Soliti patemi per il Napoli, che però nonostante il ritorno della Fiorentina sconfigge 2-1 i viola nel segno - per la seconda volta in 4 giorni - di Antonio Vergara.
Il gioiellino di Frattamaggiore infiamma il Maradona come avvenuto mercoledì col Chelsea, con la differenza che gli azzurri fanno risultato e gli consentono di godersi al meglio l'ascesa improvvisa, meritata e speciale.
All'11' a sbloccare il match è il 26 di Conte, che sfrutta un lavoro di fisico da attaccante top di Hojlund su Pongracic e si infila tra lee maglie viola, battendo De Gea all'angolino.
La squadra di Vanoli però si dimostra viva e con Piccoli e Gudmundsson, poco prima della mezz'ora, spaventa Fuorigrotta: palo dell'ex Cagliari di testa, così come di testa l'islandese trova sulla sua strada un prodigioso Meret. La nota dolente per il Napoli, a margine dell'azione, è il grave infortunio al ginocchio sinistro patito da capitan Di Lorenzo, vittima di un movimento innaturale che lo costringe al cambio uscendo in barella.
A mettere provvisoriamente al sicuro i partenopei è poi Miguel Gutierrez, che in avvio di ripresa - dalla mattonella destra su cui Conte ha deciso di lavorarci - disegna un mancino di pregevole qualità che si infila sul secondo palo e fa secco De Gea.
Da terzino a terzino, seppur su versanti opposti: al 57' Dodò rimette in pista la Viola, avviando con un numero ed annesso slalom l'azione che propizia la rete del neo acquisto Solomon. Bravissimo anche Piccoli, portandosi dietro Buongiorno e spalancando la strada del goal all'israeliano.
L'ingresso di Kean, abbinato a quello di Mandragora al 46', fornisce la scossa che serve alla Fiorentina: prima Hojlund si divora il 3-1 a tu per tu col portiere spagnolo, poi è sofferenza azzurra con Moise e Piccoli vicinissimi al 2-2. Il punteggio però non cambia: vince il Napoli che si conferma terzo, mentre i gigliati rimangono impantanati in zona retrocessione.




