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Materazzi RivaGetty/GOAL

Materazzi chiede scusa a Gigi Riva: "Sai come sono fatto, so che mi hai perdonato"

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L'Italia intera piange Gigi Riva, mito del nostro calcio scomparso improvvisamente all'età di 79 anni.

Riva, oltre ad essere stato uno degli attaccanti italiani più forti di sempre, è stato a lungo anche il dirigente accompagnatore della Nazionale.

Tantissimi, quindi, i calciatori di oggi e di ieri che sono legati a lui da ricordi di varia natura.

Uno, decisamente particolare, è quello raccontato da Marco Materazzi sui social e che ha portato l'ex difensore dell'Inter a chiedere pubblicamente scusa a Riva.

  • LE SCUSE DI MATERAZZI

    Ma perché Materazzi si scusa con Riva? L'ex centrale azzurro ha ricordato un episodio in particolare, con protagonista Joseph Blatter, discusso ex presidente della FIFA nel 2006, quando non premiò gli Azzurri neo campioni del mondo.

    Uno smacco che Materazzi non ha mai dimenticato, tanto che qualche mese dopo si rifiutò di stringere la mano a Blatter, venuto a Roma proprio per chiedere scusa ai nostri giocatori.

    "Gigi, io lo so che mi hai perdonato, ma forse è il momento giusto per chiederti scusa dell’unica volta in cui non ti ho dato retta. Quel giorno del gennaio 2007, a Roma, quando fu Blatter a venire per chiederci scusa: a Berlino non ci aveva consegnato la coppa del mondo. Mi chiedesti di essere gentile, con lui. “No, Gigi: la mano non gliela stringerò, mai e poi mai...”. Avevi fatto di tutto per sdrammatizzare il momento, ma sai come sono fatto", scrive oggi Materazzi ricordando Gigi Riva.

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  • IL RINGRAZIAMENTO A GIGI RIVA

    Materazzi poi ringrazia Gigi Riva per averlo sempre capito: "Forse sei stato quello che mi ha sempre difeso più di tutti, quando in tanti mi attaccavano. E sicuramente sei stato quello che ha rinviato il mio addio alla maglia azzurra: ero a Cagliari con l’Inter, mi venisti a trovare in ritiro per convincermi che la mia idea di lasciare la Nazionale era sbagliata. Questo eri tu, Gigi: uno di poche parole, ma che trovava sempre quelle giuste. E’ per questo che oggi noi non ne troviamo, per dire quanto è forte il dolore. E quanto ci mancherai ".

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