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Allegri Milan GFXGOAL

Il Milan va verso l'Allegri-bis: dallo Scudetto all'esonero, come andò la prima esperienza in rossonero

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L’estate del 2025 si preannuncia come un vero e proprio valzer delle panchine in Serie A.

Diverse squadre si preparano a ripartire da zero con l’obiettivo di rifondare, e tra queste c’è anche il Milan, reduce da una delle stagioni più deludenti della sua storia recente.

Dopo l’annuncio di Igli Tare come nuovo direttore sportivo, la dirigenza rossonera è pronta a piazzare il primo grande colpo per la panchina. Il nome in cima alla lista per il dopo-Conceicao è quello di Massimiliano Allegri.

Per Allegri si tratterebbe di un ritorno - sempre più imminente - "a casa", a oltre dieci anni dalla sua ultima esperienza rossonera: un percorso fatto di alti e bassi, iniziato con la conquista dello Scudetto e della Supercoppa Italiana, e terminato con l’esonero nel freddo inverno del 2014.

Ripercorriamo allora insieme la sua prima avventura sulla panchina del Milan.


  • LA PRIMA GRANDE PANCHINA: L'ARRIVO AL MILAN NEL 2010

    Dopo le prime esperienze da allenatore – prima con il Sassuolo, dove conquista la storica promozione dalla Serie C alla Serie B, poi con il Cagliari, con cui ottiene due tranquille salvezze – Massimiliano Allegri firma nell’estate del 2010 il suo contratto da nuovo allenatore del Milan.

    Subentra a Leonardo, tecnico con cui i rossoneri avevano chiuso la stagione precedente al terzo posto in Serie A, venendo però eliminati agli ottavi di finale di Champions League e ai quarti di Coppa Italia.

    Per Allegri si tratta di una sfida speciale: la sua prima panchina in una grande squadra, e con il compito tutt’altro che semplice di rilanciare un Milan reduce da un’annata deludente, in un campionato dominato dall’Inter campione in carica del Triplete.

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  • ARRIVANO I SUCCESSI: PRIMA LO SCUDETTO, POI LA SUPERCOPPA

    Il primo anno di Massimiliano Allegri alla guida del Milan fu semplicemente sensazionale. L’esordio in campionato non lasciò dubbi: un netto 4-0 rifilato al Lecce nella prima giornata, preludio a una stagione trionfale. Il percorso vincente venne coronato nel maggio 2011, quando arrivò la matematica conquista dello Scudetto, con due giornate d’anticipo, grazie allo 0-0 ottenuto all’Olimpico contro la Roma. Il Milan tornava così a laurearsi campione d’Italia, superando proprio l’Inter favorita alla griglia di partenza.

    Per i rossoneri si trattava del primo tricolore dopo ben sette anni di attesa: l’ultimo risaliva alla stagione 2003/04, quando il Milan di Ancelotti chiuse con undici punti di vantaggio sulla Roma.

    Pochi mesi dopo, nell’agosto 2011, la squadra di Allegri alzò anche la Supercoppa Italiana, la sesta della storia del Milan, battendo l’Inter a Pechino per 2-1 in rimonta. A firmare la vittoria ci pensarono Ibrahimovic e Boateng, dopo il vantaggio iniziale firmato da Sneijder.

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  • IL LENTO DECLINO FINO ALL'ESONERO

    La stagione 2011/12 si rivelò positiva solo a metà per Massimiliano Allegri. In Champions League, il tecnico toscano raggiunse per la prima volta i quarti di finale, ma fu eliminato nel doppio confronto contro il Barcellona di Guardiola e Messi.

    In campionato, il Milan fu protagonista di un lungo duello con la Juventus di Antonio Conte. La corsa Scudetto si decise solo nelle ultime giornate: i rossoneri persero il derby contro l’Inter alla penultima giornata, mentre i bianconeri superarono il Cagliari, chiudendo così al primo posto e lasciando definitivamente al Milan il secondo.

    Nell’estate del 2012 arrivò una svolta dolorosa: il club salutò alcune colonne storiche come Nesta, Gattuso, Ibrahimovic e Thiago Silva. Nonostante il ridimensionamento, Allegri riuscì a condurre la squadra al terzo posto, garantendo l’accesso alla Champions League dell’anno successivo.

    La stagione 2013/14, però, segnò il punto di rottura. Fin dall’inizio, le cose andarono male: risultati altalenanti, prestazioni deludenti e una classifica preoccupante. Il punto di non ritorno arrivò a gennaio, dopo la sconfitta per 4-3 contro il Sassuolo. Con il Milan bloccato a metà classifica, la società decise di sollevare Allegri dall’incarico, ponendo fine alla sua prima esperienza sulla panchina rossonera.

  • LA GESTIONE DEI GRANDI GIOCATORI: ALLEGRI SA COME SI FA

    Fin dal suo primo giorno sulla panchina del Milan, Allegri ha dimostrato di saper gestire campioni di altissimo livello. Alla sua prima esperienza in una grande squadra, si è ritrovato a guidare giocatori del calibro di Ibrahimovic, Seedorf, Pirlo, Gattuso e Nesta, riuscendo a trovare il giusto equilibrio e riportando i rossoneri al successo.

    Non è un caso che, con l’addio progressivo di questi senatori, il rendimento del Milan abbia iniziato a calare. La capacità di Allegri nel gestire i grandi spogliatoi è emersa con forza anche negli anni successivi alla Juventus, dove è riuscito a portare i bianconeri a disputare due finali di Champions League.

    Allegri è riconosciuto come uno dei migliori al mondo nella gestione del gruppo. In un Milan che negli ultimi anni ha faticato sotto il profilo caratteriale, la sua figura potrebbe rivelarsi decisiva. Giocatori come Theo Hernandez e Rafa Leao, a cui è senz'altro mancata continuità, potrebbero beneficiare proprio della sua leadership e del suo approccio con lo spogliatoio.

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