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Moise Kean ItalyGetty Images

Moise Kean e il vai e vieni con l'Italia: contro Israele vuole fermare la giostra impazzita

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13 milioni di euro pagabili in quattro esercizi, oltre a premi variabili fino a un massimo di 5 milioni. Totale potenziale: 18 milioni. Più un contratto di cinque anni. Una bella responsabilità per chi, come Moise Kean, arrivava da una stagione da zero reti e problemi vari in tutte le competizioni.

Eppure la Fiorentina, che di guai in attacco ne ha avuti altrettanti, ha deciso di puntare con forza su di lui. E in questo primissimo scorcio di stagione, in barba alle risatine e alle ironie per il celebre episodio estivo del bersaglio, ha scoperto un nuovo Kean: agonisticamente cattivo e deciso a lasciarsi alle spalle uno dei periodi più complicati della carriera.

Si è accorto di tutto anche Luciano Spalletti, uno che non ha paura di dare una chance ai dimenticati. E Kean lo era, come è naturale che fosse dopo un'annata del genere.

  • DI NUOVO NEL GIRO AZZURRO

    A guidare l'attacco dell'Italia contro Israele, nella gara valida per la seconda giornata dei gironi di Nations League, dovrebbe essere proprio lui. Troppo ravvicinata la sfida trionfalmente vinta venerdì in casa della Francia per non pensare a un corposo turnover, e di conseguenza anche a una staffetta in attacco tra Retegui e l'ex viola.

    Kean non veniva convocato da Spalletti da un anno, o quasi. Tra ottobre e novembre 2023 aveva messo assieme tre presenze nelle qualificazioni agli Europei: una contro Malta da titolare, un paio da subentrato in Inghilterra e nella sfida decisiva contro l'Ucraina. Il nuovo ct lo aveva ripescato dalla naftalina: l'ultima comparsa col predecessore Roberto Mancini risaliva addirittura alla Final Four della Nations League 2021.

    Dopodiché, il vuoto. Normale: a dicembre Kean si è fatto male contro il Napoli ed è stato costretto a un lungo stop, vedendo nel frattempo sfumare il trasferimento invernale all'Atletico Madrid. Le speranze di far parte del gruppone azzurro in Germania sono svanite con la stessa rapidità con la quale si sono palesate.

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  • LA QUESTIONE REALIZZATIVA

    Lasciare la Juventus, dove uno spazio proprio non avrebbe potuto ritagliarselo, è stata la medicina di Kean. Nelle prime cinque partite stagionali, il suo rendimento è andato in direzione opposta a quello mediocre della squadra di Palladino: se i viola hanno collezionato solo pareggi, Moise è andato a segno già tre volte tra campionato e Conference League. Un bel passo in avanti.

    "Lo scorso anno non è andata bene a causa di tanti infortuni - diceva Kean il giorno della presentazione - questo è l'anno dove posso e devo dimostrare qualcosa a me stesso e alla Fiorentina che ha creduto in me. Non aver segnato l'anno scorso non è un peso, se la vivessi così farei brutte scelte. Mentalmente mi sento forte, bisogna attendere il momento giusto o andare a cercarselo".

    Il momento giusto è arrivato. E non solo per la questione realizzativa. Ha detto ancora Kean che "il mio compito è sì segnare, ma anche dare un contributo alla Fiorentina". Lo sta dando in termini di impegno, di corsa, di voglia. L'ex bianconero si danna l'anima, fa reparto da solo come mai era accaduto in carriera, calcia in porta, non si dà mai per vinto. E il pubblico, pur nel contesto di una striscia di risultati poco soddisfacenti, sta apprezzando.

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  • LA FIDUCIA DEL CT

    Spalletti stima Kean, lo considera parte integrante - rendimento permettendo, ma vale un po' per tutti - del nuovo progetto post fallimento tedesco. Moise ha 24 anni, non è più un baby alle prime armi ma non è nemmeno in là con l'età. E poi si è meritato la chiamata del ct con i fatti, con le prestazioni.

    "Kean è probabile che sia della partita - ha detto Spalletti domenica, nella conferenza di presentazione della partita contro Israele - non potendola rifare tutta Retegui, è meglio fargli fare il pezzo determinante e Kean ha fatto vedere che sta bene".

    Considerazioni a cui hanno fatto seguito quelle dello stesso Kean, a Vivo Azzurro Tv:

    "Le parole del Ct mi caricano e mi motivano a fare bene. Con lui ho un buon rapporto, so che si aspetta molto da me e adesso sta a me ricambiare la fiducia".

  • OBIETTIVO CONFERMA

    La missione di Kean, ora, è principalmente una: tenersi stretta la maglia dell'Italia. Una volta per tutte. E già a partire dalla partita in Ungheria, paese che gli porta piuttosto bene: ci ha appena giocato con la Fiorentina, segnando una rete nel playoff di Conference League e contribuendo a eliminare faticosamente ai rigori la Puskas Akademia.

    Il rapporto con l'Italia non è mai stato semplice. Sin da quando, ai tempi dell'Europeo Under 21 del 2019, arrivava in ritardo assieme a Zaniolo al risveglio muscolare del mattino di una partita. Con la Nazionale maggiore le cose non sono migliorate: la prima chiamata è arrivata nel novembre 2018 per un'amichevole contro gli Stati Uniti, ma le presenze complessive in azzurro sono solo 16. In sei anni. Poche.

    A far impressione è soprattutto la montagna russa vissuta da Kean nel rapporto con l'Italia. Dentro, fuori, convocato, escluso, chiamato per la Nations League e per le qualificazioni ai grandi tornei, ignorato agli Europei. Una giostra impazzita che il neo viola vuole fermare schiacciando un ideale tasto stop. Possibilmente a partire da stasera.

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  • LE PRESENZE DI KEAN CON L'ITALIA

    • Italia-Stati Uniti 1-0 (20/11/2018)
    • Italia-Finlandia 2-0 (23/3/2019)
    • Italia-Liechtenstein 6-0 (26/3/2019)
    • Grecia-Italia 0-3 (8/6/2019)
    • Italia-Bosnia 1-1 (4/9/2020)
    • Olanda-Italia 0-1 (7/9/2020)
    • Italia-Moldavia 6-0 (7/10/2020)
    • Italia-Olanda 1-1 (14/10/2020)
    • Italia-San Marino 7-0 (28/5/2021)
    • Italia-Lituania 5-0 (8/9/2021)
    • Italia-Spagna 1-2 (6/10/2021)
    • Italia-Belgio 2-1 (10/10/2021)
    • Italia-Malta 4-0 (14/10/2023)
    • Inghilterra-Italia 3-1 (17/10/2023)
    • Ucraina-Italia 0-0 (20/11/2023)

    I DATI DI KEAN

    • 16 presenze
    • 4 goal
    • 2 assist
0