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Paulo Fonseca Verona MilanGetty Images

Paulo Fonseca a 4 anni dallo scoppio della guerra in Ucraina: "La notte nel bunker con De Zerbi, Infantino è come Trump"

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Quattro anni fa scoppiava la guerra in Ucraina. Ed è un conflitto che continua a dilaniare il cuore anche di chi non vive nel paese e lavora altrove, come Paulo Fonseca.

L'allenatore portoghese oggi guida il Lione, nella Ligue 1 francese. In Italia si è seduto sulle panchine di Roma e Milan. Ma ha un pezzo di cuore a Donetsk, avendo allenato lo Shakhtar e avendo conosciuto proprio lì la propria moglie.

Fonseca ha così rilasciato un'intervista a L'Equipe, nel quale il tema calcio è stato toccato solo marginalmente: tra un attacco al presidente della FIFA Gianni Infantino e un altro al presidente statunitense Donald Trump, il tecnico non si è risparmiato.

  • "NEL BUNKER CON DE ZERBI"

    “Lo scoppio della guerra nel 2022? Il nostro appartamento è all'ultimo piano. Alle 5 di mattina sento il rumore delle bombe sulla città, un rumore che non dimenticherò mai. Il traffico sotto era bloccato perché tutti cercavano di fuggire. Mi chiamò un amico dello Shakhtar invitandomi a raggiungerli in un hotel del proprietario del club che ha un bunker. Lì abbiamo trascorso una notte, con De Zerbi che all'epoca allenava la squadra. C'era tutto il club, una sessantina di persone. Eravamo terrificati. Il giorno dopo l'ambasciata del Portogallo ci mise a disposizione un minibus e siamo partiti senza neppure le valigie, con altre persone. Fu un viaggio di trenta ore verso la Moldavia, tra le sirene antiaeree e le scorciatoie per evitare le truppe russe, senza cibo e con poca benzina. Solo passata la frontiera ci sentimmo al sicuro”.

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  • "SONO INDIGNATO"

    "Sono indignato. Gli attacchi contro l'Ucraina stanno diventando più frequenti e più mortali. Speravo che, col tempo, le cose sarebbero cambiate. Ma da quando Trump è tornato al potere e ha promesso una pace rapida, la situazione è chiaramente peggiorata. Ogni giorno vengono lanciati centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno indebolito la posizione sia dell'Ucraina che dell'Unione Europea. E questo ha reso la vita ancora più difficile per gli ucraini. Mi sento sempre più indignato".

    Per mia moglie è ancora peggio. Sogniamo di tornare in Ucraina. Lei sogna quel momento in cui torneremo in un paese in pace, al sicuro. È di Donetsk e vive questa situazione dai primi giorni del 2014. Mi raccontava spesso di quello che era successo lì. La sua famiglia aveva già dovuto lasciare la propria casa per andare a Kiev, e ora ha dovuto lasciare Kiev per il Portogallo.

    E ancora: "Una delle ultime cose che facciamo prima di andare a letto è guardare le notizie dall'Ucraina, e ci rendiamo conto di quanto siamo lontani da una soluzione, soprattutto a causa dell'atteggiamento del presidente degli Stati Uniti, che sembra sempre schierarsi con la Russia e Putin. L'Ucraina è un paese fantastico. Amo la gente, amo il paese. Mi sento un po' ucraino. È più difficile nelle zone vicino a Donetsk e Luhansk. Ma Kiev, per esempio, è ancora una città fantastica. Leopoli è una città fantastica. Kharkiv, dove ho trascorso così tanto tempo, è una città fantastica. Anche parzialmente distrutta, l'Ucraina è un paese fantastico".

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  • IL BOICOTTAGGIO AI MONDIALI

    "Boicottare i Mondiali? Non lo so. Non lo so. La verità è che chi ama il calcio preferirebbe che i Mondiali si tenessero altrove, non negli Stati Uniti, non adesso. La posizione del presidente americano è stata quella di dimenticare, ignorare i più svantaggiati, i più vulnerabili, e schierarsi dalla parte dei propri interessi economici. Il presidente americano non ha pensato alle persone. Ha pensato ai soldi. Non so se il calcio sia il modo migliore per protestare contro questo, ma ci sono cose che per me sono inaccettabili".

  • "INFANTINO COME TRUMP"

    "È come se il presidente della FIFA Infantino pensasse che la Russia dovrebbe poter partecipare di nuovo alle competizioni europee. Giocheremo contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono nemmeno giocare sul loro suolo? Il paese invaso non può competere nelle competizioni europee in casa, ma la Russia sì? Per me, questo è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi. Ma può contribuire a portare più giustizia nel mondo. E il presidente Infantino sta facendo la stessa cosa del presidente Trump. Sta cercando interessi economici e si dimentica della gente".

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  • "IL PREMIO A TRUMP UNA VERGOGNA"

    "Il Premio FIFA per la Pace a Trump? Sapete cos'ho provato quando l'ho visto? Vergogna. È triste, il calcio non merita tutto questo. È una vergogna".

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