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Mbappé e la guerra con il PSG: il comitato legale della Ligue 1 ordina che siano pagati 55 milioni di euro

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Kylian Mbappé ha vinto una prima battaglia di quella che si preannuncia una lunga guerra a suon di milioni. Nella giornata di mercoledì, infatti, l'avvocato del fuoriclasse francese, passato al Real Madrid qualche settimana fa dopo aver lasciato il PSG da svincolato, era presente al Comitato Legale della LFP (federazione francese) per dimostrare che suo contratto del suo assistito non era stato rispettato.

In particolare Mbappé chiedeva al PSG gli stipendi di aprile, maggio e giugno, nonchè un premio da 36 milioni non pagato a febbraio. Um totale di 55 milioni di dollari che attualmente, a meno di ribaltamente, il giocatore del Real Madrid potrebbe ricevere.

A differenza di quanto trapelato, la commissione giuridica non ha chiesto la mediazione tra le due parti, ma ha emesso il suo verdetto giovedì pronunciandosi a favore del numero 9 del Real Madrid.

  • LA NOTA

    Il Comitato, si legge, ha notato "l'assenza di conciliazione tra le due parti" e ha ordinato al Paris Saint-Germain "di pagare i salari dovuti a Kylian Mbappé Lottin, vale a dire gli stipendi e i bonus etici dovuti in aprile, maggio e giugno 2024, nonché la scadenza del bonus di firma dovuto il 29 febbraio 2024".

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  • LA REAZIONE DEL PSG

    Quella che si è innescata tra le parti è una diatriba lontana dall’essersi conclusa. Il PSG infatti, attraverso un comunicato stampa, ha spiegato perché non intende versare a Mbappé tale somma e perché attenderà nuovi gradi di giudizio.

    “Dai i limiti del potere giuridico della commissione per prendere una decisione completa su questa questione, il caso deve essere contestato davanti ad un altro tribunale, al quale il Paris Saint-Germain sarà lieto di presentare tutti i fatti nei mesi e negli anni a venire.

    Di diritto e di fatto, il giocatore ha preso impegni pubblici e privati chiari e ripetuti che vanno rispettati, avendo beneficiato per sette anni di vantaggi senza precedenti garantiti dal club. Attendiamo con impazienza che questi impegni vengano confermati a tempo debito e nella sede appropriata, qualora il giocatore cercasse di perseguire questa questione inevitabilmente dannosa per la sua reputazione”.

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