Che giochi titolare oppure no, ogni volta che si ritrova a sfidare il Milan la vigilia di Cutrone non può mai essere come tutte le altre. Questione di emozioni, di ricordi. Patrick ha esordito nel grande calcio con la maglia rossonera, ha deciso quel famoso derby di Coppa Italia, nel 2018 è diventato il più giovane marcatore di sempre del club in Europa nonché il più giovane italiano ad arrivare in doppia cifra in Europa League.
"Quando sono andato via dal Milan, è stato uno shock - ha detto nel 2024, ricordando l'addio del 2019 - Un momento particolare, perché io mi immaginavo lì. È arrivato tutto in un colpo, non facile da digerire. Ma è il calcio. Avevo 21 anni e stavo andando via dal luogo in cui ero cresciuto. Ero legato tanto alla squadra e ai tifosi. Mi hanno scritto in tanti, infatti, dopo la promozione. Sapete il rapporto che c’è tra me e loro. Sono cresciuto nel Milan e in quei due anni in prima squadra ho creato un bel legame. Quando uscirà il calendario, guarderò quella data e mi farà uno strano effetto giocare a San Siro, lo stadio più bello del mondo. Non vedo l’ora".
All'andata Cutrone ha giocato dall'inizio, ma non è andata bene: il Como ha perso per 2-1 in rimonta in casa e lui ha fallito il pari nel finale, facendosi stregare da Maignan. Ora c'è San Siro, lo stadio del cuore. Con la speranza di racimolare qualche minuto e, chissà, di lasciare la classica zampata dell'ex.