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MontellaGetty Images

Montella può tornare ad allenare la Roma: com'è andata la sua prima esperienza sulla panchina giallorossa

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Vincenzo Montella può tornare ad allenare la Roma. C'è anche lui nella lista di tre-quattro candidati consegnata da Claudio Ranieri ai Friedkin, nel contesto di settimane delicate e importanti per quanto riguarda il futuro della panchina giallorossa.

Montella e la Roma, del resto, non possono essere considerati due rette parallele. Nel senso che la possibilità che, prima o poi, incrocino nuovamente le rispettive strade esiste sempre. Ed è appunto quel che potrebbe accadere già nei prossimi mesi, in vista della prossima stagione.


Quel "nuovamente", poi, è doppio. Perché Montella ha prima indossato la maglia della Roma da calciatore, risultando un elemento determinante per la conquista dello Scudetto del 2001, e poi i giallorossi li ha pure allenati. Anche se non tutti se lo ricordano: Vincenzo era ancora Vincenzino, un Aeroplanino appena atterrato da magnifica carriera in campo e ai primi mesi in giacca e cravatta.

Storia di tre lustri fa, storia che fa parte di un passato non più recentissimo. Ma che potrebbe di nuovo legarsi al presente se davvero fosse Montella il prescelto della Roma per la successione di Ranieri.

  • DA RANIERI A MONTELLA

    La stagione in questione è il 2010/2011. Quella successiva alla grande delusione del secondo posto dietro all'Inter del Triplete, della doppietta di Pazzini all'Olimpico che in pratica troncava ogni sogno di Scudetto, della grande rimonta stoppata proprio sul più bello.

    In plancia di comando c'è ancora Claudio Ranieri, l'uomo che - allora come oggi - ha riportato dignità, punti e sogni a una piazza demoralizzata. Ma le cose non girano per il verso giusto in quell'annata: la Roma è in ritardo in classifica, perde 3-2 in casa contro lo Shakhtar nell'andata degli ottavi di Champions League e si fa clamorosamente rimontare dal 3-0 al 3-4 a Marassi contro il Genoa, in una delle sfide più epiche della storia della Serie A.

    Dopo quella partita, Ranieri toglie il disturbo: "Giusto dare un segnale", dice. Al suo posto la dirigenza capitolina, Rosella Sensi in primis, opta per il classico traghettatore: riecco Vincenzo Montella, che dopo il ritiro del 2009 proprio con la casacca giallorossa ha iniziato dai Giovanissimi del club la propria carriera di allenatore.

    Strano ma vero: 14 anni più tardi, la staffetta potrebbe essere la stessa. Con Ranieri pronto a farsi da parte come allenatore della Roma e Montella a prendere il suo posto. Evidentemente con qualche annetto in più d'esperienza.

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  • Montella RomaGetty Images

    SEI MESI COMPLICATI

    La parentesi in panchina di Montella alla Roma è piena di alti e bassi. L'ex attaccante guida i giallorossi in 16 occasioni, vincendo appena 7 partite: meno della metà. La sua media punti finale è di 1,56 punti per partita.

    Del resto quella è una stagione piuttosto disgraziata, che la Roma chiude al sesto posto, con tre lunghezze di ritardo dalla Lazio e 19 rispetto al Milan campione d'Italia. Totti e compagni accarezzano l'idea di rivincere la Coppa Italia dopo tre anni, ma il percorso si interrompe in semifinale contro l'Inter, poi trionfatrice sul Palermo.

    In Champions League, invece, va malissimo: l'esordio di Montella sul campo dello Shakhtar è un disastro e gli ucraini si impongono per 3-0, qualificandosi ai quarti di finale e replicando il 3-2 dell'andata, quando in panchina c'era ancora Ranieri.

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  • L'ADDIO E L'ARRIVO DI LUIS ENRIQUE

    Il 22 febbraio del 2011, il giorno della sua presentazione come nuovo allenatore della Roma, Montella dice: "Non mi sento un traghettatore. Il mio obiettivo è fare bene da qui alla fine dell'anno, poi chi fa calcio sa che le situazioni cambiano continuamente".

    Una volta conclusa la stagione, però, proprio questo si rivelerà essere stato l'Aeroplanino: un traghettatore. La Roma deciderà di non confermarlo sulla panchina della prima squadra, lasciandolo libero e scegliendo al suo posto Luis Enrique: altro matrimonio complicato, durato appena un anno, tra le pressioni dell'ambiente sullo spagnolo e un settimo posto finale nuovamente deludente.

    Quanto a Montella, la sua carriera di allenatore prenderà il via lì: dal Catania alla Fiorentina (due volte), dalla Sampdoria al Milan e infine l'estero, tra Siviglia e la Turchia (Adana Demirspor e ora la Nazionale, guidata anche agli Europei).

  • "NON È TROPPO TARDI PER RIPROVARCI"

    Montella, peraltro, sarebbe potuto rientrare alla base appena un anno dopo: nel 2012, conclusa con un eccellente undicesimo posto la sua prima stagione "vera" in Serie A alla guida del Catania e concluso pure il breve regno di Luis Enrique nella Capitale, la Roma aveva pensato a un clamoroso ritorno.

    Lo stesso Montella lo ha confermato diversi anni più tardi, in un'intervista del 2021 al Corriere dello Sport nel quale ha rivelato il proprio rimpianto per un lavoro che, di fatto, non è mai iniziato.

    "Nel primo caso speravo di rimanere come allenatore e non è stato possibile. Peccato, mi sarebbe piaciuto impostare un progetto dall’inizio. Nel secondo, hanno scelto un altro (Zeman), dopo vari sondaggi. Ci lasciammo male perché ci avevo creduto. Sì, nel 2012 mi sentivo l’allenatore della Roma. Ammetto che la Roma è una sorta di punto debole. È parte di me. Qui ho giocato, vinto, allenato. Magari non è troppo tardi per riprovarci. Ranieri a quanti anni ha realizzato il sogno di allenarla? 58? Ecco, a me resta una decina d’anni per sperare...".

    Di anni ne sono passati meno di una decina. E ora il nome di Montella è tornato in maniera concreta nei radar della Roma. Sempre al posto di Ranieri, come nel 2011. Ma questa volta, se la Turchia accettasse di liberarlo, non più da traghettatore.

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