Minneapolis, città che sta attirando l'attenzione del mondo negli ultimi giorni, non è tra i centri scelti dall'organizzazione FIFA per ospitare i Mondiali 2026. Nonostante questo, però, quanto sta accadendo con l'ICE, l'agenzia federale Immigration and Customs Enforcement, preoccupa migliaia di tifosi in tutto il mondo, maggiormente restii su un possibile viaggio negli Stati Uniti per assistere alla Coppa del Mondo oramai imminente e al via a giugno.
Organizzato da Messico, Canada e Stati Uniti, il Mondiale 2026 vedrà larga parte delle partite giocate proprio negli USA, più che mai bomba ad orologeria negli ultimi anni e nuovamente al centro dei media mondiali per il comportamento di una delle sue più controverse forze dell'ordine, ovvero l'ICE.
L'uccisione di Renee Nicole Good, madre di tre figli, ha portato migliaia di persone in strada in tutti gli Stati Uniti e non solo a Minneapolis, dove l'agente Jonathan Ross ha esploso tre colpi di pistola contro la 37enne, provocandone la morte.
Secondo l'amministrazione Trump la morte di Good per mano di Jonathan Ross è stata legittima difesa, ma le immagini trapelete online mostrano un quadro ben diverso del tragico evento. Per questo motivo monta la protesta in Minnesota e in giro per il paese, contro un comportamento imprevedibile dell'agenzia creata per far rispettare le leggi sull'immigrazione illegale e combattere i reati transnazionali.
Nel giro degli ultimi giorni, PERò, non solo Minneapolis sta diventando una polveriera: in città un agente ha ferito un immigrato venezuelano, colpito alla gamba da un proiettole, mentre in diverse città degli Stati Uniti diverse persone vengono fermate brutalmente, trascinate fuori dalla propria auto o buttate a terra senza avere il tempo di dimostrare di essere effettivamente cittadini americani.
