Pubblicità
Pubblicità
Roma MilanGetty

Paradiso e Inferno: Milan e Roma agli antipodi

Pubblicità

Servivano risposte e sono arrivate. Ambo i lati. Il Milan esce dalla trasferta in casa della Roma rinnovato in certezze e consapevolezza.

La squadra di Pioli ha dominato il campo in lungo e in largo, colpendo in avvio di entrambi i tempi e rendendo sterile la manovra dei giallorossi.

Prestazione che dà seguito alle prime due uscite stagionali dei rossoneri, a punteggio pieno e con di fronte un weekend in cui assisteranno dal divano gli impegni delle inseguitrici con la speranza di un passo falso.

Ancora molto indietro sul piano della brillantezza e degli automatismi di gioco invece la squadra di Mourinho, che non solo non sembra trarre giovamento dai nuovi innesti ma ha smarrito sicurezza anche nei suoi punti cardinali.

  • VOLTI NUOVI, VECCHIE CERTEZZE

    Il dato più impressionante che riguarda i rossoneri è il processo di inserimento dei nuovi acquisti. Pur avendo cambiato tanto, gli innesti arrivati in estate sembrano conoscere le idee di Pioli da molto più tempo.

    Rejinders, Loftus-Cheek, Pulisic. Tre nuovi arrivi che hanno subito convinto piazza e allenatore, con il grande merito di non aver fin qui fatto rimpiangere i partenti. Non solo tra i calciatori.

    Un avvio di campionato che sta premiando la scelta di Cardinale di dare un taglio al passato (leggi Maldini e Massara) in favore del Moneyball e dell'algoritmo di Moncada.

  • Pubblicità
  • UN ATTACCO IN FORMATO MAXI

    Se i nuovi hanno dato prime risposte importanti, i membri della vecchia guardia non sono stati certo da meno.

    Olivier Giroud continua a smentire la sua carta d'identità e con 4 goal in 3 partite si candida ancora una volta ad essere il punto di riferimento offensivo del Milan.

    A fianco alla stella del francese brilla quella di Leao, che offusca anche la luna gigante che splende su Roma illuminando la notte dell'Olimpico con un goal in rovesciata da album Panini.

    Il primo mini ciclo di partite ha fornito un responso piuttosto chiaro: nessun obiettivo può essere considerato proibitivo per un Milan del genere. Le avversarie europee sono avvisate.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • LA ROMA ALL'INFERNO

    Per un Diavolo in paradiso, c'è una Lupa che piange e continua a leccarsi le ferite.

    La squadra di Mourinho è ancora ferma a 1 punto in classifica dopo tre giornate disputate. Mai così male da quando lo Special One siede sulla panchina dell'Olimpico dalla parte dei padroni di casa.

    Punto rimediato tra l'altro con grande difficoltà all'esordio casalingo contro la Salernitana. Poi il nulla. La Roma è indietro su ogni aspetto.

    Un avvio in salita che rischia di pesare per tutta la stagione, quella che doveva essere della consacrazione e invece pare trascinarsi ancora le insicurezze degli anni passati.

  • PROBLEMI SU PROBLEMI

    Ancora troppe, veramente troppe, le incognite che accompagnano i giallorossi in questo avvio di campionato.

    Patricio da Rui è diventato Fui: il portiere portoghese continua a vivere un momento negativo e anche quando non ci mette del suo ci pensa la fortuna a fargli pagare pegno. E il fallo su Loftus-Cheek che provoca il rigore è soltanto l'ultima conferma della quale il pubblico di fede romanista non aveva neanche bisogno.

    La difesa da certezza è diventata un gorgo che inghiottisce i suoi protagonisti. Smalling, Mancini e Llorente compongo un trio che fin qui ha convinto molto poco. Quadro preoccupante, ancora di più per il nuovo acquisto Ndicka, considerando che non trova spazio nemmeno con questa concorrenza.

    Il centrocampo non sta dando segnali di crescita e anzi procede al ritmo di un infortunato a partita. Del Capitan Pellegrini che alza la Conference a Tirana non c'è traccia, resta una copia sbiadita con una fascia al braccio che sembra pesare più dei palloni tra i piedi.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • LA SPERANZA

    Lukaku è il barlume di speranza di una squadra che offensivamente segue il digiuno intermittente. Belotti sembra essersi smarrito di nuovo dopo la doppietta all'esordio contro la Salernitana e i compagni di reparto di certo non aiutano.

    Colpa anche di una manovra d'attacco spesso lenta e compassata, facilmente leggibile dai reparti arretrati avversari.

    Il belga insieme a Dybala rappresenta - almeno per ora e tutto sulla carta - il tandem d'attacco grazie al quale Mourinho spera di riuscire a invertire prima o poi la rotta. Muscoli delicati permettendo.

0