Milan, la cavalcata del 2007: unica squadra italiana a vincere la Champions partendo dai preliminari

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Milan Champions League 2007
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Nessuna squadra italiana ha mai vinto la Champions League partendo dai preliminari: c'è riuscito il Milan nel 2007, vendicandosi del Liverpool.

Milan-Liverpool, finale di Champions League giocata ad Atene il 23 maggio 2007, è la serata della grande rivincita per i rossoneri dopo l'atroce beffa di due anni prima ad Istanbul. Non solo: la squadra di Ancelotti che trionfò in Grecia rimane l'unica italiana ad avere conquistato la Champions dopo avere iniziato il proprio percorso dai preliminari. Ripercorriamo dunque quel cammino, cominciato quasi un anno prima contro la Stella Rossa e proseguito, di impresa in impresa, fino alla gloria della settima coppa.

  1. LA RIVINCITA SULLA STELLA ROSSA
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    LA RIVINCITA SULLA STELLA ROSSA

    Il Milan inizia dal terzo turno, in virtù del quarto posto a cui è scivolato la stagione precedente a causa dello scandalo Calciopoli. La paura di un'eliminazione precoce è grande, anche perché l'avversario ha un significato particolare: quella Stella Rossa che riporta alla mente nebbie, sospensioni e squalifiche. A San Siro il definitivo 1-0 è di Pippo Inzaghi, che si ripete al Marakana di Belgrado, imitato da Seedorf: 2-1 e gironi in tasca. La cavalcata vincente comincia da qui.
  2. IL GIRONE È UNA FORMALITÀ: PRIMO POSTO
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    IL GIRONE È UNA FORMALITÀ: PRIMO POSTO

    Se in campionato balbetta, appesantito da una penalizzazione di 8 punti, in Champions League il Milan non sbaglia un colpo: gli uomini di Ancelotti conquistano due vittorie nelle prime tre partite del raggruppamento (3-0 all'AEK Atene e 1-0 in casa dell'Anderlecht, con in mezzo uno 0-0 a Lilla). La qualificazione arriva alla quarta giornata, grazie a un 4-1 rifilato ai belgi a San Siro. Solo per la cronaca i ko contro AEK e Lilla, a ottavi già in tasca. Il Milan chiude primo, con un punto di vantaggio sui francesi.
  3. SOFFERENZA COL CELTIC, MA CI PENSA KAKÁ
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    SOFFERENZA COL CELTIC, MA CI PENSA KAKÁ

    Tutto facile nel girone, tutto difficile negli ottavi. L'avversario, il Celtic, pare uno di quelli più abbordabili, specialmente dopo il buon pari senza reti strappato in Scozia. Ma nel ritorno tutto si complica. Il futuro viola Boruc è un baluardo, Ambrosini e Kaká colpiscono una traversa a testa e nei 90 minuti il pallone non entra mai. Si va ai supplementari. E qui entra in scena Ricardo Kaká, che prende palla a metà campo, supera in progressione un paio di avversari e col sinistro piazza la palla tra le gambe del portiere. 1-0 e Milan ai quarti.
  4. LA GRANDE IMPRESA DI MONACO DI BAVIERA
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    LA GRANDE IMPRESA DI MONACO DI BAVIERA

    Il secondo, grande scoglio che si para di fronte al Milan arriva ai quarti: il Bayern è favorito e pare potersi portare a casa il passaggio del turno grazie al 2-2 strappato - in rimonta da un doppio svantaggio - a San Siro. Ma all'Allianz Arena escono la tenacia e la mentalità vincente del Diavolo versione europea. Tanto che già nel primo tempo la qualificazione è indirizzata grazie alle reti di Seedorf e del solito Inzaghi. Finisce 0-2. L'impresa è servita. Il Milan vola in semifinale di Champions League.
  5. KO ALL'OLD TRAFFORD: KAKÁ SIGNIFICA SPERANZA
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    KO ALL'OLD TRAFFORD: KAKÁ SIGNIFICA SPERANZA

    L'Old Trafford non è solo il Teatro dei Sogni: è anche una tana degli incubi. E la Roma, appena strapazzata dal Manchester United sotto il peso di sette reti, ne ha avuto la riprova. Ma il Milan, partito in sordina, non vuole più fermarsi. E tiene testa a Cristiano Ronaldo e compagnia. Perde, sì, ma limita i danni e soprattutto si gode un Kaká stellare: il brasiliano illude i rossoneri di poter addirittura tornare a casa col bottino pieno, firmando la doppietta da Pallone d'Oro che ribalta l'iniziale vantaggio di CR7, poi Rooney timbra il 2-2 e, al 91', anche il 3-2. Nessun problema. La qualificazione si deciderà a San Siro.
  6. LA PARTITA PERFETTA: UNITED ANNICHILITO
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    LA PARTITA PERFETTA: UNITED ANNICHILITO

    "La partita perfetta". Basta questa definizione per capire cosa rappresenti Milan-Manchester United nella storia recente dei rossoneri. Perché se il 3-2 inglese dell'andata è utile per limitare i danni, il 3-0 che la squadra di Ancelotti infligge a quella di Ferguson e Cristiano Ronaldo entra nella leggenda. Serata fredda, piovosa. Il clima adatto per l'epica. Sempre Kaká ribalta il discorso qualificazione con una rasoiata mancina, Seedorf raddoppia con un destro al volo. A fine primo tempo è già 2-0. E nella ripresa Gilardino, in contropiede, appone il punto esclamativo sull'impresa. Il Milan vola ad Atene: l'opportunità della rivincita sul Liverpool è finalmente arrivata.
  7. INZAGHI RE DI ATENE: ISTANBUL È VENDICATA
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    INZAGHI RE DI ATENE: ISTANBUL È VENDICATA

    Ad Atene c'è l'atmosfera della rivincita. Sono trascorsi due anni dalla finale di Istanbul, ma è una ferita che brucia ancora. Questa volta no, il Milan non può sbagliare. E non sbaglia. Perché ha dentro quel fuoco sacro di chi non può permettersi una seconda delusione e, soprattutto, perché ha Filippo Inzaghi. Superpippo apre la strada verso la settima coppa alla sua maniera, di rapina, deviando forse involontariamente - o forse no... - una punizione di Pirlo. Poi raddoppia nella ripresa, aggirando Reina e toccando a porta vuota. Kuyt accorcia a un minuto dalla fine per il Liverpool, ma è un goal che non fa paura. Il Milan, dopo quattro anni, è nuovamente sul tetto d'Europa.