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SSC Napoli v Hellas Verona FC - Serie AGetty Images Sport

Noa Lang contro Conte: "Lasciamo perdere, non sono stato trattato in modo equo: un giorno si saprà la verità"

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Una manciata di presenze, qualche segnale di continuità tra novembre e dicembre. Ma in generale, l'esperienza di Noa Lang al Napoli può definirsi negativa. Con tanto di separazione già a gennaio, sei mesi dopo l'arrivo dal PSV.

Lang oggi gioca nel Galatasaray, nel campionato turco. E a qualche giorno di distanza dal trasferimento ha partecipato al Transfer Deadline Show, programma dell'edizione olandese della ESPN, ricordando l'andamento della prima parte della stagione e spiegando il motivo della sua partenza da Napoli in prestito con diritto di riscatto.

Nel mirino, com'era logico attendersi, c'è soprattutto Antonio Conte: l'allenatore con cui Lang aveva già avuto qualche screzio e che viene ora indicato come il principale responsabile del mancato feeling con la Serie A.

  • "NON HO TROVATO SINTONIA CON L'ALLENATORE"

    "Come posso spiegarlo in modo semplice? Non ho trovato sintonia con l'allenatore - ha detto Lang - Lasciamo perdere. So che in Olanda spesso pensate che sia colpa mia, ma un giorno si saprà tutto. Per ora ho molto rispetto per il club con cui sono sotto contratto. Ho un buon rapporto con quasi tutti nel club".

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  • "NON SONO UNO CHE SE NE VA DOPO 6 MESI"

    Lang ci ha messo un po' ad accettare la destinazione. E lo ha ammesso candidamente, spiegando il motivo e legandolo al desiderio di provare fino in fondo a sfondare al Napoli, senza abbandonare la sfida dopo così poco tempo.

    "Onestamente, ci è voluto un po'. La grandezza del club parla da sola, ma io non sono uno che vuole andarsene dopo soli sei mesi".

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  • "9 SU 10 NON VOLEVANO CHE ME NE ANDASSI"

    Secondo Lang, il resto della rosa partenopea non avrebbe voluto la sua partenza già a gennaio:

    "Nove persone su dieci non volevano che me ne andassi. Ero ben inserito nel gruppo, mi allenavo bene ogni giorno ma, quando riuscivo a giocare, la gente parlava male di me. Ma non ero affatto d'accordo. Per quanto riguarda lo stile di gioco, ho fatto bene. Almeno credo".

  • "NON SONO STATO TRATTATO IN MODO EQUO"

    Quindi, la stoccata finale a Conte e al Napoli:

    "Bisogna essere trattati in modo equo, e io non ho avuto affatto questa sensazione. Inizialmente volevo lottare e pensavo di rimanere. Ma in estate ci sarà un Mondiale. Quindi questa decisione è stata basata principalmente su questo".

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