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Napoli Fiorentina Serie A 08102023Getty Images

Da Meret al 4-2-3-1: il Napoli ripiomba nelle incertezze

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Udinese e Lecce azzerate da Real e Fiorentina. Il doppio cazzotto preso dal Napoli al 'Maradona' nel giro di 5 giorni fa riemergere tutti i difetti della gestione Garcia, che nell'1-3 con la Viola ha mostrato il suo lato probabilmente peggiore.

Se sul momento poco brillante di Meret l'allenatore può farci poco, sul resto invece c'è da discutere.

Dal cambio modulo dopo mezz'ora alla sostituzione Osimhen-Simeone: la notte di Fuorigrotta, di aspetti negativi, in casa azzurra ne ha consegnati.

  • MERET VULNERABILE

    Il goal annullato a Strefezza aveva 'nascosto' l'errore di valutazione compiuto da Meret al Via del Mare; Vinicius, Bellingham e dulcis in fundo Brekalo, invece, hanno portato a galla l'eccessiva facilità con cui gli avversari stanno bucando il Napoli.

    Il portiere friulano, tra i protagonisti dello Scudetto grazie alla prova di personalità superata durante tutta la scorsa stagione in risposta a chi lo immaginava pronto a fare le valigie, quest'anno non è partito al meglio.

    Lecce, Real e Fiorentina hanno evidenziato il periodo non troppo felice del numero uno azzurro, trafitto con semplicità in momenti cruciali della partita.

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  • Rudi Garcia Napoli FiorentinaGetty Images

    IL PASSAGGIO AL 4-2-3-1

    Tornando alle scelte attuate da Garcia contro i viola, invece, fa rumore il passaggio dal 4-3-3 al 4-2-3-1 dopo mezz'ora di gara in seguito all'infortunio di Anguissa.

    Dentro Raspadori, piazzato tra le linee a supporto di Osimhen, ma centrocampo rimasto in balìa della squadra di Italiano: Zielinski non è un mediano, Lobotka non era in serata e così Arthur e soci hanno avuto vita facile nell'avviare ripartenze ficcanti tra le linee, sfruttando un Napoli riscopertosi nuovamente lungo e poco organizzato in fase di pressing.

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  • IL DIETROFRONT

    Una scelta coraggiosa per recuperare il vantaggio di Brekalo che non ha pagato, ha favorito la Fiorentina e ad inizio ripresa è stata sconfessata dal ritorno al 4-3-3 con l'inserimento di Cajuste per un Politano in palla.

    Decisione, anche questa, presa mentre Raspadori forniva segnali importanti, l'inerzia sembrava essere azzurra e a maggior ragione controproduttiva in quanto Jack si è ritrovato sconfinato a destra, dove risulta palesemente depotenziato.

  • Victor Osimhen Napoli Fiorentina 08102023Getty Images

    IL CAMBIO OSIMHEN-SIMEONE

    Come se non bastasse, l'ultimo slot di cambi utilizzato da Garcia ha visto Osimhen lasciare spazio a Simeone. Sull'1-2 e ad un quarto d'ora dalla fine.

    Una mossa difficile da comprendere visto il momento del match e la necessità di far male ai viola, ai quali Rudi ha scelto di contrapporre il Cholito riportando Raspadori sottopunta (e dunque, optando di nuovo per il 4-2-3-1), con Lindstrom e Kvaratskhelia ali, Cajuste-Gaetano insolito tandem in mediana e lasciando Elmas in panchina per tutti i 90'.

    Kvara, tra l'altro, negli scampoli conclusivi è stato dirottato insolitamente a destra (senza profitto).

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  • FILOTTO? NO, BOOMERANG

    Napoli-Fiorentina, da partita con cui allungare il filotto in campionato avviato battendo Udinese e Lecce, si rivela un boomerang mentale e tecnico insidiosissimo.

    Garcia - dopo i sorrisi di fine settembre - durante la sosta dovrà rimettere insieme i cocci di una serata da cancellare.

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