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Napoli furioso dopo l'Atalanta, De Laurentiis passa all'attacco e chiama Gravina: vuole il VAR a chiamata, tutte le mosse

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La scia delle polemiche arbitrali seguite ad Atalanta-Napoli continua a scuotere l’ambiente azzurro. Il club partenopeo ha deciso a far sentire la propria voce dopo il goal annullata a Gutierrez e il rigore prima assegnato e poi revocato dall’arbitro Chiffi

Il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis ha contattato il numero uno della Federcalcio Gabriele Gravina per chiedere interventi immediati in tema arbitrale e utilizzo del VAR.

Secondo quanto riferito dal quotidiano Il Mattino, la proposta del patron del Napoli riguarda l’intervento del VAR a chiamata, come già accade ora in Serie C con due card a partita a disposizione di ogni squadra.

Intanto i vertici arbitrali e il designatore Gianluca Rocchi studia attentamente l’operato dei direttori di gara dopo gli ultimi episodi e le proteste di alcune società, tra cui proprio il Napoli dopo la sfida con l’Atalanta, con valutazioni interne ma senza optare per stop disciplinari per gli arbitri coinvolti.

  • PER GLI ARBITRI “TURNOVER”, NON STOP

    Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, né PiccininiChiffi saranno fermati dopo gli episodi contestati in Milan-Parma e Atalanta-Napoli

    Per i due direttori di gara è previsto soltanto un normale turnover, con la possibilità per Chiffi di ripartire dalla Serie B già dalla prossima giornata. 

    I vertici arbitrali riconoscono errori di valutazione nell’immediatezza delle azioni: in Milan-Parma, Piccinini avrebbe dovuto intervenire preventivamente sui blocchi in area e convalidare subito il goal annullato, senza attendere il VAR; in Atalanta-Napoli, Chiffi ha commesso un errore iniziale sul contatto Hien-Hojlund poi corretto dal VAR Aureliano, mentre la rete di Gutierrez sarebbe stata da convalidare perché l’attrito tra Hojlund e Hien non configurava un fallo tale da annullare l’azione.

    Rocchi, insisterà nelle prossime settimane sulle valutazioni da campo e su un’oggettivazione dei blocchi sui calci d’angolo, tema che verrà discusso nel raduno con arbitri e VMO.

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  • IL MALCONTENTO AZZURRO E LA MOSSA DI DE LAURENTIIS

    La rabbia generata dagli episodi di Bergamo ha trovato eco immediata a Napoli. 

    Il Mattino racconta di un presidente De Laurentiis irritato e determinato, che ha inviato messaggi duri a Gravina chiedendo una soluzione rapida al caos arbitrale che sta generando malcontento in tutta la Serie A. 

    Il club, come ribadito dal direttore sportivo Giovanni Manna dopo la gara, non rivendica protezione ma chiede uniformità di giudizio in un momento decisivo per la corsa Champions.

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  • I PRECEDENTI E CHIFFI

    La protesta del Napoli affonda le radici in una lunga serie di situazioni già contestate: dal rigore non assegnato contro la Juve, agli episodi con Verona e Roma, fino alla mancata espulsione di Ramon in Coppa Italia contro il Como

    L’episodio di Bergamo è stato però percepito come il punto di rottura. Chiffi aveva già arbitrato altre partite negative per gli azzurri, come contro Milan e Bologna, contribuendo a un dossier ricco di episodi discussi che coinvolgono spesso Hojlund, ritenuto uno dei giocatori meno tutelati del torneo.

  • L’IDEA DEL VAR A CHIAMATA

    La reazione del Napoli non si limita alle proteste: il club di De Laurentiis è pronto a proporre una riforma concreta, ovvero l’introduzione del VAR a chiamata, già sperimentato in Lega Pro con il nome di FVS, acronimo di Football Video Support

    Il sistema permetterebbe a ogni squadra di chiedere una revisione due volte a gara, mantenendo la “chance” se l’arbitro modifica la decisione iniziale.

    Il VAR a chiamata confermerebbe alcune criticità dell’attuale sistema: tempi lunghi, possibilità per le panchine di rivedere le immagini prima della richiesta, e rischio di creare nuovi cortocircuiti tecnologici. Il protocollo resterebbe limitato a episodi gravi e chiaramente verificabili tramite replay.

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  • DAL MODELLO INGLESE ALLA RIFORMA ARBITRALE

    De Laurentiis torna anche su un tema a lui caro: la necessità di sottrarre la gestione degli arbitri alla FIGC per affidarla alla Lega Serie A, seguendo un modello simile a quello inglese. 

    Il presidente azzurro da anni sostiene che un arbitro debba essere equidistante, non politico, e che la dipendenza diretta dai club, con la possibilità di sanzioni, potrebbe aumentare trasparenza ed efficienza.

    Le tensioni tra De Laurentiis e Gravina continuano ad oscillare tra burrasche e riavvicinamenti, ma questa volta il club azzurro ritiene necessario un cambio di rotta drastico. 

    La pressione arriva anche dai tifosi, al punto che l’avvocato Erich Grimaldi ha preparato un esposto con i filmati degli episodi contestati.

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