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Napoli ScudettoGetty

Osimhen, Kvaratskhelia ma anche gli addii di Spalletti e Giuntoli: il Napoli è favorito per lo Scudetto?

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Il campionato di Serie A 2022/2023 si è chiuso da pochi mesi ed ha lasciato in eredità emozioni e novità incredibili. La mente di molti, però, è già proiettata sul prossimo.

In attesa di vedere quali saranno i nuovi protagonisti del torneo, al via sabato 19 agosto, c’è una domanda che aleggia: il Napoli sarà in grado di ripetersi anche nella stagione 2023/2024?

La compagine partenopea ha rappresentato la più bella sorpresa della scorsa annata. Da tempo ormai non si può non considerarla come una big del calcio nostrano, questo è vero, ma erano in pochi a pensare che potesse vincere lo Scudetto.

Gli addii in contemporanea dei vari Koulibaly, Fabian Ruiz, Insigne, Ospina e Mertens avevano fatto pensare ad una stagione di pura transizione e gli arrivi di elementi come Kim e Kvaratskhelia (ancora sconosciuti ai più) avevano scaldato i cuori di pochissimi.

Dodici mesi dopo, il Napoli si è trovato a vivere un’estate completamente diversa da quella del 2022. Se dodici mesi fa a dominare erano l’amarezza legata alle tante partenze eccellenti ed i dubbi per un progetto che presentava molte incognite, oggi si può ben dire che invece il desiderio è quello continuare a godersi quello che è stato un autentico capolavoro.

  • IL DESIDERIO DI RIPETERSI

    Aurelio De Laurentiis, Luciano Spalletti, Cristiano Giuntoli e i giocatori non hanno sbagliato un solo colpo. Tutti hanno dato il meglio che avevano e la cosa si è tradotta in una squadra che, contro ogni pronostico, ha dominato il campionato in lungo e largo.

    Riuscirà il Napoli dunque a ripetersi? La domanda è lecita alla luce degli addii di Spalletti, di Giuntoli e di uno straordinario (e sorprendente) perno difensivo come Kim Min-jae

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  • Luciano Spalletti Napoli 2022-23Getty

    CHE NAPOLI LASCIA SPALLETTI

    Luciano Spalletti ha lasciato in eredità a Rudi Garcia la migliore squadra italiana. E’ questo ciò che ha detto l’ultimo campionato.

    Il Napoli ha dominato dalla prima all’ultima domenica e lo ha fatto proponendo tra l’altro un gioco tra i più belli a livello europeo.

    Miglior attacco (77 goal segnati), miglior difesa (appena 28 subiti), 90 punti totalizzati, miglior giocatore del torneo (Kvaratskhelia), miglior difensore (Kim) e miglior attaccante (Osimhen che è stato anche il capocannoniere del torneo con 26 reti): bastano questi dati a certificare la superiorità espressa da una squadra che per mesi ha giocato a memoria.

    Il Napoli che si presenta ai blocchi di partenza della nuova ma stagione è una squadra con solide fondamenta. Certo, in sede di mercato non può più contare sulle intuizioni di Giuntoli e in difesa ha perso Kim, sostituito dal brasiliano Natan, ma l’impianto generale è rimasto inalterato e da quello bisognerà ripartire.

    A ciò va aggiunto che elementi come Osimhen, Elmas, Raspadori e Kvaratskhelia, solo per citarne alcuni, sono ancora molto giovani ed hanno ancora ampi margini di miglioramento.

    Al netto di ciò che dirà ancora il mercato (la permanenza di Zielinski, l'arrivo di Gabri Veiga), il nuovo Napoli, grazie anche alle convinzioni che la conquista di uno Scudetto necessariamente dà, potrebbe già essere più forte di quello della scorsa annata.

    Questo nonostante l’addio di uno straordinario condottiero come Luciano Spalletti.

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  • 20230615 Rudi Garcia(C)Getty Images

    COSA PUO' DARE RUDI GARCIA AL NAPOLI

    La scelta del Napoli di puntare su Rudi Garcia ha sorpreso molti. Il tecnico francese è infatti reduce da un’esperienza complicata all’Al-Nassr, ma dietro alla decisione di affidargli la panchina ci sono ragionamenti che si poggiano su solide basi.

    Rudi Garcia è esperto, ha dimostrato di saper vincere (ha conquistato una Ligue 1 alla guida del Lille), conosce già alla perfezione il campionato italiano ed il suo calcio (ha allenato per due anni e mezzo la Roma conducendola a due secondi posti) ed ha nel 4-3-3 il suo modulo preferito (lo stesso ovviamente utilizzato dal Napoli nell’ultima stagione).

    Il tecnico transalpino non stravolgerà una squadra che funziona come un orologio svizzero, tuttavia aggiungerà qualcosa del suo credo tattico. Ha già annunciato che vuole lavorare anche su altri moduli, al fine di rendere il suo Napoli più camaleontico, ed inoltre potrebbe proporre una tipologia di gioco leggermente diversa.

    Rispetto a Spalletti è più attendista (la sua linea difensiva è generalmente più bassa) ma la cosa si può tradurre anche in maggiori spazi per gli esterni offensivi.

    Quando allenava la Roma trasformò Gervinho in un elemento devastante ed è dunque lecito chiedersi cosa riuscirà a fare avendo a disposizione un gioiello del calibro di Kvaratskhelia. Il campione georgiano, con la sua qualità e la sua velocità, sarà una delle chiavi per scardinare le difese avversarie. Rispetto a quanto fatto con Spalletti potrebbe godere di maggiore libertà e di maggiori porzioni di campo per scatenare tutta la sua potenza.

    A ciò va aggiunto che avrà un anno di Serie A in più alle spalle e la cosa rappresenterà un plus di non poco conto. Il resto lo faranno ovviamente l’esterno destro (Lozano resterà davvero?) e Osimhen, che è semplicemente la punta più completa del campionato.

    Garcia sarà insomma chiamato a ‘toccare’ il meno possibile, ma non è detto che non possa rendere ancora più entusiasmante una squadra che già gioca a memoria.

  • NapoliGetty Images

    IL NAPOLI E' LA SQUADRA FAVORITA PER LO SCUDETTO?

    Probabilmente sì. E’ il tricolore che porterà sul petto ad imporgli il ruolo di favorito, ma non è solo questo.

    La differenza rispetto alle rivali nella scorsa stagione è stata così ampia da lasciar pensare che, nonostante qualche partenza pesante, ci sia ancora del vantaggio sul quale poter contare.

    Le inseguitrici si sono mosse molto sul mercato e probabilmente lo faranno ancora, ma la cosa ha un senso: rispetto al Napoli hanno probabilmente più aspetti da sistemare.

    Dal punto di vista della profondità della rosa, quella partenopea forse anche nella scorsa stagione non era la più completa, ma a livello di primi 11-15 uomini poche altre compagini possono contare sulla qualità di quella del Napoli.

    Insomma si parte da potenziali diversi e non è detto che il mercato possa bastare per limare certe differenze.

    Un problema potrebbe semmai essere rappresentato dalla ‘sindrome della pancia piena’, visto che storicamente il campionato italiano ha dimostrato che è più difficile ripetersi in quelle piazze nelle quali si è meno abituati a vincere, e dove i festeggiamenti per un trionfo ottenuto durano più a lungo.

    Come al solito ad emettere il suo verdetto insindacabile sarà il campo. Il Napoli parte in pole position, ma le rivali (alcune delle quali chiamate a rifarsi dopo un campionato deludente rispetto alle aspettative iniziali) faranno di tutto per rendere la sua strada verso un clamoroso bis più in salita.

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