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Nicolò Tresoldi GermaniaGetty Images

Nicolò Tresoldi sfida l'Italia Under 21: dalla nuova vita in Germania al tifo per il Milan, la storia del figlio d'arte

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Nicolò Tresoldi ha sangue italiano, e del resto nome e cognome lo fanno capire in maniera chiarissima. Ma in Italia non ha mai giocato. Se non a livello giovanile, prima di prendere un'altra direzione: quella della Germania, da tempo la sua nuova casa.

Tresoldi è mezzo italiano e mezzo tedesco, e mettiamoci pure un po' di Argentina, la nazionalità della madre. Ed è un figlio d'arte: di Emanuele, ex Atalanta tra le altre. Non solo: è anche e soprattutto il centravanti della nazionale tedesca Under 21. E domenica sera, ironia della sorte, Germania e Italia si sfideranno per un posto nelle semifinali degli Europei di categoria.


Ci sarà anche Tresoldi, che della Germania è uno degli astri principali e intanto da un paio di settimane ha fatto pure il salto a livello di club: oggi gioca in Belgio nel Bruges, società che notoriamente vive di questo, del prendere i giovani prima degli altri e rivenderli a un prezzo maggiorato.

Andrà così anche con Tresoldi, probabilmente. Ma questo è il futuro. Il presente dice che, in Slovacchia, il giovane Nicolò si ritroverà di fronte le proprie origini in uno speciale mix di emozioni.

  • CHI È NICOLÒ TRESOLDI

    Tresoldi è nato proprio in Italia, a Cagliari, nel 2004. Ed è cresciuto in Umbria, dove il padre ha giocato per alcuni anni agli sgoccioli della carriera e dove si è stabilito. E chi è il padre? Un volto poco noto, magari, ma che un onesto percorso calcistico può vantarlo.

    Il personaggio in questione è Emanuele Tresoldi. Oggi ha 51 anni ed è ricordato soprattutto per aver indossato la maglia dell'Atalanta. Nel 1994 ha pure fatto parte della rosa dell'Italia Under 21 campione d'Europa in Francia sotto la guida di Cesare Maldini. Ha giocato anche nel Castel di Sangro, ma non nella stagione raccontata da Joe McGinniss: quella successiva, il 1997/98, culminata con la retrocessione dalla B alla C.

    Tresoldi figlio non è un difensore: è un attaccante. Un centravanti moderno, completo, che segna di testa e di piede. Uno di quelli che il calcio di oggi predilige. Di lui si parla da anni in Germania: se lo stanno godendo i tedeschi, sin da quando Nicolò si è trasferito dall'Italia, acquisendo la cittadinanza tedesca, e ora se lo godrà il Bruges.

    La curiosità è un'altra: Tresoldi sarebbe potuto diventare un campione del tennis italiano. Da giovanissimo era un gioiello, con una racchetta tra le dita aveva pochi rivali. Era stato perfino convocato dall'Under 12 azzurra. Poi la scelta - ripagata - di puntare su un futuro col pallone.

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  • DALL'ITALIA ALLA GERMANIA

    Nicolò si è trasferito giovanissimo in Germania per seguire la madre, hostess all'aeroporto di Hannover. Ha acquisito la cittadinanza, è stato chiamato nelle giovanili dell'Under 19 e dell'Under 21 tedesche. Niente Italia, almeno per ora. Ad Hannover ha immediatamente fatto parlare di sé per i goal messi a segno nelle giovanili del club della città, fino a guadagnarsi la promozione in prima squadra.

    L'Hannover ha chiuso al nono posto l'ultimo campionato di Zweite Bundesliga, a metà classifica, lontano dalla zona promozione. Ma Tresoldi si è messo in luce, segnando 7 volte in 34 presenze e conquistandosi sia la chiamata della Germania per gli Europei Under 21 che quella del Bruges.

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  • GIÀ A SEGNO IN SLOVACCHIA

    Tresoldi non è stato il protagonista principale della Germania che ha conquistato tre vittorie su tre nel girone, chiudendolo in testa e diventando l'avversaria dell'Italia - seconda nel proprio raggruppamento - negli ottavi: la copertina se l'è presa Nick Woltemade, autore di una tripletta contro la Slovenia alla prima giornata.

    Ma anche Nicolò ha lasciato il segno: proprio lui ha messo a segno la prima rete della Germania nel torneo, aprendo le marcature nel 4-2 della seconda giornata contro la Repubblica Ceca. Woltemade, per la cronaca, è andato a segno anche lì.

    Proprio loro due sono gli elementi che i ragazzi di Nunziata da tenere maggiormente d'occhio: Tresoldi più centrale con la 9 sulle spalle, Woltemade più largo. Con quella sensazione di beffa nel caso proprio Nicolò, il ragazzo col sangue italiano, dovesse lasciare il proprio graffio.

  • "IN ITALIA SEMPRE SCARTATO"

    Ma perché Tresoldi non gioca da noi? Perché non indossa la maglia dell'Italia, bensì quella della Germania? Perché un talento così ha sempre militato altrove, se si escludono i primissimi passi con un pallone tra i piedi? Lui stesso lo aveva già spiegato qualche tempo fa in un'intervista a Cronache di Spogliatoio. Detto banalmente: non è stata in tutto e per tutto una sua scelta.

    "In Italia ho fatto tantissimi provini - raccontò nel 2022 - Milan, Juventus, Bologna, Atalanta, Fiorentina, ma mi hanno sempre scartato alla fine. Vuoi questa cosa del tennis, vuoi che servivano almeno 14 anni per andare in convitto".

    Di nuovo: perché la nazionale tedesca e non quella italiana? Risposta sincera: "In questo momento, mi sono sentito di fare questa scelta. Sono molto legato all’Italia e ogni volta che torno è bellissimo. Ci ho vissuto 12 anni. Però in questi 5 anni, qui mi sono sentito a casa. Mi hanno valorizzato come calciatore e questo conta. Già dallo scorso anno, il tecnico dell’U-19 mi ha chiamato per alcuni raduni, sebbene non avessi il passaporto, ed è venuto varie volte ad Hannover per parlarmi".

    Quando a Cronache gli chiesero con quale maglia si vedesse con la Coppa del Mondo in mano, Tresoldi rispose dopo averci pensato per diversi secondi: "Italia, forse". E dunque, occhio al futuro.

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  • IL TIFO PER IL MILAN

    Il legame con l'Italia è e rimane forte anche per un altro motivo: Tresoldi è un grande tifoso del Milan. Il suo sogno, raccontava ancora a Cronache di Spogliatoio, è sempre stato quello di indossare la casacca rossonera: "Mi ispiro a Inzaghi, lo vedevo segnare in tv".

    Il padre Emanuele, intervistato dalla Gazzetta dello Sport a due giorni dalla sfida tra Germania e Italia, ha confermato tutto: "È milanista sfegatato, il suo sogno è giocare con i rossoneri. Invece lo farà con i nerazzurri del Bruges".

    Anche a questo si penserà più avanti. Intanto c'è un quarto di un Europeo Under 21 da preparare: con la maglia della Germania, il paese che lo ha accolto, e non con quella dell'Italia, il paese che se l'è lasciato scappare troppo facilmente. Con un sogno a tinte rosse e nere nel cuore e quel barlume d'azzurro mai completamente scomparso.

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