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Open VAR, l'audio del goal di Rrahmani in Napoli-Salernitana: "Demme salta col braccio chiuso"

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Chiusa la ventunesima giornata di Serie A con il posticipo vinto dalla Juventus a Lecce, è tempo di valutazioni di episodi arbitrali. Ovvero di Open VAR, il contenitore settimanale di DAZN.

Occhi puntati soprattutto su Napoli-Salernitana, gara giocata in anticipo sabato 13 novembre e finita 2-1 per gli uomini di Walter Mazzarri su quelli di Filippo Inzaghi. Gara che, soprattutto, dopo il 90' ha sollevato le veementi proteste dei granata.

Due gli episodi nel mirino: il contatto Fazio-Simeone che alla fine del primo tempo ha portato alla concessione di un rigore a favore del Napoli, e poi una presunta spinta di Demme su Tchaouna nell'azione del goal decisivo segnato in pieno recupero da Rrahmani.

  • IL RIGORE PER IL NAPOLI

    "Aspetta Livio, perché il pallone lo gioca l'attaccante del Napoli", dice il VAR Di Bello a Marinelli, arbitro dell'incontro, che in un primo momento ha deciso di non sanzionare il calcetto in area di Fazio a Simeone.

    "È rigore, stanno controllando l'azione ma è rigore", comunica Marinelli a qualcuno in campo. E poi, richiamato all'On Field Review, si reca al monitor per rivedere l'azione: "Rigore senza provvedimento disciplinare, ok?".

    Quindi il rientro in campo e l'assegnazione del penalty, trasformato da Politano.

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  • IL GOAL DI RRAHMANI

    "Ok, qui voglio vedere il 4 cosa fa", dicono in Sala VAR. Il 4 è Demme, che salta in maniera dubbia in testa a Tchaouna andando a servire Rrahmani per il goal decisivo.

    Poi, un primo mezzo verdetto: "Ragazzi, salta e sta col braccio chiuso secondo me". E poi il dialogo prosegue: "No no, è chiuso il braccio. Nulla". "Assolutamente".

    Infine, la comunicazione all'arbitro Marinelli: "Goal regolare. Non c'è alcuna gomitata. L'attaccante (Demme, ndr) salta, ha il braccio chiuso e non lo colpisce. Non lo colpisce in viso, lo sfiora sul collo".

    Risultato: la rete di Rrahmani viene convalidata. E il presidente granata Iervolino perde la testa a fine partita.

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  • LA FURIA DI IERVOLINO

    "Direzione arbitrale scandalosa – così Iervolino dopo il derby di Napoli - che ci ha penalizzati moltissimo e che compromette il campionato e i nostri ingenti investimenti. Non ho parole per l’arbitraggio, che è offensivo e mortificante per la nostra società. Gli episodi? Su Simy c’era rigore e quello di Demme sul Tchaouna era fallo, sono incredibili.

    Non vogliamo solo rispetto, ma giustizia per noi e tutte le altre squadre che giocano in Serie A e subiscono gli errori grossolani dei semi professionisti, ovvero gli arbitri. Gli unici semi professionisti in un’industria di professionisti. Vogliamo professionisti migliori ad arbitrare. L’atteggiamento degli arbitri è dannoso. E poi, se parli, diventano vendicativi nella partita successiva. Riformerò il calcio italiano portando all’attenzione della Lega questo problema e la storia ricorderà questi arbitri come i peggiori del calcio italiano.

    Una vergogna senza precedenti. Un’industria viziata da un arbitraggio che fa precipitare il calcio italiano all’ultimo posto per serietà e imparzialità. Tra poco sono certo che uscirà una dichiarazione uguale e contraria della corporazione degli arbitri, che dirà che l’arbitraggio è stato, invece, impeccabile. Ricorderemo a vita l’arbitro Marinelli. Nessuno ci ha chiamato per chiederci scusa. Ora è tardi. Scontro totale, noi non vogliamo più questi arbitri. Stiamo valutando anche una causa per danni.

    Vogliamo moratoria e sostituzione totale di questi arbitri. È necessario iniziare dalla testa, chiediamo a gran voce le dimissioni del designatore Gianluca Rocchi. In Federcalcio dobbiamo, come Leghe, far sentire la nostra voce, tutti sono responsabili e complici di questa situazione. Il calcio sta sprofondando perché gestito in modo maldestro e superficiale. Contano le carriere degli arbitri più di quelle delle società che fanno grande questo sport.

    Se una Lega ci chiamerà a giocare un altro campionato prenderò seriamente in considerazione di andarci, questo campionato è malato”.

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