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Antonio JulianoWikipedia

È morto Antonio Juliano: l'ex bandiera del Napoli aveva 80 anni

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Avrebbe compiuto gli anni tra un paio di settimane, Antonio Juliano: il 26 dicembre. E invece il destino ha deciso di non concedergli un altro compleanno, portandoselo via.

"Totonno", bandiera del Napoli da calciatore e poi da dirigente, è morto all'età di 81 anni. Non stava bene e le sue condizioni di salute si erano fatte più gravi negli ultimi giorni, fino al decesso.

Il Napoli è in lutto, ma a essere in lutto è in realtà l'intero calcio italiano. Perché Juliano ha rappresentato tanto nel mondo della Serie A.

  • CHI ERA ANTONIO JULIANO

    Juliano, semplicemente, ha legato tutta la propria carriera da calciatore al Napoli. Tutta o quasi: fa eccezione l'ultimo anno, giocato a Bologna (1978/79).

    Regista davanti alla difesa, complessivamente "Totonno" ha collezionato 505 presenze con la maglia azzurra, vincendo due Coppe Italia, una Coppa delle Alpi ed una Coppa di Lega Italo-Inglese.

    Vera leggenda del Napoli, ha esordito in Serie A a soli 17 anni ed è stato capitano della compagine partenopea per ben dodici stagioni.

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  • CAMPIONE D’EUROPA

    Juliano non è stato solo una colonna del Napoli, ma è stato un giocatore importante anche per la Nazionale italiana.

    Ha fatto parte del giro Azzurro per ben otto anni, collezionando in tutto 18 presenze.

    E’ stato convocato per i Mondiali del 1966 (non scese mai in campo) e successivamente per i Campionati Europei del 1968 laureandosi campione d’Europa.

    Farà parte anche del gruppo Azzurro che prenderà parte ai Mondiali del 1970 e sarà tra i protagonisti (entrerà nell’ultimo quarto d’ora) della finale persa per 4-1 contro il Brasile.

    Prenderà parte al suo terzo ed ultimo Mondiale nel 1974, ma senza mai scendere in campo.

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  • I COLPI DA DIRIGENTE

    Chiusa la carriera da calciatore, Juliano tornerà al Napoli in veste di dirigente.

    A lui si devono due dei colpi più importanti dell’intera storia del club partenopeo: portò Krol al Napoli nel 1980 e giocò un ruolo fondamentale nella trattativa che nel 1984 fece di Maradona un giocatore del Napoli.

    Lasciò il club per dissapori con l’allora presidente Ferlaino, per poi tornare nell’organigramma del club per svolgere, tra il 1998 ed il 1999, il ruolo di direttore generale.

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  • IL CORDOGLIO DEL NAPOLI

    Il Napoli ha affidato ad un lungo comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale il saluto ad Antonio Juliano.

    “Il mondo del Calcio e la città di Napoli piangono la scomparsa di Antonio Juliano, figura storica e bandiera azzurra. Juliano ha segnato un’epoca indelebile prima da calciatore e poi da dirigente. Cresciuto nelle giovanili, ha vestito per 17 anni la maglia del Napoli diventandone capitano e simbolo generazionale. Dopo aver vinto la prima Coppa Italia giovanissimo nel 1962, fu il primo napoletano a conquistare la Coppa Italia da capitano nel 1976.

    Centrocampista di talento e personalità, Juliano ha fatto parte anche della Nazionale Campione d’Europa del 1968 e vice Campione del Mondo nel 1970, giocando tre Mondiali e disputando la finale contro il Brasile in Messico.

    Il suo legame con il Napoli non si staccò mai anche quando smise di giocare. Divenne dirigente azzurro e sotto la sua carica di Direttore Generale arrivò l’acquisto di Diego Maradona. Fiero figlio di Napoli e icona della fedeltà azzurra, Juliano lascia una eredità sportiva ed emotiva che resterà per sempre nella memoria.

    Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, lo staff tecnico, la squadra e tutta la SSC Napoli si uniscono al dolore della famiglia per la scomparsa di Antonio Juliano, indimenticabile capitano ed eterna bandiera azzurra”.

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