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Pasquale BrunoGetty Images

Parla Pasquale Bruno: "Con Baggio era odio reciproco, Torino è tutta granata"

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Il trasferimento dalla Juventus al Torino, i derby, i falli, le provocazioni, il rapporto con Roberto Baggio: quando Pasquale Bruno si racconta, gli argomenti di discussione non mancano proprio mai.

L'ex difensore, 61 anni, è intervenuto sulle frequenze di 'Radio Serie A' lasciandosi andare a una lunga intervista.

I temi? Quelli menzionati poco più su, in sostanza. Sempre senza peli sulla lingua, come il personaggio vuole.

  • IL BALLETTO DI VAN BASTEN

    "Van Basten si mise a ballare sopra di me dopo che causai un autogol. Quello era un quarto di finale a San Siro e stavamo facendo anche una bella partita. Dopo il mio autogol mi buttai per terra disperato, lui si mise a ballare e non appena lo realizzai, mi alzai e avvicinandomi a lui gli dissi: "Adesso ti faccio finire la carriera". Tutto il contrario del famoso Fair Play. Poco dopo lo sostituirono e gli fecero un gran favore. A quei tempi il calcio era molto più duro, anche gli arbitri ammonivano molto meno, era un calcio più fisico. Se immagino oggi quei grandi giocatori, penso che segnerebbero molto di più. Ora con maggiori tutele e senza i difensori "cattivi" che c'erano solo in quel periodo; chi giocava la Serie A negli anni 90 era un fuoriclasse. Carlo Ancelotti se le ricorda le mie entrate, ma lui sempre buono non mi disse mai nulla".

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  •  Roberto Baggio, ItalyaGetty Images

    IL RAPPORTO CON BAGGIO

    "Con Baggio era odio reciproco; io lo considero il giocatore italiano più forte di tutti i tempi. In quel Juventus-Fiorentina ci prendemmo il cartellino rosso insieme; io lo provocavo sempre e alla fine lui era buono. Io andavo a nozze con i calciatori bassi perché riuscivo a marcarli anche fisicamente, infatti ho sempre sofferto i calciatori più grossi e alti. Io quando marcavo Van Basten avevo come obiettivo quello di non farlo segnare: non importava come, l'importante era fermarlo. Il nostro era un calcio fisico, diverso".

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  • O' ANIMALE

    "Questo soprannome è arrivato ai tempi della Juve e me lo diede Tricella. Il rapporto tra noi calciatori e voi giornalisti era più sincero, più vicino. Uscendo dal Comunale avevamo sempre i giornalisti ad aspettarci, io avevo accanto Tricella che mi fece una battuta chiamandomi "O'Animale", soprannome dato a Pasquale Barra che non era un bel personaggio, anzi era un camorrista e questo soprannome mi dava molto fastidio sapendo il personaggio a cui era associato. I giornalisti presenti però sentirono e, da quel momento, mi diedero quel soprannome.

    Io sono una persona particolare: in campo mi chiamavano dottor Jekyll e Mr. Hyde. Mi reputo tranquillo nella vita di tutti i giorni, ma non devo essere istigato perché se no, reagisco".

  • I "SONNIFERI" PRIMA DELLE PARTITE

    "Ho iniziato a prenderli alla Juventus, con il dottor Agricola. Al Como ero più tranquillo, poi sono arrivato a Torino: mi hanno dato la maglia numero 2, che dopo tanti campioni aveva lo stesso peso di una 10. Dormivo male e il dottore mi ha iniziato a consigliare una pastiglia per dormire, che prendevo sempre prima della partita".

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  • IL TORINO

    "Torino è tutta granata. Tutti i miei migliori amici tifavano Torino. Io facevo il raduno con la Juventus e i miei amici mi portavano a vedere quello dei granata il giorno dopo. Una domenica mi hanno portato a vedere Torino-Pescara al vecchio Comunale. Lo stadio era pieno, i locali erano ricolmi di gadget del Toro. Pian piano mi sono convinto, pensavo: “Che spettacolo”. Ho vinto Coppa Italia e Coppa UEFA con la Juventus, a fine anno mi ha chiamato Boniperti dicendomi: “Devi andare via, hai qualche preferenza?”. Io ho preso tempo, poi gli ho comunicato la scelta: volevo andare al Torino. Lui mi rispose: “Perché proprio quelli?”. Lui odiava i derby, ma da grande uomo quale era accontentò la mia richiesta. Io sono ancora tifoso del Torino, sono stati anni favolosi. All’inizio ero odiato, poi piano piano è nato un amore incredibile".

  • Pasquale BrunoGetty Images

    "I 4 IN PAGELLA NON CONTANO SE HAI 4 MILIARDI IN BANCA"

    "Mi sono pentito. Forse era stata detta dopo un derby perso, dove di solito io perdevo la testa. È stata una frase da ignorante, me ne vergogno". 

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  • REAL MADRID-TORINO

    "Il clima era tranquillo, finché la polizia ci ha fatto passare sotto la curva del Real. C’è stato un agguato, ci hanno tirato sassi contro il pullman. Entrati nel Bernabeu siamo andati a vedere il campo, c’erano già 100 mila persone presenti. Fischiavano tutti e io alzai il dito medio verso la tifoseria. Fu una partita durissima, persa per 2-1. Al ritorno, mi sono avvicinato a Butragueño mimando il gesto di “tagliare la gola”. Non ha preso palla, io non sono stato ammonito e abbiamo vinto 2-0 guadagnandoci la finale, con 80 mila persone. Io mi esaltavo in quegli ambienti, quando marcavo grandi giocatori mi caricavo". 

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