonieri.

    L'ultima volta in cui si è visto in campo dall'inizio, come detto, è datata 7 febbraio: Como-Juventus 1-2. La grande notte di Kolo Muani, autore della doppietta bianconera, ma pure Cutrone ha messo lo zampino nel tabellino: suo il recupero sullo svagato Koopmeiners, con successivo assist per Diao, che alla fine del primo tempo ha consentito ai lariani di riportarsi momentaneamente in parità.

    Da quel momento, come ricordato da Fabregas, Cutrone ha giocato a singhiozzo: due partite su quattro (Fiorentina e Venezia) le ha viste dal primo all'ultimo minuto in panchina e nelle altre due (Napoli e Roma) è entrato in campo nella parte finale della ripresa.

  • ALTRA SFIDA DA EX

    Che giochi titolare oppure no, ogni volta che si ritrova a sfidare il Milan la vigilia di Cutrone non può mai essere come tutte le altre. Questione di emozioni, di ricordi. Patrick ha esordito nel grande calcio con la maglia rossonera, ha deciso quel famoso derby di Coppa Italia, nel 2018 è diventato il più giovane marcatore di sempre del club in Europa nonché il più giovane italiano ad arrivare in doppia cifra in Europa League.

    "Quando sono andato via dal Milan, è stato uno shock - ha detto nel 2024, ricordando l'addio del 2019 - Un momento particolare, perché io mi immaginavo lì. È arrivato tutto in un colpo, non facile da digerire. Ma è il calcio. Avevo 21 anni e stavo andando via dal luogo in cui ero cresciuto. Ero legato tanto alla squadra e ai tifosi. Mi hanno scritto in tanti, infatti, dopo la promozione. Sapete il rapporto che c’è tra me e loro. Sono cresciuto nel Milan e in quei due anni in prima squadra ho creato un bel legame. Quando uscirà il calendario, guarderò quella data e mi farà uno strano effetto giocare a San Siro, lo stadio più bello del mondo. Non vedo l’ora".

    All'andata Cutrone ha giocato dall'inizio, ma non è andata bene: il Como ha perso per 2-1 in rimonta in casa e lui ha fallito il pari nel finale, facendosi stregare da Maignan. Ora c'è San Siro, lo stadio del cuore. Con la speranza di racimolare qualche minuto e, chissà, di lasciare la classica zampata dell'ex.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0