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Parla Rabiot: "Mi aspettavo un impatto del genere al Milan, Allegri più sereno rispetto ai tempi della Juventus"

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Adrien Rabiot indossa la maglia del Milan soltanto dall'inizio della stagione, dopo che i rossoneri lo hanno riportato in Italia strappandolo al Marsiglia. Ma in pochi mesi è riuscito a conquistare tutti, grazie a una qualità spesso superiore in mezzo al campo.

Che l'ex juventino sia un imprescindibile per Massimiliano Allegri non lo dice solo il rapporto di lunga data tra i due, risalente già all'esperienza comune alla Juventus: lo ribadiscono i numeri, che rivelano che in assenza del francese quest'anno la media punti del Milan è scesa da 2,4 a partita a 1,6.

Di tutto questo, e di altro, ha parlato Rabiot in un'intervista concessa a Rivista Undici a pochi giorni dal derby in programma domenica sera contro l'Inter.

  • "MI ASPETTAVO UN IMPATTO DEL GENERE"

    Rabiot si sarebbe atteso un simile impatto con la maglia del Milan? Assolutamente sì, come spiegato a chiare lettere dall'ex bianconero.

    "Mi aspettavo un impatto del genere. Sono venuto qui per questo, per aiutare la squadra, per dare tutto me stesso. Non sono un giocatore egoista, ma uno che lavora per il gruppo: penso al bene del collettivo, sia in campo che fuori. Sento di aver portato serenità tra i compagni di squadra e anche all’allenatore, che mi conosce e sa che sono affidabile. Poi non potevo immaginare che la squadra potesse andare così bene".

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  • "FORZA MENTALE E CAPACITÀ DI STARE SUL PEZZO"

    Il Milan rappresenta l'ennesimo step di un percorso fatto di tanti alti ma anche di qualche basso: la rottura col PSG, le difficoltà iniziali alla Juventus, il caos scoppiato al Marsiglia.

    "In una carriera non tutto può andare per il verso giusto, a volte ti accadono delle cose negative, ma è proprio in questi momenti che impari, che acquisisci più forza. Io ho sempre affrontato tutto, nel calcio e nel privato, con la mia forza mentale. Penso che questa è la cosa che mi rappresenta di più, avere questa forza, questa capacità di stare sul pezzo, questa voglia di andare avanti e di voler sempre far meglio".

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  • "VOGLIO TRASMETTERE AL MILAN LA MIA FIDUCIA IN ME STESSO"

    "La fiducia in me stesso è sempre stata un tratto del mio carattere - ha proseguito Rabiot - Con il tempo, con l’esperienza, questa fiducia è cresciuta sempre di più. Questa è una cosa che voglio trasmettere anche qui, al Milan. Se siamo qui, vuol dire che siamo forti, che abbiamo qualità, e sono cose che dobbiamo dimostrare. Per questo è utile provare, a volte rischiare alcune cose, e per farlo bisogna avere fiducia in noi stessi".

    E sul compagno di squadra Luka Modric: 

    "La sua qualità la conoscevamo, mi ha stupito il fatto che sia in grado di correre per novanta minuti, avanti e indietro. A quarant’anni non è una cosa scontata, ha un fisico straordinario. Anche in cose come queste trovi serenità e fiducia".

  • Rabiot Allegri Milan DESKTOPGetty

    "ALLEGRI PIÙ SERENO"

    Secondo Rabiot, Massimiliano Allegri rispetto alla precedente esperienza comune alla Juventus "è rimasto sempre lo stesso, forse più sereno".

    "Con lui - ha proseguito ancora il francese - c’è l’ambizione di far bene, di dare tutto, di allenarsi al cento per cento e di giocare ogni partita come se fosse l’ultima".

    "Non credo che un giocatore possa cambiare una squadra, ma è vero che può dare un certo tipo di contributo. L’atteggiamento dei più giovani, va detto, è impeccabile, e questo in un gruppo è molto importante. È bello che tutti seguano la stessa direzione, questo è anche merito del mister, che dà tranquillità al gruppo, che ci fa fare le cose per bene, senza fretta, senza nervosismo".

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  • L'ADATTAMENTO IN CAMPO

    Sulla propria capacità di giocare in più ruoli, Rabiot si è espresso così:

    "È una questione di adattamento, capire cosa chiede l’allenatore e farlo nel miglior modo possibile. Al tempo stesso non perdo le mie capacità, quello che mi rappresenta, è importante mettere tutti gli aspetti insieme, è una cosa che penso di saper fare molto bene. Non mi è mai piaciuto essere un centrocampista con caratteristiche solo difensive o offensive, a me è sempre piaciuto fare tutto sul campo: aiutare la squadra a difendere, poi a ripartire, a tenere palla, a dimostrare la mia tecnica con tiri in porta e inserimenti. Cerco sempre di allenare tutto questo, non solo un singolo aspetto. Più sono completo, più mi sento forte".
  • SU IBRAHIMOVIC

    Così Rabiot ha parlato di Zlatan Ibrahimovic, conosciuto a Parigi e ritrovato al Milan in un altro ruolo:

    "Ibra per me è sempre stato un esempio, lo è stato per tutti. Anche solo guardandolo imparavi: nel gestire le responsabilità, nel prendere decisioni, nell’essere forte mentalmente. Sono contento di averlo ritrovato qua, mi sono sempre trovato bene con lui: ha un certo tipo di carattere che è un po’ come il mio, abbiamo la stessa ambizione, la stessa voglia di vincere, il non voler mollare mai. Per il me stesso giovane è stata una grande ispirazione".

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  • "VOGLIO SCRIVERE IL MIO NOME NELLA STORIA DEL MILAN"

    "Mi diverto tanto nel giocare a calcio, lo faccio da quando ho sei anni ed è la cosa che amo più di tutte - ha concluso Rabiot - È una passione che ho dentro di me, che mi spinge ogni mattina. Voglio continuare a vincere, è per questo che gioco a calcio: per le sfide, per superare i limiti. Voglio scrivere il mio nome nella storia di ogni squadra per cui ho giocato: l’ho fatto al PSG e alla Juventus, al Marsiglia purtroppo non sono riuscito perché sono rimasto soltanto un anno. Adesso lo voglio fare al Milan: è un obiettivo importante per me. E poi penserò alla Coppa del mondo, vincerla è l’obiettivo più bello nella carriera di un calciatore".

    "Ho scelto di interpretare il calcio così: rimanendo molto focalizzato, lasciando perdere ogni distrazione. Sono contento di poter dire di essere un esempio: arrivo ogni mattina in allenamento con l’obiettivo di migliorare, di fare le cose al massimo, e dopo sto attento alle cure, alle terapie, all’alimentazione, al dormire. Sono tutti aspetti che fanno parte di questa professione: allenarsi bene e riposare bene. Se non ti riposi, se vai in giro, non avrai fatto tutto il possibile".

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