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Okan Buruk tra Galatasaray-Juventus e l'attesa per Calhanoglu: "Lo aspettiamo a braccia aperte"

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Okan Buruk. Nome e cognome dicono qualcosa? Esatto: è l'allenatore del Galatasaray, che martedì sfiderà la Juventus in Champions League. Ma è anche un ex giocatore dell'Inter, la squadra che proprio contro la Juve ha appena vinto un polemicissimo Derby d'Italia.

Corsi e ricorsi storici tra Italia, Turchia ed Europa. Strani incroci che vedranno protagonista anche lui, Okan, più che mai deciso a compiere l'impresa con l'aiuto di Osimhen, Lang e delle altre stelle della rosa giallorossa.

Temi che Okan ha trattato in un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, e pubblicata dal quotidiano nel pomeriggio nella propria versione online.

  • SULLA JUVENTUS

    "Se ho passato il sabato sera davanti al televisore? A dire il vero, ho guardato tutte le partite della Juve. Gioca bene anche quando non vince, mi è piaciuta pure contro l’Atalanta. Certo, con l’Inter ha pagato a caro prezzo l’espulsione di Kalulu. Non so come si possa ammonire in quella circostanza…

    Spalletti è imprevedibile. A volte difende a quattro, altre a tre. Il punto di forza della Juve risiede nell’imprevedibilità dei suoi attaccanti: Yildiz è un fenomeno che in Turchia conosciamo bene, McKennie non dà punti di riferimento. E poi c’è Conceiçao, che è nato mentre io ero compagno di squadra di suo papà…".

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  • LA COESISTENZA OSIMHEN-ICARDI

    “Quando abbiamo comprato Victor, ho deciso che avrei giocato con due punte, però poi Mauro si è infortunato. Adesso sono entrambi al top e, secondo me, possono coesistere. Certo, nel frattempo sono arrivati pure Lang e Sané: vi assicuro che non è facile scegliere gli undici titolari…".

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  • "CALHANOGLU? LO ASPETTIAMO A BRACCIA APERTE"

    “Conosco Hakan da quindici anni, è un tifoso del Gala e i nostri fan vorrebbero che venisse qui. Diciamo che… lo aspettiamo a braccia aperte”.

  • IL RICORDO DELL'INTER

    "Cosa mi viene in mente? Il primo giorno di allenamento: c’erano 3000 tifosi ad aspettarci, una roba mai vista. Il direttore Terraneo era venuto in Turchia per prendere Emre ma alla fine scelse di puntare anche su di me. Da un giorno all’altro mi trovai nello spogliatoio con Ronaldo, Zanetti e Vieri. Fu incredibile, se non fosse per quel maledetto 5 maggio. Le lacrime di Ronaldo resteranno per sempre impresse nella mia testa”.

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