Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Antonio Conte Champions League GFXGOAL

Napoli eliminato: perché le squadre di Antonio Conte soffrono in Champions League?

Pubblicità

La sconfitta contro la Juventus ha forse chiuso definitivamente al Napoli la possibilità di centrare il bis tricolore, dato che la squadra di Conte è oggi distante nove punti dall'Inter.

Ma ha messo anche seriamente a rischio il quarto posto. I bianconeri, infatti, ora sono dietro solo di un punto. Senza dimenticare l'impetuosa crescita del Como, oggi sesto a -3 dal Napoli.

A peggiorare ulteriormente il quadro per gli azzurri è arrivata l'eliminazione dalla Champions League in seguito ad un'altra sconfitta, stavolta in casa, contro il Chelsea.

Un risultato negativo dal punto di vista economico ma soprattutto da quello sportivo. Una squadra campione d'Italia non veniva eliminata così presto dal 2013/14. In quel caso si trattava della Juventus, ma in panchina c'era sempre lui: Antonio Conte.

A conferma di come il rapporto tra l'attuale tecnico del Napoli e la Champions League sia da sempre complicato. Ma perché le sue squadre faticano così tanto in Europa?

  • FBL-ITA-SERIE A-INTER-JUVENTUSAFP

    INFALLIBILE IN CAMPIONATO

    Conte è senza dubbio un allenatore di livello d'élite. Il difensore dell'Inter Alessandro Bastoni una volta lo ha definito "il Lionel Messi degli allenatori" e questa opinione è condivisa da molti dei suoi ex giocatori. In effetti, oggi nel mondo del calcio ci sono poche figure in grado di esercitare un'influenza così trasformativa.

    Come ha scritto il grande Andrea Pirlo nella sua autobiografia: "Quando Conte parla, le sue parole ti colpiscono. Si fanno strada nella tua mente, spesso in modo piuttosto violento, e si insinuano nel profondo. Ho perso il conto delle volte in cui mi sono ritrovato a dire: 'Cavolo, Conte ha detto di nuovo qualcosa di davvero azzeccato oggi!'".

    Quel mix ispiratore di intuizione e intensità è la ragione principale per cui Conte ha preso in mano per tre volte club in crisi (Juventus, Chelsea e Napoli) e li ha portati al titolo di campioni nella sua primissima stagione alla guida.

    In tutti e tre i casi, però, la squadra in questione aveva ottenuto risultati così scarsi nella stagione precedente che Conte non era gravato da un impegno europeo. Di conseguenza, aveva regolarmente una settimana per prepararsi alle partite di campionato, il che è ovviamente un enorme vantaggio rispetto ai rivali per il titolo.

    Questo permette all'allenatore di avere più tempo per studiare i punti di forza e di debolezza dell'avversario, rendendo così più facile elaborare un piano di gioco dettagliato per neutralizzare i primi e sfruttare i secondi.

    Inoltre offre anche ai giocatori più tempo per recuperare dalla partita precedente, cosa che è sempre stata di fondamentale importanza per le squadre di Conte.

  • Pubblicità
  • SSC Napoli v US Sassuolo Calcio - Serie AGetty Images Sport

    SEMPRE AL MASSIMO

    Sebbene sia associato alle difese a tre, Conte è un allenatore tatticamente più versatile di quanto molti esperti riconoscano. Ha cambiato regolarmente formazione per adattarsi ai giocatori a sua disposizione, spesso con ottimi risultati.

    Tutte le sue squadre hanno una cosa in comune: l'intensità. Come lui stesso afferma, i suoi giocatori "devono sempre andare a 200 chilometri all'ora", perché se anche solo uno di loro rallenta, l'intero sistema va in crisi.

    Di conseguenza, Conte è sempre stato un fan dell'acquisto di giocatori con esperienza in Premier League, poiché sono già abituati al ritmo incessante e alla fisicità del calcio che lui vuole giocare.

    La squadra dell'Inter con cui ha vinto la Serie A nel 2020-21 comprendeva diversi giocatori che avevano già militato in Inghilterra, tra cui Romelu Lukaku e Christian Eriksen, mentre non è un caso che Scott McTominay sia il volto simbolo del Napoli.

    La domanda ricorrente quando si parla di Conte, però, è se il suo approccio sia sostenibile nel corso di un'intera stagione per una squadra che compete in Europa.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • FBL-EUR-C1-JUVENTUS-PRESSERAFP

    NON ALL'ALTEZZA IN CHAMPIONS LEAGUE

    L'unico uomo ad aver vinto lo Scudetto con tre club diversi non è mai nemmeno andato vicino a sollevare la Champions League. Solo una volta è arrivato ai quarti di finale, 13 anni fa con la Juventus, che è stata sconfitta per 4-0 dal Bayern Monaco, poi vincitore della competizione.

    Da allora, è stato eliminato due volte nella fase a gironi (con la Juve nel 2013-14 e con l'Inter nel 2020-21) ed è uscito agli ottavi di finale sia con il Chelsea (2017-18) che con il Tottenham Hotspur (2022-23).

    In totale, ha vinto solo 17 delle 50 partite da allenatore nella competizione ed è stato eliminato al primo turno per la terza volta in sei tentativi, dopo il deludente pareggio a Copenaghen e la sconfitta casalinga contro il Chelsea all'ultima giornata.

    "È un risultato che mi fa male e dovrebbe fare male anche ai miei giocatori", ha detto Conte a Sky Sport Italia dopo Copenaghen-Napoli. "La partita era lì per essere vinta e per permetterci di raggiungere i play-off. Potremmo avere mille scuse, ma stasera non sono valide, perché la partita stava andando così bene.

    Avevamo il controllo totale, con 11 uomini contro 10, quindi anche se ti mancano 10 giocatori e senti la stanchezza, devi vincere queste partite. Devi farlo e basta. Non ci siamo riusciti, però, quindi evidentemente il nostro livello attuale non è adatto a questa competizione, e dobbiamo tutti accettare la colpa, perché in una situazione come questa bisogna portare a casa il risultato.

    "Non c'è molto altro da dire, dobbiamo solo essere arrabbiati con noi stessi, perché era un'occasione d'oro e forse non ci siamo resi conto della posta in gioco".

  • Manchester City v SSC Napoli - UEFA Champions League 2025/26 League Phase MD1Getty Images Sport

    TROPPI NUOVI ACQUISTI?

    Conte ha spesso attribuito i fallimenti delle sue squadre agli scarsi investimenti da parte delle società per cui lavorava. Alla Juve, ad esempio, ha sorprendentemente rassegnato le dimissioni nell'estate del 2014 dopo aver vinto tre scudetti consecutivi a causa di divergenze inconciliabili su come costruire una squadra vincente in Champions League.

    "Non si può mangiare in un ristorante da 100 euro con 10 euro in tasca", ha scherzato Conte rivolgendosi alla dirigenza bianconera di allora.

    Conte però stavolta non poteva lamentarsi del mercato condotto dal Napoli la scorsa estate, quando ha invece sostenuto che erano stati ingaggiati "troppi" nuovi giocatori.

    "L'anno scorso abbiamo vinto un campionato in cui i giocatori hanno dato il massimo; eravamo uniti sotto ogni aspetto", ha dichiarato Conte a Sky in ottobre. "Abbiamo aperto la finestra di mercato perché siamo stati costretti a farlo. Abbiamo cercato di rafforzare la squadra, ma ci vuole tempo e pazienza.

    "I veterani, io e quelli dell'anno scorso, dobbiamo migliorare il nostro gioco e ritrovare l'unità, perché portare nove nuovi giocatori nello spogliatoio non è facile".

    Un punto di vista comprensibile ma che non giustifica il pessimo rendimento del suo Napoli in Champions League.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • FBL-ITA-SERIE A-JUVENTUS-NAPOLIAFP

    NON SCENDERE DALLA BARCA

    Conte ha subito anche la risposta di José Mourinho dopo aver sollevato la questione della lunga lista di infortunati del Napoli in occasione della sconfitta contro il Benfica.

    "Dire che eravamo più freschi fisicamente suona come una scusa", ha detto il portoghese. "Anch'io ho molte assenze, ma non voglio lamentarmi".

    Non si può negare, tuttavia, che il Napoli sia stato duramente colpito dagli infortuni, con Kevin De Bruyne, David Neres, Amir Rrahmani, Billy Gilmour, Matteo Politano, Frank Zambo Anguissa e Vanja Milinkovic-Savic attualmente fuori gioco. 

    "C'è poco da rimproverare ai giocatori", ha detto Conte dopo la sconfitta contro la Juventus. "Anche stasera hanno dato tutto, e a volte si supera l'ostacolo, altre volte no.

    Per la prima volta nella mia carriera, ho fatto entrare un giocatore che non avevo mai visto prima, un giovane arrivato ieri [da Verona].

    Stiamo navigando in mare aperto, ma non scenderemo dalla barca. Vogliamo lottare con tutte le nostre forze, sapendo che stiamo vivendo una situazione quasi incredibile".

  • Atalanta v Napoli - Serie AGetty Images Sport

    UN'ALTRA ELIMINAZIONE

    Considerati i problemi di forma fisica del Napoli, era difficile immaginare che riuscisse ad ottenere la vittoria necessaria contro il Chelsea per qualificarsi agli spareggi della Champions League.

    Oltre a dover fare a meno di diversi titolari, l'impossibilità di ruotare i giocatori nelle ultime settimane e negli ultimi mesi ha fatto sì che giocatori come McTominay siano arrivati stanchi proprio nel momento sbagliato.

    Mentre il Chelsea ha ricevuto nuova linfa con l'arrivo di Liam Rosenior come successore di Enzo Maresca. 

    Il Napoli ci ha provato, chiudendo il primo tempo in vantaggio, ma nella ripresa è caduto sotto i colpi di Joao Pedro e ha chiuso addirittura al trentesimo posto su trentasei partecipanti.

    Conte però non vuole sentire parlare di disastro: "Disastro? Disastri secondo me sono altri... Stiamo parlando di sport. Facciamo del nostro meglio, in questo 'disastro calcistico' noi abbiamo vinto uno Scudetto e una Supercoppa, bisogna andarci piano con le parole e fare delle valutazioni per vedere il cammino e le difficoltà: abbiamo giocato senza tredici giocatori tenendo testa al Chelsea".

    Resta il fatto che per Conte sia arrivata un'altra delusione europea. L'ennesima della sua carriera da allenatore.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0