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Miklos Feher, l'aquila benfiquista volata via troppo presto: la tragica morte in campo a 24 anni dell'attaccante ungherese in Vitoria Guimaraes-Benfica

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Un fulmine a ciel sereno. Un istante che interrompe la magia del ‘football’ e lascia spazio a lacrime e disperazione. Un dolore vissuto su quel rettangolo verde di gioco che da sempre è sinonimo di sogni e speranze, dai più 'piccini' agli anziani. 

Il cuore di Miklos Feher, attaccante ungherese del Benfica, ha smesso di battere in una sera di gennaio a Guimaraes, nell'ultimo segmento della sfida tra le 'Aguias' e i padroni di casa del Vitoria. 

Sono bastati pochi istanti a trasformare la bellezza del calcio in sgomento. 

La vita di Miklos Feher si è interrotta a soli 24 anni a causa di un arresto cardiaco. L'attaccante ungherese si è accasciato sul terreno di gioco a pochi secondi dal fischio finale del match, senza possibilità di intervento da parte dello staff sanitario. 

  • LA SFIDA TRA VITORIA GUIMARAES E BENFICA

    Il programma della diciannovesima giornata del campionato portoghese 2003/2004 proponeva nel posticipo della domenica sera la sfida tra i padroni di casa del Vitoria Guimaraes, in lotta per non retrocedere, e il Benfica di José Antonio Camacho, al terzo posto in classifica. 

    Il match è combattuto e la formazione di Lisbona non riesce a trovare il varco giusto nella difesa avversaria. Le 'Aguias' hanno assolutamente bisogno dei tre punti dopo i successi del Porto contro l'Estrela (2-0) e dello Sporting sul campo del Belenenses (1-3). 

    Sulla panchina del Vitoria c'è quel Jorge Jesus che nel 2009 si siederà proprio sulla panchina del Benfica e porterà la squadra a vincere tre campionati, cinque Coppe di Portogallo e una Supercoppa, prima dell'addio nel 2015 e del ritorno nell'estate 2020. 

    Camacho prova a cambiare qualcosa per dare una scossa ai suoi e inserisce l'attaccante ungherese Feher, Fernando Aguiar e Andersson

    A pochi secondi dal 90', proprio due nuovi entrati, Feher e Aguiar confezionano il goal che regala il vantaggio al Benfica. Un sollievo per la squadra di Lisbona, che però qualche secondo più tardi viene risucchiata nel dolore. 

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  • L’ARRESTO CARDIACO

    Nei minuti di recupero, l'arbitro Olegario Benquerenca ammonisce Feher per perdita di tempo, dopo aver ritardato una rimessa laterale degli avversari. 

    Ma negli istanti successivi, il 24enne ungherese appoggia le mani sulle ginocchia, prima di stramazzare al suolo. 

    Seguono attimi di terrore. Feher perde conoscenza e i compagni di squadra intervengono subito, insieme allo staff sanitario di entrambe le squadre: i calciatori lo portano fuori dal campo, mentre i medici cercano di rianimarlo. Ma non c'è più nulla da fare. Miklos muore alle 23.10 in ospedale. 

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  • L’ANNUNCIO DELLA MORTE

    "Nessuno vorrebbe dare mai questo tipo di notizia. Siamo tutti profondamente scioccati e facciamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia. Tutto il Benfica e i suoi tifosi piangono un loro giocatore e compagno, Miklos Feher"

    A parlare è il direttore della comunicazione del Benfica, Antonio Cunha Vaz, in una conferenza stampa improvvisata.

    Dolore e sgomento anche per l'arbitro Olegario Benquerenca

    "È incredibile che una cosa così sia potuta accadere. Ho capito subito che qualche cosa non andava quando è caduto in mezzo al campo. Non ho potuto fare altro che chiamare i medici". 

  • IL DOLORE DEL MONDO DEL CALCIO

    Nei giorni successivi alla scomparsa, il mondo del calcio ha reso omaggio a Feher. 

    "Lo piange l'intera Ungheria. Era un giocatore modesto e taciturno che è diventato presto un esempio per i giovani calciatori ungheresi - ha dichiarato Imre Bozoky, presidente della federcalcio ungherese -. Aveva grandi ambizioni per la sua carriera e si accingeva a diventare uno dei migliori giocatori europei. Si tratta di una grave perdita per tutto il calcio ungherese".

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  • LA STORIA E LA CARRIERA DI FEHER

    Nato nel 1979 a Tatabanya, cittadina di circa 65 mila abitanti a ovest di Budapest, Miklos Feher ha mosso i primi passi nel settore giovanile del Gyori ETO, fino al debutto fra i professionisti nel 1995. 

    Tre anni più tardi, alcuni scout del Porto lo scovano in Ungheria e lo portano nel paese lusitano. Feher firma un contratto nel 1998 con i 'dragoes' ma non riesce a imporsi all'Estadio do Dragao. 

    Inizia a girovagare in prestito, vestendo le maglie di Salgueiros nel 1999 e Braga l'anno successivo, con cui realizza 14 goal in 26 partite. In seguito arriva la rottura con l'agente e con il club: il presidente Pinto da Costa litiga con l'entourage e Feher decide di salutare entrambi e firmare con il Benfica. Con le 'Aguias' colleziona 8 reti e 3 assist in 34 presenze prima di quel maledetto 25 gennaio 2004, quando a causa della cardiomiopatia ipertrofica se n'è andato. 

    In carriera ha vestito la maglia delle nazionali giovanili dell’Ungheria e ha partecipato agli Europei Under 19. Tra i momenti indimenticabili con la maglia della nazionale c’è senza dubbio la tripletta realizzata contro la Lituania con la maglia dell'Ungheria in occasione della gara di qualificazione a Mondiali del 2002 e disputata nell'ottobre del 2000.

  • INDIMENTICABILE E INDIMENTICATO

    Il Benfica non hai mai dimenticato Miklos Feher

    Il club portoghese ha ritirato la maglia numero 29 e qualche tempo dopo ha posizionato all'esterno dell'Estadio da Luz un busto dedicato proprio all'ungherese. 

    Una meta di pellegrinaggio per i tifosi delle 'aguias', ma non solo, che lasciano fiori, sciarpe, maglie e bandiere. 

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  • LA MAGLIA DI FEHER

    Accanto è presente anche una teca con la divisa indossata da Feher il giorno della scomparsa: c'è anche la sua maglia rossa, strappata dai medici nel tentativo disperato di salvargli la vita. 

    Se qualcuno muore sul terreno di gioco, significa che è diventato un martire dello sport" ha raccontato Irme Gellei, ex commissario tecnico dell'Ungheria e colui che lanciò Feher. 

    E proprio da martire continua ad essere presente nella mente e nel cuore di tanti tifosi, che difficilmente dimenticheranno quel giovane cannoniere ungherese la cui vita si è interrotta proprio mentre i sogni si stavano realizzando.

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