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Lautaro Martinez Inter BolognaGetty Images

Nuova Inter, vecchi vizi: cinque punti persi con Sassuolo e Bologna

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Piccoli con le piccole. Il pareggio casalingo contro il Bologna, arrivato peraltro dopo essere andati in vantaggio di due reti nel primo quarto d'ora, fa scattare un piccolo campanello d'allarme in casa Inter.

I nerazzurri, infatti, hanno raccolto solo un punto nelle ultime due gare casalinghe e contro avversari sulla carta decisamente inferiori ad una squadra che pochi mesi fa ha raggiunto la finale di Champions League giocandosela alla pari col Manchester City di Guardiola.

Il problema dell'Inter, insomma, più che tecnico-tattico sembra mentale con gli uomini di Inzaghi spesso incapaci di tenere la concentrazione alta al cospetto di avversari più modesti ma anche più 'affamati'.

Un problema non di poco conto per chi quest'anno punta a conquistare finalmente quello Scudetto sfuggito nelle ultime due stagioni.

  • DUE RIMONTE SUBITE

    Che le difficoltà incontrate contro Sassuolo e Bologna siano soprattutto mentali lo confermano le due rimonte subite.

    I nerazzurri infatti sono andati in vantaggio entrambe le volte e specie contro gli uomini di Thiago Motta sembravano in totale controllo del match.

    Ma il rigore trasformato da Orsolini ha cambiato improvvisamente la partita e il Bologna ha completato la rimonta all'inizio della ripresa raggiungendo il pareggio.

    Nel finale, ovviamente, l'Inter ha tentato l'assalto alla porta di Skorupski quando era ormai era troppo tardi per rimettere le cose a posto.

    L'approccio alla gara dei nerazzurri, insomma, era stato corretto. Poi improvvisamente l'Inter ha staccato la spina, forse pensando inconsciamente di poter portare a casa il risultato col minimo sforzo. Un errore imperdonabile.

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  • ThuramGetty Images

    I CAMBI DI INZAGHI

    A non convincere appieno contro il Bologna sono state anche alcune scelte di Inzaghi, che ha preferito puntare ancora sugli undici reduci dall'impegno di Champions contro il Benfica.

    E quando si è trattato di cambiare ha tirato fuori Thuram sul risultato di 2-2 già al 54' per inserire il solito, evanescente Sanchez.

    La profondità della rosa costruita da Marotta e Ausilio in estate va sfruttata a fondo, è vero, allo stesso tempo però rinunciare a uno dei giocatori più in forma di questo avvio di stagione per inserire il cileno è sembrato un azzardo che non ha pagato.

    Il tecnico, dal canto suo, ha spiegato il cambio ai microfoni di DAZN con due semplici parole: "Scelta tecnica". Discutibile.

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  • VECCHI VIZI

    I passi falsi casalinghi contro Sassuolo e Bologna, contro cui i nerazzurri hanno raccolto solo un punto sui sei disponibili, hanno fatto riaffiorare improvvisamente vecchi vizi della squadra di Inzaghi che sembravano ormai superati.

    Nella scorsa stagione, infatti, l'Inter ha chiuso a -18 dal Napoli campione d'Italia perdendo addirittura ventuno punti contro le medio-piccole e con 12 sconfitte su 38 partite. Tante, troppe per chi punta all'obiettivo massimo.

    Inzaghi in questa stagione sa di non poter fallire la mission Scudetto, anche per evitare che sia proprio il Milan a cucirsi la seconda stella, ovvero i cugini contro cui nei più recenti scontri diretti peraltro l'Inter ha dimostrato una superiorità evidente. Quasi imbarazzante.

    Ma che oggi si ritrovano a +2 in classifica grazie ai passi falsi nerazzurri.

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  • Berardi Inter SassuoloGetty Images

    OBIETTIVO SCUDETTO

    Come detto, già durante la prima conferenza di questa stagione, Simone Inzaghi è stato chiarissimo: l'obiettivo prioritario dell'Inter si chiama Scudetto.

    La cavalcata in Champions che ha portato alla finale contro il City, ovviamente, è stata entusiasmante e ha regalato visibilità, denaro e prestigio alla società.

    Ora però per Inzaghi è arrivata l'ora di portare a casa quel titolo sfumato nelle sue prime due stagioni sulla panchina nerazzurra con una squadra sulla carta sicuramente non inferiore a coloro che si sono cuciti il tricolore sul petto.

    La classifica, al momento, vede l'Inter in ritardo di soli due punti dalla vetta. Nulla di allarmante, insomma.

    Ma quelli contro Sassuolo e Bologna sono stati due piccoli campanelli d'allarme da non sottovalutare per evitare di ripetere gli errori del recente passato. Errori che potrebbero costare cari, anzi carissimi.

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